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LA PAROLA ALL'ESPERTO

Di Adolfo Tamburello

IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI MARIO BUSSAGLI

IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI MARIO BUSSAGLI


Di Adolfo Tamburello

 

Napoli, 13 mar. - È stato annunciato per il prossimo settembre il Convegno a Roma presso il Museo Nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci  "L'eredità umana e scientifica di Mario Bussagli" nel centenario della sua nascita.

 

Negli anni Cinquanta del secolo scorso presso la scuola orientalistica romana di Giuseppe Tucci (1894-1984) all'Università degli Studi oggi la Sapienza furono aperte ufficialmente con Bussagli (1917-1988) le discipline di Storia dell'arte dell'India e dell'Asia centrale e di Storia dell'arte dell'Estremo Oriente, cui seguirono quelle attivate presso l'Istituto Universitario Orientale di Napoli da Raniero Gnoli, anche lui della scuola romana di Tucci.

 

Per la Cina e il Tibet vennero così formandosi in Italia le prime leve di specialisti a livello universitario. Fino ad allora per il Tibet e l'Estremo Oriente l'unico grande Maestro di vasta e riconosciuta fama internazionale in Oriente come in Occidente era Tucci, che la divideva per la Cina col finno-svedese Osvald Siren (1879-1966), mentre il supporto scientifico di Siren e dello stesso Tucci consentiva ad Alberto Giuganino di pubblicare la sua "Pittura cinese" edita in due volumi di grande formato dalla Libreria dello Stato nel 1959 e il cui testo richiamava nelle monografie sull'"Estetica" e "La pittura cinese dalle origini al XVIII secolo" sul volume IV (1962) di Le civiltà dell'Oriente. Quest'opera diretta da Tucci ed edita a Roma da Gherardo Casini, redattore Antonio Gargano, si avvaleva all'Istituto per il Medio ed Estremo Oriente (IsMeO) di Roma della stretta collaborazione per la parte cinese di Lionello Lanciotti e di Bussagli, il quale estendeva la sua consulenza alle parti inerenti le arti dell'India e dell'Asia centrale. Nello stesso volume dell'opera Tucci, reduce dall'esperienza dei monumentali Tibetan Painted Scrolls (pubblicati anch'essi dalla Libreria dello Stato nel 1949, e-book 2015), redigeva la monografia sull'"Arte del Tibet".

 

In assenza di cultori italiani, la trattazione dell'architettura e delle altre arti cinesi sempre per il IV volume di Le Civiltà dell'Oriente, era affidata alla penna di Jan Fontein, allora direttore del Museo d'antichità e arti di Stoccolma della scuola del grande sinologo Bernard Karlgren (1889-1978) e che avrebbe retto poi il Museum of Fine Arts di Boston. "La pittura cinese nei secoli XIX-XX" era quindi affidata al ben noto studioso Michael Sullivan, e per lo stesso volume Bussagli curava la monografia "Culture protostoriche e arte delle steppe".

 

Dotato di una vasta preparazione non solo orientalistica e con salde basi di arti italiane ed europee, sulle quali pure scriveva, Bussagli spaziava con la sua produzione scientifica e divulgativa sull'intero arco euroasiatico, collaborando nel cenacolo creato da Tucci e insieme con Lanciotti alle pubblicazioni dell'IsMEO di opere di grande valore internazionale come quella di Robert H. van Gulik Chinese Pictorial Art (Roma 1958) e di Joseph Rock, A Nakhi-English Encyclopedic Dictionary (Roma, IsMEO, 1963).

 

Per la Cina, Bussagli si incontrava anche col magistero di James Cahill e raggiungeva con successo un vasto pubblico di lettori con La Pittura cinese, edito dalla Fabbri nel 1966 nella collana "Elite arti e stili" (ora online).

 

Erano per l'Italia anni di intense imprese editoriali e in particolare enciclopediche per le arti orientali, e Bussagli vi indirizzava molti allievi. Tra le più rilevanti per importanza scientifica, le collaborazioni dei giovani studiosi fatte instaurare con l'Enciclopedia Universale dell'Arte, in cui lui stesso era attivamente impegnato e pubblicava varie monografie. Anche per suo merito le arti orientali entravano nella cultura italiana di quegli anni e fin dalle loro espressioni preistoriche e protostoriche. Per diretto interessamento di Bussagli, Jan Fontein pubblicava già nel 1958 il saggio "Cina storica" per l'Enciclopedia Universale dell'Arte.

 

Negli stessi anni Tucci varava e conduceva le campagne archeologiche in Asia per conto dell'IsMEO, da lui fondato fin dal 1933 con Giovanni Gentile e che era ora da lui presieduto e diretto. La quota legittima per l'Italia dei materiali di scavo rinvenuti nei singoli paesi asiatici afferiva in deposito al Museo Nazionale d'arte Orientale intanto fondato dallo stesso Tucci nel 1957 (e oggi intestatogli). Molti giovani studiosi su segnalazione di Bussagli partecipavano e operavano nelle missioni archeologiche e nei relativi scavi, così come da lui proposti altrettanti erano avviati allo studio e alla pubblicazione sia dei reperti sia delle opere che intanto erano affluite all'IsMEO e al Museo. Fra le più importanti di queste, la preziosa collezione di antichi bronzi cinesi, coreani e giapponesi donata dall'ex ambasciatore Giacinto Auriti e pubblicata da Alexander C. Soper e Donatella Mazzeo, formatasi anch'essa alla scuola di Bussagli e che sarebbe più tardi divenuta direttrice del Museo.

 

Seguendo le stesse orme di Tucci, Bussagli lasciava negli anni a seguire parti dei suoi insegnamenti ai propri discepoli e costoro davano vita a discipline autonome con loro docenze ufficiali.

 

Oggi la scuola formata da Bussagli prosegue in varie Università italiane, ed è dunque ben contestuale che il titolo del prossimo Convegno sia stato formulato nei termini "L'eredità umana e  scientifica di Mario Bussagli" in memoria di un Maestro che ha unito alla ricerca scientifica un magistero per un fecondo cenacolo di giovani che sono venuti coprendo molte cattedre di archeologia e storia delle arti orientali in Italia, ed alcuni operando fruttuosamente anche all'estero.

 

*Adolfo Tamburello già professore ordinario di Storia e Civiltà dell'Estremo Oriente all'Università degli Studi di Napoli 'L'Orientale'.
 

 

 

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