Politica internazionale

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Xi Jinping in Malaysia
tra accordi e diplomazia

Xi Jinping in Malaysia <br />tra accordi e diplomazia


di Eugenio Buzzetti e Sonia Montrella


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Pechino, 4 ott. - Secondo tappa del tour nel sud-est asiatico per il presidente cinese Xi Jinping, dopo la due giorni a Jakarta, dove ha incontrato il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono e rafforzato i rapporti tra i due Paesi con la promozione dell'Indonesia a partner strategico di Pechino, la promessa dell'istituzione di una banca di sviluppo regionale e accordi da 28 miliardi di dollari per gli investimenti nei settori minerario, energetico, manifatturiero e dei trasporti. Xi Jinping è atterrato questa mattina all'aeroporto di Kuala Lumpur e ha incontrato il primo ministro Najib Razak: i due firmeranno nelle prossime ore un accordo di cooperazione commerciale di cinque anni per portare a 160 miliardi di dollari gli scambi commerciali entro il 2017.
 
All'interno del Paesi Asean, l'associazione che riunisce le nazioni del sud-est asiatico, la Malaysia è al primo posto da cinque anni, mentre la Cina, secondo i dati di Pechino, è da quattro anni il maggiore partner commerciale di Kuala Lumpur. Lo scorso anno l'interscambio tra i due Paesi aveva raggiunto quota 94 miliardi di dollari. Nei soli primi sei mesi di quest'anno gli scambi tra Pechino e Kuala Lumpur hanno sfiorato i 60 miliardi di dollari.

L'obiettivo di Xi Jinping, come dichiarato ieri ai membri del parlamento indonesiano (la prima volta di un discorso pronunciato da un leader straniero) è quella di costruire una "Via della Seta marittima", applicando il concetto di cintura economica tra la Cina e i paesi della regione. La Via della Seta è un concetto che il presidente cinese aveva già rispolverato il mese scorso in Kazakistan durante un discorso pronunciato di fronte agli studenti dell'università Nazarbayev della capitale Astana per promuovere la cooperazione tra la Cina e i Paesi dell'Asia centrale. Pechino punta a un ruolo di primo piano nel sud-est asiatico: l'obiettivo della "Via della Seta marittima" è di raggiungere un volume di scambi commerciali con i Paesi della regione pari a mille miliardi di dollari entro il 2020. A Kuala Lumpur, oggi, il presidente cinese ha poi ribadito l'importanza dell'Asean per Pechino. "La Cina -ha dichiarato Xi Jinping in un incontro con la stampa a Kuala Lumpur- continuerà a dare un supporto stabile al ruolo centrale dell'Asean nella cooperazione dell'est asiatico e saremo felici di vedere un ruolo maggiore giocato dalla Malaysia in questa regione".

Se la cooperazione commerciale è il punto chiave dei viaggi di Xi Jinping nel sud-est asiatico, molto in secondo piano sono passati invece, nelle sue parole, i temi legati alle dispute territoriali con Brunei, Filippine e Vietnam e la stessa Malaysia, per atolli e isole nel Mare Cinese Meridionale che nascondono temi ben più significativi per la Cina come l'approvvigionamento energetico. Xi Jinping non è finora entrato nel dettaglio delle dispute (quelle più accese sono con il Vietnam e le Filippine). Xi ieri a Jakarta si è limitato a ribadire l'intenzione cinese di volere definire "in maniera pacifica" il capitolo sulle rivendicazioni territoriali.
 
OBAMA, IL GRANDE ASSENTE IN ASIA

Insomma il numero uno – osservano gli analisti -  della Cina sembra avere il palcoscenico tutto per sé soprattutto dopo che il presidente Barack Obama ha cancellato il suo viaggio in Asia a causa dello shutdown, il blocco parziale dell'amministrazione federale Usa. Obama ha deciso di cancellare del tutto la sua prevista missione asiatica della durata di una settimana e che avrebbe toccato quattro Paesi. Così, dopo quelle in Malaysia e nelle Filippine, ha annullato anche le ultime due tappe in Estremo Oriente, rinunciando alla partecipazione al vertice sull'isola indonesiana di Bali dell'Apec, il forum per la Cooperazione Economica Asia-Pacifico, e a quello nel Brunei dell'Asean, l'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, dedicato alla sicurezza. Sarà il segretario di Stato, John Kerry, a sostituire il presidente in Asia.

"La cancellazione del viaggio e' un'altra conseguenza dell'imposizione dello 'shutdown' al governo da parte dei Repubblicani della Camera dei Rappresentanti", denuncia il comunicato stampa emesso dalla Casa Bianca, che definisce lo stallo "completamente evitabile".

Ma, soprattutto, sostengono media ed esperti, un colpo sferrato al cuore della US Pivot, la politica che punta a ribilanciare la presenza e gli interessi di Washington nell'Asia Pacifico. "Per gli Usa questo è il secolo dell'Oceano Pacifico" annunciarono nel novembre del 2011 Hillary Clinton e il presidente statunitense Barack Obama. In gioco ci sono interessi commerciali – il Mar Cinese Meridionale e il Pacifico ospitano alcune delle rotte commerciali più lucrose del mondo – e geo-strategici (non dichiarati) secondo i quali l'America punta contenere l'ascesa dell'influenza cinese nella regione attraverso il rafforzamento della partnership con gli alleati statunitensi in Asia, i quali guardano con timore le mosse del Drago.

"Lo shutdown ha proclamato almeno un vincitore: la Cina" si legge in un articolo dai toni durissimi pubblicato dal New York Times. "Costringendo Obama a cancellare la visita la Camera dei Repubblicani sta minando l'impegno del presidente di collocare l'Asia al centro della politica estera dell'America" "Pechino, con le sue mire espansionistiche, è l'unica beneficiaria di una Washington distratta" continua l'articolo.
"A livello diplomatico, si tratta di un danno molto grande" ha commentato Kenneth G. Lieberthal, top adviser per la Cina durante l'amministrazione Clinton.

E mentre Obama, si legge ancora sul Nyt, non potrebbe essere meno impegnato sul fronte asiatico, si registra anche un calo di expertise nel suo team. Kerry ha posto il Medio Oriente, e in particolare i negoziati di pace tra Israele e Palestina, in cima alla sua agenda, in netto contrasto con l'ex segretario di Stato Hillary Clinton che aveva condotto la sua prima visita proprio in Asia e che si era concentrata su un'apertura dei rapporti tra Myanmar e Usa.
 


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