Politica internazionale

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Cittadini cinesi intrappolati in
Myanmar, Cina smentisce GT

Cittadini cinesi intrappolati in<br />
Myanmar, Cina smentisce GT


di Giovanna Tescione e Sonia Montrella


Twitter@GiTescione
Twitter@SoniaMontrella


Roma, 20 gen. – L’ambasciata cinese in Myanmar ha smentito la presenza  di 2mila cittadini cinesi intrappolati in territorio birmano. La rettifica, arrivata nella giornata di martedì, e confermata dalla portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, in una conferenza  stampa, segue il reportage di ieri del Global Times, quotidiano cinese  in lingua inglese legato al Partito comunista cinese, secondo cui oltre  duemila cittadini cinesi, tra cui commercianti di giada, di oro e  imprenditori di miniere d'oro, sarebbero intrappolati da domenica nel  nord del Myanmar, al confine con la Cina, a causa di un’escalation della  guerriglia tra gli indipendentisti il Kachin Independence Army (KIA) -  insieme ad altri ribelli - e il governo.

 “Secondo indagini preliminari svolte dal nostro gruppo investigativo nel nostro consolato in Myanmar, la notizia non è vera”, ha dichiarato Hua, smentendo la notizia del GT che, citando una fonte  dell'intelligence, aveva parlato anche della difficoltà a “localizzare i  civili cinesi, con tutta probabilità nascosti nelle case dei residenti locali e timorosi di rivolgersi alle autorità”.

La guerra civile in Myanmar interessa l'area montuosa occupata da una giungla rigogliosa che i Kachin considerano la loro patria ancestrale e  che al contrario, le truppe armate birmane conoscono poco. Secondo Sun  Aung, membro dell'ONG "Gruppo per la creazione dei colloqui di pace", le truppe governative si sarebbero servite degli abitanti del villaggio  Aung Barley per farsi indicare la strada per le aree-base del KIA. Altre  fonti hanno riferito al Global Times che i leader di Kia e di altri  gruppi ribelli sono inclini ai colloqui di pace, citando come principale ragione le conseguenze economiche nella zona dopo quattro anni di combattimenti. Intanto la comunità internazionale si e' detta particolarmente preoccupata per la situazione in Myanmar, ed e' tornata a chiedere l'immediato cessate il fuoco per garantire la firma di un accordo di pace previsto per metà febbraio.

 

20 gennaio 2015

 

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