Politica internazionale

Politica Internazionale

UN QUARTIERE, UNA CITTA', UNA RAGAZZA

UN QUARTIERE, UNA CITTA , UNA RAGAZZA


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 11 ott. - Otto anni rappresentano una distanza temporale tutto sommato considerevole. I miei anni di Cina non hanno ancora l'aura di solennità del decennio, ma hanno già superato la soglia biblica dei sette anni. Per rimanere con i piedi per terra, otto anni rappresentano un periodo di tempo in cui molte cose cambiano, soprattutto qui, in Cina, e nella sua capitale, sempre più scintillante di grattacieli illuminati e shopping mall lussuosi nelle notti opache di smog e nuvole pesanti. Pechino lascia pochi riferimenti sicuri: è una città che va seguita quasi quotidianamente per non perdere la bussola. Wudaokou, il quartiere universitario a nord-ovest della capitale, rappresenta, invece, una sorta di punto fermo. Anche qui come altrove, attività commerciali spariscono e vengono sostituite in un lasso di tempo di poco superiore a quello che ci vuole a voltare l'angolo; anche qui come altrove le forme verticali degli edifici in vetro-cemento stanno soppiantando le trame della vecchia città. Qui, diversamente che altrove, il numero di giovani stranieri che ci vivono non sembra mai diminuire.

Wudaokou non è certo un luogo da cartolina o da visitare per un motivo particolare. Non ci si capita a Wudaokou, almeno non per caso. A Wudaokou ci si finisce quando si va a studiare a Pechino, alla Beijing Language and Culture University: BLCU (da pronunciare all'inglese, per chi "viene da fuori") o più semplicemente - dipende dai punti di vista - la "Yuyan", secondo il nome cinese (da pronunciare grosso modo come è scritto) per tutti quelli che la frequentano o l'hanno frequentata. La Yuyan non è un college americano: non stiamo parlando di qualcosa di assimilabile a Harvard, Yale, Stanford, o qualsiasi altro nome abbiate in mente. E' un campus universitario dove studiano, secondo alcune cifre circolate in questi giorni, circa diecimila studenti provenienti da tutto il mondo e giunti a Pechino per i motivi più diversi.

Mentre Pechino diventava una capitale sempre più internazionale, ricercata e di tendenza, anche la Yuyan si adeguava al nuovo stile. Oggi, all'entrata sud -la principale- si possono ammirare esempi di quegli alti edifici in vetro-cemento che rappresentano la modernità o post-modernità pechinese, e che saranno adibiti forse a uffici amministrativi, forse ad aule per nuovi corsi, forse ad altro, chissà. Otto anni fa, al loro posto c'era un laido pub (il "Blue bar") e un ancora più cadente ristorante di cui nessuno si è mai preoccupato di ricordare il nome. Al posto dei nuovi dormitori, poco più avanti sulla sinistra, c'era forse un vecchio edificio, forse altro. Anche la vecchia Yuyan ha messo il vestito della domenica e si è rifatta il trucco, per attrarre sempre più giovani da tutte le parti del mondo.

Una cosa non sembra essere cambiata: il numero degli studenti italiani, la comunità generalmente più numerosa, tra gli occidentali. Anche se nessun calcolo ufficiale comprova questa affermazione, per accogliere la crescente domanda di studenti provenienti anche dal nostro Paese, l'università ha dovuto costruire un nuovo dormitorio all'esterno del campus. Passeggiando per Wudaokou è tutt'altro che infrequente sentire parlare la nostra lingua dai passanti. In genere, sono giovani di poco più che venti anni che si trovano qui per studiare, respirare un'aria diversa da quella di casa e -basta fare quattro chiacchiere con molti di loro- preoccupati per il difficile scenario occupazionale del nostro Paese.

Se volessimo darne una definizione, per quanto approssimativa, Wudaokou, ma soprattutto la Yuyan è un buon posto per re-inventarsi prima di diventare troppo vecchi per farlo. Lo era otto anni fa, quando i marciapiedi erano pieni di buche, i dormitori avevano il tanfo chimico dei detergenti a due yuan e il cibo del ristorante musulmano (ancora adesso uno dei più buoni della capitale) creava non pochi problemi di digestione all'avventore poco avvezzo agli spiedini piccanti e ai noodles caserecci. Ancora oggi è così: un buon posto per re-inventarsi, nonostante tutto sembri più ovattato di allora da un'immagine di progresso data dall'abbondanza di denaro in cassa.

