Politica internazionale

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LECTIO MAGISTRALIS PIETRO GRASSO,
ETICA POLITICA CONTRO CORRUZIONE

LECTIO MAGISTRALIS PIETRO GRASSO, <br />ETICA POLITICA CONTRO CORRUZIONE


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 7 dic. -  Le responsabilità della politica e il ruolo dei partiti per la prevenzione e il contrasto della corruzione sono stati tra i temi toccati dal presidente del Senato, Pietro Grasso, durante il primo giorno di visita ufficiale in Cina per i 45 anni dall'inizio delle relazioni diplomatiche con la Repubblica Popolare Cinese. Grasso ha parlato alla Scuola Centrale del Partito Comunista Cinese a Pechino, in una lectio magistralis sul tema "Etica della politica e lotta alla corruzione" di fronte ai funzionari e agli allievi del partito del tema della corruzione e delle sue declinazioni in Italia, in Cina e a livello globale, ricordando in diversi punti anche la propria esperienza personale di magistrato durata 43 anni prima di diventare senatore e successivamente presidente del Senato. Al centro del discorso c'è il ruolo dell'uomo: "la migliore legge non può avere successo se non c'è la collaborazione dell'uomo", ha spiegato alla platea. "La corruzione diffusa è stata quasi sempre il sintomo di una degenerazione sistemica e di una caduta etica della politica", ha esordito Grasso di fronte alla platea della scuola centrale del Partito Comunista Cinese. Per affrontare il tema dell'etica nella politica, ha continuato, bisogna "liberarsi da facili semplificazioni" pur sapendo che "la realtà è difficile da descrivere per categorie e se si scende nel concreto è difficile distinguere cosa sia etico e cosa no". Per questo, "nessuna scelta politica è corretta in assoluto e sempre controvertibile perchè consistente in valutazioni discrezionali in quanto umane".

Durante il discorso, ha citato anche l'apporto teorico di alcuni grandi pensatori e filosofi del passato, a cominciare da Norberto Bobbio ("il problema non è scegliere tra azioni moralmente lecite o illecite, ma se ha senso in principio porsi il problema della liceità o illiceità morali delle scelte stesse") e Immanuel Kant ("il politico morale è colui che non subordina la morale alle esigenze della politica ma interpreta i principi della prudenza politica in modo da farli convivere con la morale"). Grasso rifugge dalla semplificazione della logica di Niccolò Macchiavelli secondo cui il politico deve padroneggiare le arti del leone e della volpe, simboli di forza e astuzia. "Non condivido affatto questa interpretazione della politica e penso che le opinioni di Macchiavelli siano state interpretata e in modo erroneo", ha dichiarato. Nel suo intervento, il presidente del Senato ha ricordato anche gli anni di Tangentopoli, quando a inizio anni Novanta "i processi giudiziari hanno fatto emergere un tessuto diffuso di corruzione e clientelismo esteso a tutti i livelli di governo della pubblica amministrazione e della gerarchia dei partiti politici". Il fenomeno si è caratterizzato con lo "sviamento dai fini istituzionali delle risorse pubbliche che venivano usate per interessi privati e nel migliore dei casi per finanziare i partiti politici". Tra le cose che fanno più riflettere, Grasso ha citato il fatto che le tangenti, in molti casi, andavano ad arricchire i politici che le avevano ottenute e che molti imputati si giustificavano dicendo che non avevano rubato per se stessi.

Sul piano globale, la corruzione è un fenomeno che "non ha trovato soluzioni efficaci e sistemiche sul piano repressivo e preventivo", e che "non solo danneggia le istituzioni ma distorce l'allocazione efficiente delle risorse, togliendole alle attività produttive e ai servizi per i cittadini". Le più recenti evoluzioni del fenomeno passano dalla corruzione bilaterale, tra un corruttore e un corrotto, e un fenomeno che definisce "circolare, poligonale", in cui "più soggetti con metodi operativi propri della criminalità organizzata entrano in rete senza scambi diretti ma solo con cessioni di atti e vantaggi mono-direzionali". L'impegno dell'Italia, ha spiegato agli allievi della Scuola del Pcc, vede in prima linea l'Autorità Nazionale Anti-corruzione indipendente "che svolge attività di vigilanza su tutti i contratti pubblici e gli incarichi e ogni attività pubblica potenzialmente esposta ai fenomeni corruttivi e promuove la trasparenza nella gestione della cosa pubblica". L'obiettivo è quello di arrivare per l'anti-corruzione a un livello di efficenza nella lotta alla corruzione "simile a quello anti-mafia": nel discorso, ha ricordato il ruolo dei magistrati del pool, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, "uomini straordinari che hanno dedicato la loro vita alla difesa delle istituzioni". L'anti-mafia è un settore nel quale l'Italia è riconosciuta come "leader mondiale e ispiratore di molte delle norme e delle pratiche previste da strumenti internazionali come la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata transnazionale".

Nel discorso c'è stato anche spazio per un riferimento alla lotta alla corruzione messa in atto da Xi Jinping e raccolta nel saggio dei suoi discorsi pubblici "The Governance of China". L'importante, per il contrasto alla corruzione, ha continuato, è "non negare il problema" come fanno molti Paesi. Occorre affrontarlo "con schiettezza e decisione": nei suoi interventi pubblici, il presidente cinese - spiega Grasso - ha sottolineato l'importanza di dedicarsi alla lotta alla corruzione combattendo i sintomi e le cause profonde attraverso la punizione e la prevenzione: il ruolo preventivo del partito "deve garantire che i funzionari si attengano a principi e regole etiche di lealtà". Secondo le parole del presidente cinese, "benefici e prerogative di legge riconosciute in ragione di certe posizioni si devono intendere in questi limiti e mai come occasione di profitto personale e di privilegio rispetto alla generalità dei cittadini". Per prevenire il fenomeno della corruzione occorre l'impegno politico e l'investimento sulle generazioni future. "La politica ha il dovere di reagire con energia al radicarsi della corruttela, alla sottocultura del profitto ad ogni costo, al disprezzo per la cosa pubblica e il bene comune", ha concluso, sottolineando l'importanza di investire in cultura e formazione per formare giovani generazioni e "determinare quella rivoluzione morale che può fare riacquistare la fiducia nei nostri Paesi e che è la vera speranza per il nostro bene comune".

 

07 DICEMBRE 2015

 

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