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DISSIDENTE CHEN FUGGITO, MISTERO SULLA SORTE

DISSIDENTE CHEN FUGGITO, MISTERO SULLA SORTE<br />


di Antonio Talia
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Pechino, 27 apr.- E' mistero sulla sorte di Chen Guangcheng, l'avvocato difensore dei diritti umani sfuggito agli arresti domiciliari nei giorni scorsi. La notizia della fuga è stata diffusa nella notte tra giovedì e venerdì da diversi attivisti politici come Bob Fu, presidente dell'associazione texana China Aid: "Chen non si trova più nella provincia dello Shandong, ma non sono autorizzato a dire dove. Posso dire che si trova a Pechino, in un posto sicuro al 100%. Continuiamo a mantenerci in contatto con lui e con chi l'ha aiutato". He Peirong, un'attivista che vive in Cina e ha avuto un ruolo preciso nella fuga dell'avvocato, è stata arrestata nella mattinata di venerdì. Prima dell'arresto la donna ha smentito le voci dell'arrivo di Chen all'ambasciata Usa, diffuse nella notte. Intorno alla sede diplomatica americana di Pechino non si segnalano movimenti insoliti, ma i funzionari statunitensi non hanno ancora commentato la vicenda e gli addetti stampa dell'ambasciata non rispondono alle telefonate.

Chen Guangcheng ha 40 anni, è cieco dalla nascita, ed è un avvocato autodidatta che ha esposto all'opinione pubblica mondiale la prassi degli aborti in stato avanzato e delle sterilizzazioni forzate, applicata dai funzionari della provincia dello Shandong per mantenere le quote di nascite decise dal governo. Nel 2006 viene arrestato nel corso di una manifestazione con l'accusa di danneggiamenti e occupazione del suolo pubblico. Sconta quattro anni di carcere e viene formalmente rilasciato nel 2010, ma da allora è sottoposto alla cosiddetta "detenzione soft", una pratica impiegata abitualmente in Cina per tenere sotto controllo i dissidenti. E' lo stesso Chen a illustrare la situazione in un video che riesce a pubblicare online nel 2011: tre squadre composte da 22 persone sorvegliano la sua abitazione 24 ore su 24, impedendo a lui e alla famiglia di uscire. "Sono uscito di prigione e sono entrato in una cella ancora più grande" commenta Chen, e il video scatena una nuova, violenta reazione: l'avvocato e la moglie subiscono un pestaggio da parte delle forze dell'ordine, ma riescono comunque a postare online alcune foto delle ferite subite.

L'intero villaggio di Chen viene mobilitato dalla polizia contro il "traditore controrivoluzionario", "comprato da forze straniere ostili per diffondere propaganda contro la Cina": i numerosi diplomatici europei e i supporter che hanno cercato di incontrarlo sono stati sistematicamente allontanati, anche con metodi violenti. E' il caso, ad esempio, dell'attore americano Christian Bale, che l'anno scorso ha cercato di incontrare Chen insieme a una troupe della CNN ed è stato trattenuto e spintonato da gruppi di persone armate di bastoni e mattoni.

Secondo le notizie che filtrano dalla rete degli attivisti, il villaggio di Chen è sottoposto in questo momento a un vero e proprio coprifuoco. La blogger Yaxue Cao, che ha pubblicato online una telefonata coi familiari dell'avvocato, riferisce che il nipote dell'avvocato è stato picchiato e ferito e altri membri della famiglia sono stati minacciati. La moglie e la figlia di Chen sono ancora sotto sorveglianza.

La vicenda potrebbe avere presto nuovi sviluppi: Boxun.com, un sito vicino alla rete dei dissidenti, che pubblica sia notizie verificate che voci non confermabili, ha pubblicato un video in cui Chen Guangcheng si rivolge direttamente al premier cinese Wen Jiabao con tre richieste. AgiChina24 sta traducendo il video e ne fornirà il contenuto a breve

 

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