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LA PAROLA ALL'ESPERTO

Di Adolfo Tamburello

ANCORA IN VIAGGIO SUL FIUME AZZURRO

ANCORA IN VIAGGIO SUL FIUME AZZURRO


Di Adolfo Tamburello

 


Napoli, 16 feb. - La volta scorsa ci intratteneva il "viaggio" sul Fiume Azzurro di Stefano Cammelli nel suo recente Storia di uomini e di fiumi. Un volume altrettanto recente è di Tiziana Lioi, Viaggio in Cina 1907-1908. Diario di Giovanni Vacca (Roma, L'Asino d'oro, 2016). Mi ha colpito la coincidenza della descrizione di un tratto dello stesso viaggio compiuto un secolo fa da Giovanni Vacca (1872-1953) il quale pure passò per le Tre Gole, in senso inverso, cioè contro corrente, da Yichang a Chongqing.

 

L'autrice premette: "Il 24 settembre [1907] è un giorno molto significativo per Giovanni Vacca: a bordo di una giunca a vela comincia un viaggio lungo il Fiume Azzurro, attraversando lo scenario naturale delle Tre Gole. Quello che Vacca vide, alcuni dei villaggi in cui la sua giunca sostò, è in parte oggi perduto per sempre. Nel 2006, infatti, è stata terminata la costruzione della Diga delle Tre Gole, la più grande diga al mondo e quella che più di tutte ha avuto sull'ambiente naturale e umano un altissimo impatto. Centinaia, forse migliaia di villaggi lungo il Fiume Azzurro nei pressi della diga sono stati evacuati e sommersi, più di un milione di persone sono state spostate, la biodiversità dell'area è stata fortemente minacciata con la scomparsa di specie animali e di piante, e probabilmente l'impatto della diga sul territorio è da mettere in relazione con l'aumento dell'attività sismica nel Sud della Cina. […] La scomparsa di villaggi lungo il corso del fiume ha avviato una massiccia ondata di migrazione, causando un forte stress sociale nelle città che, come Shanghai ad esempio, hanno dovuto accogliere queste persone alla ricerca di nuovi mezzi di sussistenza dopo aver perso il loro ambiente sociale e lavorativo". […] Roberto Vacca [il figlio] nel 1987, ben ottanta anni dopo, ha voluto ripercorrere lo stesso tratto di fiume percorso dal padre".

 

Il viaggio del padre faceva ricordare al figlio: "Giovanni Vacca per andare da Pechino a Chentu, scese a I Chang sul fiume Yang Tze Kiang e con una giunca a vela, spesso trainata sulle rapide da squadre di uomini a terra, viaggiò da I Chang  a Chung King. Percorse i circa 650 km del viaggio in 35 giorni alla velocità media di circa 18 km al giorno. Nel 1987 […] in un weekend percorsi i primi 200 km dello stesso viaggio su una nave da 2000 tonnellate, da I Chang (dove esiste una grossa centrale idroelettrica) fino a Feng Tze. Il mio viaggio andata e ritorno prese due giorni e mezzo. […] Sia il viaggio del 1907 che il mio del 1987 ci permisero di vedere le Tre Gole dello Yang Tze Kiang, famoso luogo suggestivo meta di turisti. Ora le Tre Gole sono sparite sott'acqua entro il bacino di un impianto idroelettrico fra i maggiori del mondo".

 

Scrive ancora l'autrice sul viaggio di Vacca padre: "L'itinerario che segue è quello percorso nel 1887 da Mr Archibald Little (1837-1808). Little è stato un mercante inglese approdato in Cina nel 1859. […] Intento di Little […] è studiare le vie di comunicazione cinesi per contribuire a migliorare la collaborazione commerciale fra Cina e Occidente, e a tal proposito intraprende il viaggio che lo porta da Shanghai a Chongqing nel 1887".

