Politica internazionale

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Italia-Cina:45 anni relazioni,
un ponte Europa-Asia

Italia-Cina:45 anni relazioni,<br />un ponte Europa-Asia


Di Sonia Montrella

 

Roma, 23 ott. - Una "fertile collaborazione" che dura da 45 anni: ha definito cosi' il rapporto tra Italia e Cina il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenuto al seminario in occasione del quarantacinquesimo anniversario delle relazioni diplomatiche sino-italiane 'Celebrare il passato, preparare il futuro', alla presenza dell'ambasciatore Li Ruiyu e del sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. Tra i relatori anche Andrea Perugini, vice direttore generale del ministero per i Paesi dell'Asia e dell'Oceania, MAECI, e Alessandro Pica, amministratore delegato di AGI. A dare ragione a Grasso arrivano i numeri snocciolati da Li: "Il volume di scambi commerciali e' passato dai 120 milioni di dollari nel 1970, anno in cui Pechino e Roma siglarono l'accordo per lo stabilimento delle relazioni diplomatiche, ai 48 miliardi di dollari attuali". E ancora: 5.342 sono i progetti italiani in Cina, 20mila i giovani che si spostano per studio nei due Paesi e l'Italia si e' affermata come la principale meta d'investimento in Europa.

 

Ma non bisogna adagiarsi: "Il momento storico che viviamo e' particolarmente propizio per un ulteriore salto di qualita' nelle relazioni fra i nostri due Paesi" ha osservato Grasso. "Il dialogo interparlamentare si dimostra sempre piu' un formidabile strumento di cooperazione politica fra Stati. "Il continente euro-asiatico e' scosso da fratture geopolitiche profonde, tra loro convergenti, alimentate da una pluralita' di fattori - politici, economici, finanziari, territoriali, etnici, religiosi, nazionalistici - che rischiano di incidere negativamente sulla stabilita' e sicurezza dei nostri Paesi, sulle aspettative di vita e i diritti dei nostri cittadini, sul futuro stesso delle nostre societa' e dei nostri valori - ha spiegato il presidente del Senato - ebbene, io sono convinto che per ricomporre questi squilibri dobbiamo ripartire dalle nostre comuni origini per fare rivivere appieno un continente, l'Eurasia, dove abita il 60% della popolazione mondiale e dove si registra il 60% degli scambi commerciali globali". La nostra priorita' condivisa e' edificare nuovi ponti fra Europa e Asia, fra Italia e Cina. Ponti anzitutto ideali: umani, di pensiero, culturali, politici, accademici, scientifici". Poi, ha aggiunto, "ponti fisici: reti infrastrutturali, marittime, ferroviarie, aeree; reti di comunicazione; reti energetiche; reti migratorie, programmate e virtuose. L'Italia, che in Europa e nel Mediterraneo e' completamente immersa, fisicamente, politicamente e culturalmente, e' nella migliore posizione per offrire agli amici cinesi una cerniera di accesso, geografica ma anche ideale, per l'Europa, il Mediterraneo e l'Occidente". Il Mediterraneo con al centro l'Italia e', infatti, il punto di arrivo del progetto cinese di nuova Via della Seta. Con questa iniziativa, Pechino si prefigge di aumentare la connettivita' e gli scambi con un'area del mondo che attraversa 65 Paesi e rappresenta il 55% del reddito mondiale e il 75% delle riserve energetiche.

 

Al momento la cooperazione e il volume di scambi sono al massimo dagli anni '70, ha osservato l'ambasciatore cinese Li Ruiyu. Ma "dobbiamo aprire margini ancora piu' ampi di sviluppo". "Roma e' stata tra i primi Paesi riconoscere la Nuova Cina, mentre durante la crisi economica mondiale la Cina ha offerto il suo appoggio all'Italia. I due paesi hanno dimostrato piu' volte di rispettare le reciproche scelte di sviluppo". Della stessa opinione e' anche Perugini: "le relazioni sino-italiane mostrano un dinamismo senza precedenti". Obiettivo comune e' quello di "conferire sistematicita' al dialogo sui temi di comuni interesse, e cio' e' alla base del progresso". Cosa bisogna aspettarsi? La risposta la da' il sottosegretario Della Vedova. E' necessario "lavorare insieme alla Cina per rafforzare il partenariato con l'Ue. L'Europa sara' tanto piu' forte tanto piu' sara' unita, e cio' e' un bene anche per la Cina". Roma e Bruxelles - continua - hanno salutato con favore alcune sfide cinesi come il contributo alle missioni di pace nazioni unite e la lotta ai cambiamenti climatici. La Cina e' inoltre tra i Paesi in cui e' presente la pena di morte quello che ha fatto maggiori progressi con un calo delle esecuzioni dell'80% negli ultimi anni, secondo il rapporto di Nessuno tocchi Caino . "Crediamo che la Nuova Via della Seta possa rappresentare una grande opportunita' anche per la nostra economia. E nello stesso spirito abbiamo accolto la creazione della Banca Asiatica d'Investimento per le infrastrutture (AIIB).

 

23 OTTOBRE 2015 


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