Politica internazionale

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Giannini, Italia e Cina insieme
nella sfida della sostenibilità

Giannini, Italia e Cina insieme <br />nella sfida della sostenibilità


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 16 nov. - E' la sostenibiltià dello sviluppo il tema più importante degli incontri di questi giorni in Cina del ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Stefania Giannini, giunta a Pechino nelle scorse ore a capo di una delegazione di ricercatori, scienziati, docenti, e imprenditori per partecipare al sesto forum tra Italia e Cina e sull'innovazione. "Il forum che parte domani sull'innovazione è un grande momento - ha illustrato il ministro - con 160 istituzioni, tra imprese, istituti di ricerca e università. I partner cinesi saranno ancora di più con oltre 600 incontri in agenda". Uno dei punti fondamentali degli impegni di questi giorni è quello di "creare contesti in cui la ricerca di base, il mondo dell'alta formazione, dell'impresa che fa innovazione possano trovare il loro eco-sistema ideale sia in Italia che in questo Paese".

La Cina riconosce le eccellenze italiane, spiega il ministro, non solo nelle arti, ma anche nei campi dell'innovazione scientifica. "Abbiamo ora un orizzonte straordinario che è il dopo-Expo, che può aprire a una collaborazione scientifica nei temi della sostenibilità: con questa etichetta riassumo i temi dalla food security alla nutrition, i temi del cambiamento climatico, o dei big data dove, nel polo milanese, come ormai è doveroso che avvenga per le grandi eccellenze italiane, la Cina può trovare un suo ruolo fondamentale".

Altro tema importante è poi quello degli scambi tra studenti e ricercatori italiani e cinesi. Sono 14mila gli studenti cinesi in Italia e altri cinquemila studenti italiani vanno in Cina a studiare lingua e cultura, architettura, design, management e altri percorsi formativi. "Vogliamo puntare sulla qualità nei due sensi, su una formazione congiunta che sia basata sulla ricerca, sui dottorati, sulla mobilità dei ricercatori giovani e tutto questo, in questo particolare momento, credo che possa essere sviluppato al meglio". A tutt'oggi, in Italia ci sono undici Itsituti Confucio e sono 110 le scuole italiane che hanno il cinese come lingua curricolare. Tra questi cita il Convitto Nazionale di Roma, che ha a Shanghai alcuni studenti per un anno di mobilità in Cina e "che certifica le competenze nel quadro della certificazione nazionale cinese".

Un cenno, Giannini lo dedica anche alla nuova iniziativa cinese della via della Seta, che "é stato un po' il filo rosso che ha seguito il corso di tutti questi colloqui e incontri". Il nuovo percorso di cooperazione che lega est e ovest, vede l'Italia come "ideale sboco" dell'iniziativa nata dal presidente cinese, Xi Jinping. "Il recupero moderno è costituito dalle sfide comuni: penso al tema della sostenibilità ambientale che mi sembra abbastanza grave, oserei dire drammatico dal nostro punto di vista italiano ed europeo, e penso agli altri temi che ci vedono congiunti" e che nei prossimi giorni verranno sviluppati da aziende di molti settori, dall'agro-alimentare a quella spaziale.

Il nuovo piano quinquennale di sviluppo al 2020 delineato il mese scorso dai dirigenti politici di Pechino può infine essere di aiuto per capire la strada che la Cina intende intraprendere nei prossimi anni. Nonostante le differenze di dimensioni tra Italia e Cina, conclude il ministro, "molte questioni mi sembrano uguali, come quella della quality spending, dell'efficenza dell'investimento in ricerca: nonostante le differenze, gli obiettivi sono gli stessi. Finanziare e investire in settori strategici come il capitale umano o la partnership pubblico-privato, ma al tempo stesso qualificando la spesa. Mi sembra - conclude - che tutti abbiano la consapevolezza che gli obiettivi sono comuni e che ogni governo ha strumenti politici differenti rispetto all'obiettivo finale".

 

Giannini a Pechino omaggia vittime e Valeria Solesin

 

Il ministro dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca, Stefania Giannini, ha voluto rendere omaggio a Valeria Solesin, la giovane italiana tra le vittime degli attentati a Parigi. Lo ha dichiarato lo stesso ministro all'arrivo presso l'Ambasciata d'Italia in Cina, dove e' stata ricevuta dall'ambasciatore, Ettore Francesco Sequi che ha chiesto ai presenti un minuto di raccoglimento in ricordo delle vittime della strage di Parigi. Giannini si trova a Pechino in questi giorni per la seconda tappa della missione cinese, cominciata nel fine settimana a Shanghai e che si concludera' nei prossimi giorni a Chongqing, nel sud-ovest della Cina. "Grazie per non avere trascurato in una casa italiana il doveroso e sentito da parte di tutti omaggio a Valeria - ha dichiarato in apertura del suo intervento Giannini - che rappresenta un po' simbolicamente una comunita' di giovani che da un lato hanno dalla loro il potere e la forza della mobilita', dell'apertura e della conoscenza come patrimonio forte di sconfitta dei nemici comuni, dell'ignoranza, della violenza del terrorismo, e che dall'altro rappresenta simbolicamente, senza retorica, il nostro mondo, quello della scuola, dell'universita' e della ricerca, della trasmissione del pensiero".

 

16 NOVEMBRE 2015

 

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