Politica internazionale

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DA CINA CAUTO OTTIMISMO SUL NUCLEARE IRANIANO

DA CINA CAUTO OTTIMISMO SUL NUCLEARE IRANIANO


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 31 mar. - Mentre stanno per scadere i termini per un accordo sul nucleare di Teheran tra l'Iran e i 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia più la Germania) la Cina dice "cautamente ottimista" sulla riuscita dei negoziati. Lo ha dichiarato nelle scorse ore, da Losanna, il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, giunto domenica scorsa nella località svizzera. Wang ha poi detto di nutrire la speranza che possa essere raggiunto un accordo al più presto per salvaguardare il regime di non proliferazione nucleare e "aiutare il popolo iraniano a evitare il peso delle sanzioni".
 
Il quadro si è complicato nelle ultime ore, con la posizione iraniana di rifiuto a inviare l'uranio arricchito alla Russia, come dichiarato dal vice ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Aragchi. "Non abbiamo nessuna intenzione di mandare il nostro materiale all'estero - aveva dichiarato Aragchi - ma ci sono altre soluzioni per creare fiducia". L'obiettivo dei negoziati è quello di rendere impossibile per l'Iran realizzare un'arma atomica in meno di un anno, in cambio del quale la Repubblica Islamica chiede la fine delle sanzioni Onu.
 
La diplomazia cinese è molto attiva sull'accordo per il nucleare iraniano. A febbraio, l'importanza di un'intesa era stata sottolineata anche durante un colloquio telefonico tra Xi Jinping e Barack Obama, in cui entrambi i leader si erano impegnati per uno "stretto coordinamento" nella questione, come spiegato in una nota emessa dalla Casa Bianca. Lo stesso Wang Yi, nei giorni scorsi, a colloquio con il segretario di Stato Usa, John Kerry, aveva sottolineato l'importanza per i 5+1 di trovare un accordo lungo "l'ultimo miglio" di strada da percorrere prima della scadenza di oggi. A febbraio, durante una visita in Iran, il ministro degli Esteri cinese aveva ribadito la posizione cinese di contrarietà alle sanzioni unilaterali nei confronti di Teheran. La Cina aveva salutato con favore il primo accordo tra i 5+1 e l'Iran del 24 novembre 2013, raggiunto il quale il ministro degli Esteri, Wang Yi aveva sottolineato "l'attitudine flessibile e pragmatica" di tutte le parti coinvolte.
 
Pechino è un attivo partner commerciale di Teheran. La Cina ha totalizzato nel 2014 un interscambio commerciale con l'Iran pari a 52 miliardi di dollari, secondo le statistiche ufficiali e le importazioni di greggio da Teheran sono cresciute del 30% su base annua rispetto ai valori del 2013, arrivando a costituire il 9% del totale. Anche se le National Oil Companies cinesi hanno siglato accordi con i gruppi iraniani per lo sviluppo del greggio di Teheran, non tutte le cooperazioni sono andate a buon fine, come nel caso dell'interruzione dei lavori di sviluppo dei giacimenti di South Azadegan operati da China National Petroleum Corporation, lo scorso anno. Il governo iraniano aveva lamentato il mancato adempimento degli obblighi contrattuali e il lento ritmo dei lavori di esplorazione del giacimento, con riserve stimate in quaranta miliardi di barili al giorno.
 
La cooperazione energetica tra Pechino e Teheran aveva segnato un nuovo capitolo a novembre scorso, quando il ministro dell'Energia iraniano, Esmail Mahsouli, aveva annunciato il raddoppio degli investimenti cinesi nel settore energetico della Repubblica Islamica, passando da 25 miliardi di dollari a 52 miliardi di dollari, indirizzati soprattutto allo sviluppo di energia idroelettrica, del gas, del petrolio e del petrolchimico. Le relazioni tra Cina e Iran hanno visto un salto di qualità anche nei rapporti militari lo scorso anno, con le prime esercitazioni navali congiunte al largo delle coste di Bandar Abbas. L'Iran riveste un ruolo fondamentale per l'approvvigionamento energetico di Pechino anche sotto il profilo delle rotte commerciali dello stretto di Hormutz, da dove passa di media il 40% del greggio scambiato a livello internazionale.
 

 

31 marzo 2015


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