Vittoria Scarano, il suo nome è ormai noto, studiava alla Yuyan. Aveva ventitré anni e veniva da San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia. Aveva terminato i tre anni di laurea all'Università La Sapienza di Roma, e a Pechino era giunta da alcuni mesi per altri due anni di specializzazione in lingua e cultura cinese. Come tanti suoi coetanei, Vittoria era una studentessa della Yuyan. Il 3 ottobre scorso, è caduta dall'ottavo piano di uno dei dormitori dell'università, ed è morta. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa prima da alcuni siti internet locali della sua città, e poi a livello nazionale. Gli accertamenti sulle cause della sua morte non si sono ancora ufficialmente conclusi qui a Pechino, dove sono volati alcuni suoi familiari appena hanno saputo del tragico evento, ma nulla lascia pensare che si possa essere trattato di qualcosa di diverso da un incidente. Probabilmente a costarle la vita è stata un'imprudenza, una disattenzione o un momento di scarsa lucidità. Vittoria è morta in Cina, a Pechino, nel quartiere frenetico e a suo modo solare di Wudaokou, alla Yuyan, dove molti suoi coetanei e connazionali -tra cui anche chi scrive, otto anni fa- sono giunti per studiare e specializzarsi. E, oggi più di allora, a cercare magari una nuova vita, lontano dalle tristi statistiche ufficiali che vedono la disoccupazione giovanile in aumento e l'economia in recessione nel nostro Paese.

 

LEGGI ANCHE

BLCU:STUDENTESSA ITALIANA MUORE DOPO CADUTA DA OTTAVO PIANO

 

ALTRI ARTICOLI

 

CINA E BCE,ACCORDO CURRENCY SWAP DA 45 MLD DI EURO

 

IN MANETTE PER 'RUMORS' GIORNALISTA D'INCHIESTA LIU HU

 

CASS, BANCHE OMBRA 40% DEL PIL CINESE

 

I CINESI DEVONO IMPARARE L'ARTE DI RASSICURARE: INTERVISTA A EDWARD LUTTWAK   

 

LI KEQIANG: COOPERARE NEL MAR CINESE MERIDIONALE   

 

OBAMA, SAREI DOVUTO ESSERE IN ASIA E A CINA NON SPIACE

 

BO XILAI, ACCETTATO RICORDO IN APPELLO

 

TIBET, ALMENO SESSANTA FERITI NEGLI SCONTRI CON POLIZIA

 

UCCISO FONDATORE PRIMO MONASTERO TIBETANO IN OCCIDENTE

 

L'AMANTE DEL TIBET:RICORDO DI ROBERT FORD

 

TAIWAN TEME INVASIONE CINESE ENTRO IL 2020

 

AL VIA ASIATICA, 77 FILM PER CONOSCERE IL 'DIVERSO'

 

XI JINPING, PIENA FIDUCIA NELL'ECONOMIA CINESE


BANCA MONDIALE: CINA IN LINEA CON GLI OBIETTIVI

CINA E TAIWAN A COLLOQUIO DURANTE IL VERTICE APEC

BLCU:STUDENTESSA ITALIANA MUORE DOPO CADUTA DA OTTAVO PIANO


CINA: NO ALLEANZE INDIGESTE

 

XI JINPING IN MALAYSIA TRA ACCORDI E DIPLOMAZIA
Obama cancella tour asiatico

 

'EFFETTO NOBEL' A GAOMI, BOOM DI TURISTI NEL PAESE DI MO YAN

 

PMI UFFICIALE SERVIZI AI LIVELLI PIU' ALTI DA SEI MESI

 

ITALIA IN CRISI DI GOVERNO: LA VISIONE DEI MEDIA CINESI

 

TURISMO: NO ALLO SHOPPING FORZATO, SI AL GALATEO

 

L'AFFARE SINO-TURCO CHE FA ARRABBIARE GLI USA

 

SEGNALI INQUIETANTI

 

BATTAGLIE LEGALI PER IL PADRE DELLE SIGARETTE ELETTRONICHE

 

CHEN GUANGCHENG ENTRA IN THINK TANK AMERICANO

 

LE SETTE VITE DI ZHOU YONGKANG

 

© Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci