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Politica internazionale

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Xi Jinping al Belt and Road summit, basta col protezionismo
Nuovi fondi da 113 miliardi, ma preoccupa la Corea del Nord

Xi Jinping al Belt and Road summit, basta col protezionismo<br />Nuovi fondi da 113 miliardi, ma preoccupa la Corea del Nord


di Eugenio Buzzetti



Pechino, 15 mag. - Il presidente cinese, Xi Jinping, chiede il rifiuto del protezionismo ai ventotto tra capi di Stato e di governo che partecipano in queste ore al summit del Belt and Road Forum di Pechino. "Dobbiamo cercare risultati win-win attraverso maggiore apertura e cooperazione, evitare la frammentazione, evitare di porre soglie inibitorie per la cooperazione o perseguire accordi esclusivi e rifiutare il protezionismo", ha dichiarato il presidente cinese, oggi, all'apertura dei lavori del summit. "In un mondo di crescente interdipendenza e di sfide, nessun Paese puo' affrontare le sfide, e anche i problemi del mondo, da solo", ha detto Xi alla platea, sottolineando l'importanza di un maggiore coordinamento tra le politiche dei vari Paesi, per evitare uno scenario simile a quello verificatosi con la crisi finanziaria globale del 2008.

 

Oggi e' l'ultimo giorno del primo Belt and Road Forum sulla cooperazione internazionale all'interno dell'iniziativa di sviluppo infrastrutturale lanciata dal presidente cinese, Xi Jinping, nel 2013. Il vertice conta tra gli ospiti il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Secondo una bozza del comunicato finale del forum, datata 8 maggio e visionata dal quotidiano di Hong Kong "South China Morning Post", i capi di Stato e di governo presenti al summit sarebbero d'accordo nella cooperazione per la realizzazione di infrastrutture sia nel campo dei trasporti in in quelli dell'energia e delle telecomunicazioni e vi sarebbero consenso pure sul lavoro congiunto per un sistema finanziario sostenibile e stabile nel lungo periodo. La bozza del comunicato finale, scrive il quotidiano di Hong Kong, riafferma l'impegno dei Paesi presenti al forum "a un'economia aperta e a un commercio inclusivo" e afferma che i Paesi membri dell'iniziativa lanciata da Xi nel 2013, "si oppongono a ogni forma di protezionismo".





 

113 miliardi per la Belt and Road di Xi, ma preoccupa la Corea del Nord

 

Pechino, 14 mag. - Il lancio del missile balistico da parte della Corea del Nord ha in parte oscurato l'inizio ufficiale del Belt and Road Forum di Pechino, dove il presidente cinese, Xi Jinping, ha annunciato nuovi fondi all'iniziativa di sviluppo infrastrutturale tra Asia ed Europa, la "Belt and Road" da lui stesso lanciata nel 2013, per un valore complessivo di 113 miliardi di dollari. In un discorso in cui ha toccato tutte le parole care alla Cina, Xi Jinping ha promosso un "nuovo modello di win-win cooperation" e ha elencato i nuovi fondi a disposizione dell'iniziativa.

 

"Oggi un multilaterale piano di connessione sta prendendo forma", ha dichiarato il presidente cinese. C'è stato "un aumento degli scambi" nell'area della Belt and Road, che toccano oggi 56 aree, e che hanno generato 1,1 miliardi di dollari di entrate al fisco e 180mila nuovi posti di lavoro nei 65 Paesi finora presi in considerazione dall'iniziativa infrastrutturale cinese. La cooperazione finanziaria multilaterale, affidata soprattutto alla Aiib (Asian Infrastructure Investment Bank) è ancora "in fase iniziale", ha dichiarato il presidente cinese. "Costruiremo una piattaforma aperta, difenderemo e svilupperemo un'economia mondiale aperta", ha detto Xi nel discorso di apertura dei lavori del Belt and Road Forum.

 

L'offerta cinese si compone di diversi canali di finanziamento, che complessivamente raggiungono la cifra di 113 miliardi di dollari, anche se Xi non ha specificato una tempistica dell'erogazione dei nuovi fondi. Il Silk Road Fund, uno dei bracci finanziari dell'iniziativa di Xi, che poche settimane fa aveva acquistato una quota del 5% in Autostrade per l'Italia vedrà il proprio capitale a disposizione crescere di altri cento miliardi di yuan (14,49 miliardi di dollari) mentre dalle banche cinesi saranno incoraggiati investimenti per altri trecento miliardi di yuan (43,48 miliardi di dollari). Altri 380 miliardi di yuan proverranno dalle due grandi banche di sviluppo cinesi: China Development Bank (250 miliardi, pari a 36,23 miliardi di dollari) e Export-Import Bank of China (130 miliardi di yuan, equivalenti a 18,8 miliardi di dollari). Xi ha poi promesso anche aiuti, sotto varie forme, per altri sessanta miliardi di yuan (8,7 miliardi di dollari) ai Paesi che partecipano all'iniziativa cinese. 

 

La preoccupazione per la Corea del Nord

 

Il lancio missilistico nord-coreano di oggi ha destato la preoccupazione di Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti, fin dalle prime ore del mattino, secondo i fusi orari dell'Asia orientale, per la possibilità che il missile testato oggi potesse essere di un nuovo tipo. La Casa Bianca, in un comunicato, ha chiesto di aumentare le sanzioni nei confronti della "seria minaccia" posta dal regime di Kim Jong-Un, mentre il neo-presidente sud-coreano, Moon Jae-In, ha chiesto apertamente a Pyongyang di cambiare atteggiamento per rendere possible il dialogo. "Anche se il dialogo è possibile, dobbiamo mostrare che è possibile solo nel caso in cui la Corea del Nord cambi atteggiamento", ha detto il presidente sud-coreano.

 

L'ultimo test missilistico di Pyongyang è stato al centro anche di un incontro tra lo stesso Xi e il presidente russo, Vladimir Putin, a margine del forum. Xi ha ribadito che la Cina vuole una soluzione pacifica alla crisi nord-coreana e ha sottolineato che Cina e Russia hanno un ruolo importante per la stabilità e la pace della regione. Poche ore prima, il Ministero degli Esteri di Pechino aveva sottolineato la propria opposizione al test e aveva anche chiesto a tutte le parti coinvolte di esercitare moderazione per evitare di aumentare le tensioni nella penisola.

 

Anche da parte italiana, si sono sollevate le preoccupazioni. "In questo clima di cooperazione multilaterale certamente c'è anche la preoccupazione per quello che succede in questo quadrante del mondo, e quindi l'ultimo test balistico della Corea del Nord", ha dichiarato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, subito dopo l'arrivo a Pechino nel pomeriggio di oggi. Quelle del regime di Kim Jong-Un, ha spiegato, non sono "bizzarrie di una stranezza locale. E' un problema serio per la stabilità e la sicurezza internazionale e io sono convinto che anche il prossimo G7 darà un contribuito in amicizia a risolvere questa questione".

 

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15 MAGGIO 2017

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