 

Little pubblicherà l'anno dopo a Londra un diario di quel viaggio e il testo sarà di guida a Vacca per il suo da Yichang in compagnia di altri europei. Il percorso sarà ben travagliato! Citiamo da alcuni  appunti che prende (i nomi trascritti in pinyin): "… "27 settembre. Acqua alta e vento contrario. Si fa un miglio e poi ci leghiamo ad un albero...6 ottobre, domenica... Al mattino non c'era vento. Alle 12½ contro una roccia, si spezza il timone-remo davanti. Per fortuna il battello di salvataggio ripesca il pezzo, ed in uno stretto lembo di terra, tra due rocce, si fa la riparazione che dura un'ora. La cucitura pare solida ed alle 18 passiamo, dopo aver traversato il fiume rapidamente, sulla riva sinistra. Davanti abbiamo il villaggio di Lao Guizhou. Sopra di noi il telegrafo…7 Ottobre. Si parte alle ore 6 e si passa davanti a Guizhou senza fermarsi,  poco dopo si spezza per la 3ª volta il remo-timone e si corre serio pericolo di non arrivare. Il Sr W. scende a terra, io rimango in barca. Per un momento la  posizione è molto difficile ma ne usciamo. Due piccole falle sulla chiglia presto riparate. Troviamo o compriamo un nuovo timone e alle 14 ancoriamo poco prima del gomito del fiume dove dormiremo. … 8 Ottobre ore 6 si parte. Alle 7 salutiamo il Widgeon, alle 8 scendiamo a terra durante le difficili rapide di Niukou Tan. Alle 12 con un vento magnifico davanti a Badong. Stasera entriamo nel Sichuan. … 9 Ottobre, mercoledì ore 7 si parte. Due giunche ci imbrogliano la via. Ad una rapida, forse Huoshitan, i tiratori lasciano andare la corda, e facciamo parecchi giri e perdiamo tre ore. Un po' più tardi nell'accostare, si rompe il timone per la 4ª volta: infine, verso le 15, una roccia si ficca nella barca ed apre una falla tondeggiante di 20 centimetri di diametro. Per fortuna facciamo a tempo ad arenare. Un solo scompartimento, quello davanti, è invaso dall'acqua….".

 

Nonostante tutti gli inconvenienti successivi su cui sorvoliamo, il viaggio si concludeva felicemente a destinazione.

 

Scrive Sfefano Cammelli nel suo libro sulle Tre Gole: "È indubbiamente così: la diga delle Tre Gole è una ferita al paesaggio che non si concilia con l'attuale sensibilità occidentale per l'equilibrio naturale". Oggi: "…il paesaggio è interamente mutato: intorno al fiume si apre un'immensa pianura alluvionale, il corso del Fiume Azzurro si allarga a vista d'occhio. Dopo poche ore le rive sono scomparse, la nave sembra procedere in un grande lago interno il cui colore si confonde con il grigio della campagna e quello, non così diverso, del cielo.

 

Già partendo da Chongqing, a poche ore di navigazione: "le rocce che costeggiano le rive sono ormai alte pareti, impervie; in breve anche il cielo comincia a scomparire, ristretto sempre più dalla mole di monti che ormai sovrastano il fiume o lo trasformano in un angusto sentiero in una stretta  gola montana.                                                                                                                                

 

Non c'è vita sulle rive. A meno che non si possano chiamare vita i camminamenti intagliati nella roccia da cui un tempo centinaia di portatori tiravano con corde le navi che dovevano risalire il fiume. Fatica mostruosa e spesso mortale: risalendo verso ovest i portatori dovevano trascinare le barche contro corrente nei punti in cui la forza del fiume sembrava proibire ogni forma di navigazione. In direzione opposta le stesse funi servivano per impedire che le navi incapaci di controllare la forza dei gorghi, andassero a urtare le rocce che si alzano sempre più alte, spesso taglienti, nude, Scilla e Cariddi cinesi".

 

Questo era stato il viaggio di Vacca nel 1907 da Yichang a Chongqing. Al rientro dallo Sichuan, con prima meta Pechino, non rinnovava l'esperienza delle Tre Gole. Per il tratto Chengdu-Xian, scriveva: Questo viaggio si può eseguire comodamente in portantina, o a cavallo. Io ho preferito il primo mezzo, ed ho fatto un regolare contratto in Chengdu per tre portantini per me, due per il mio boy cinese, e tre facchini, ciascuno dei quali porta 80 libbre cinesi (48 chilogrammi)".
Cammelli fa giustamente riflettere che è difficile parlare di ecologia in Cina come da noi. 

 

*Adolfo Tamburello già professore ordinario di Storia e Civiltà dell'Estremo Oriente all'Università degli Studi di Napoli 'L'Orientale'.
 

 

16 FEBBRAIO 2017

 

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