Punta di Pennello

Una finestra a Shanghai

Le tre verità

Le tre verità


AgiChina ospita un nuovo racconto sulla Cina. Stavolta il pennello è affidato alla mano dello sceneggiatore e giornalista Enrico Vanzina, con un suo inedito.

 

di Enrico Vanzina

 

Ci sono tre verità: la mia verità, la tua verità, e la verità.
(proverbio cinese)

 

(la mia verità)

 

   Arrivando a Shanghai, mentre mi sistemavo nella stanza del Grand Kempinski Hotel, al ventiduesimo piano, mi tornò in mente il film di Sofia Coppola "Lost in translation". Lì, la protagonista, Scarlett Johansson, osservava Tokyo attraverso la finestra della sua room. Vedeva una distesa a perdita d'occhio di palazzi e grattacieli. Una città smisurata, impenetrabile per una occidentale. Affacciato al Kempinski, provai la stessa sensazione. Fuori, c'era il nuovo mondo cinese, a me sconosciuto, che non si lasciava afferrare nemmeno dallo sguardo. Un muro apparentemente ostile, fatto di lingua, tradizioni, cucina, storia, comportamenti, religione, sensibilità. Fui preso dal panico.

 

(la tua verità)

 

   Mio marito era fermo davanti alla finestra della nostra stanza d'albergo. Fissava la mia città. Dopo due anni di vita insieme a Roma ero finalmente riuscita a portarlo in Cina. Da lassù, si poteva intravedere il quartiere nel quale ero nata. Avevo il cuore gonfio di emozione. Quello era il mio mondo, lì ero cresciuta prima di partire per l'Italia. Adesso anche lui avrebbe scoperto quel mondo, si sarebbe tuffato con entusiasmo nella morbida atmosfera dell'accoglienza orientale, lasciandosi inebriare da quel lungo tempo antico che nemmeno la modernità di Shanghai potrà mai cancellare.

 

(la verità)

 

   Da un discorso di Henry Kissinger di ritorno da un viaggio ufficiale in Cina: "E' chiaro che i cinesi, avendo fatto a meno di noi per 5000 anni, pensano di poter continuare a farne a meno".

 

10 GENNAIO 2017

 

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