Politica internazionale

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Isole contese: Cina contro
l'Aia, decisione "nulla"

Isole contese: Cina contro <br />l Aia, decisione  nulla


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 30 ott. - La Cina si oppone alla decisione del Tribunale Internazionale dell'Aia di accogliere la richiesta presentata l'anno scorso dalle Filippine di esaminare le rivendicazioni territoriali cinesi nel Mare Cinese Meridionale. La decisione è "nulla e vuota", ha dichiarato oggi in una nota il Ministero degli Esteri di Pechino, e "non ha alcun effetto vincolante" per la Cina. Pechino una "incontestabile sovranità sulle isole del Mare Cinese Meridionale e le acque adiacenti", continua il Ministero che conclude affermando che "la Cina non accetterà alcuna soluzione imposta o ricorso unilaterale a una parte terza per una risoluzione della disputa". Soddisfazione, invece, da parte filippina. "Accogliamo con piacere la decisone del tribunale che ha giurisdizione sul nostro caso - ha spiegato in una nota il Dipartimento per gli Affari Esteri di Manila - Aspettiamo che il tribunale entri nel merito del caso".

Al centro della disputa c'è la "nine-dash line", ovvero la linea di confine tracciata da Pechino di quelle che ritiene le proprie acque territoriali nel Mare Cinese Meridionale, e che comprenderebbero anche alcune isole contese con altri Paesi, tra cui Filippine e Vietnam. La tensione sui confini marittimi cinesi si è intensificata nei giorni scorsi dopo l'incursione nelle acque territoriali delle isole Spratly, rivendicate dalla Cina sulle Filippine, della nave militare statunitense Uss Lassen, che ha provocato la reazione sdegnata di Pechino. A distanza di tre giorni dall'episodio, i toni delle polemiche sono ancora molto alti. Se gli Stati Uniti continueranno nei loro "atti provocatori", ha dichiarato oggi la Marina cinese, ci sarà il rischio di "un incidente minore che scateni una guerra".

Il deteriorarsi della situazione nel Mare Cinese Meridionale è stato oggetto ieri anche di una videoconferenza di un'ora tra alti funzionari delle marine di Cina e Stati Uniti in cui le due parti hanno convenuto di mantenere il dialogo sulla situazione, anche se nessuna delle due ha fatto passi indietro rispetto alle precedenti posizioni: la Cina continua a condannare il gesto di Washington, che invece lo difende invocando la libertà di navigazione e conferma che ne seguiranno altri dello stesso tipo in futuro. Le dispute di sovranità nel Mare Cinese Meridionale saranno anche tra gli argomenti di discussione del prossimo viaggio in Vietnam del presidente cinese, Xi Jinping, il 5 e 6 novembre prossimi.

 

30 OTTOBRE 2015

 

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