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CINA NUOVO OSSERVATORE PERMANENTE NELL'ARTICO

CINA NUOVO OSSERVATORE PERMANENTE NELL ARTICO<br />


di Antonia Cimini



Pechino, 15 mag.-  La riunione ministeriale dei paesi membri del Consiglio dell'Artico ha deciso oggi in Svezia di garantire  il ruolo di osservatore permanente alla Cina, una questione spinosa già trovatasi sul tavolo delle discussioni degli ultimi due meeting senza che gli otto paesi membri abbiano mai raggiunto un accordo in proposito. I ministri degli esteri di Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, Russia e Stati Uniti, che si riuniscono ad anni alterni, si pronunciati a favore di una partecipazione di Pechino alla gestione delle risorse e del futuro di una terra ancora poco esplorata. Per la Cina, però, la questione era già diventata di importanza cruciale.

La televisione di stato CCTV, che insieme agli altri media del paese ha seguito passo passo l'incontro, ha annunciato oggi che l'inclusione di Pechino permetterà alla Cina di "avere un uguale diritto di parola nel decidere del futuro dell'Artico". Secondo l'analisi della televisione cinese i paesi dell'Europa del nord avrebbero appoggiato l'internazionalizzazione dell'organizzazione e l'apertura a Pechino, ma sarebbero stati Russia e Canada ad opporsi strenuamente ad una partecipazione della Cina, mentre la posizione degli Usa rimaneva. Il China Daily sostiene che il Polo Nord ospita il 20% delle risorse inesplorate del mondo e sottolinea la posizione di Pechino a favore di un antartico 'libero'.

Il perché di tanto trambusto lo spiega Tang Guoqiang, l'ex ambasciatore cinese in Norvegia, in un articolo scritto per un think tank nazionale su problematiche globali. "Il Polo Nord è ricco in risorse e strategico nella posizione. La convenzione della legge sul mare delle Nazioni Unite e altri trattati internazionali forniscono un quadro di riferimento per le questioni riguardanti il Polo Nord, ma tuttavia sussistono diversi aspetti non ancora regolati. I paesi che si affacciano sull'Artico cooperano e competono tra di essi, mantenendo diffidenza verso paesi terzi. Attualmente la situazione attorno al Polo Nord evolve d giorno in giorno, la Cina spera di poter cooperare con i paesi della regione rispettando la sovranità e i diritti di ognuno, nell'ambito del Consiglio dell'Artico, attraverso un ruolo di osservatore permanente", si legge nel testo. 

Pechino ha fatto richiesta dal 2006 al Consiglio per un ruolo permanente, un gradino più in su della posizione di 'osservatore ad hoc' di cui gode dal 2009. Nel corso degli anni la questione ha raggiunto anche apici polemici, come nel 2010 quando l'ammiraglio navale Yin Zhuo, oggi in pensione, disse in sede della sessione parlamentare annuale che 'l'Artico appartiene a tutti i popoli del mondo e nessun paese può esercitarvi il diritto di sovranità'. Con il tempo però Pechino alla polemica ha sostituito un'offensiva più delicata: ha messo in piedi una missione scientifica per esplorare l'Artico, condurre ricerca sul cambiamento climatico e aprire nuove rotte navali.A Shanghai ha fondato l'Istituto di ricerca per il Polo Nord e si è dotata di una nave esploratrice, la Drago delle Nevi. Nel 2015 invierà tre missioni di esploratori a studiare la regione, sotto l'egida della ricerca scientifica. La soluzione trovata dalla Cina risponde ai criteri del Consiglio dell'Artico, un foro creato nel 1996 per trattare problemi come questioni ambientali e diritti delle popolazioni indigene. Salvo constatare, come fanno gli utenti su internet, che 'la Cina non è capace di risolvere i propri problemi ambientali, come pensa di poter far fronte a quelli del Polo Nord?'.

Insieme alla Cina hanno oggi ottenuto un seggio di osservatore permamente anche il Giappone, la Corea del Sud, l'India e l'Italia.

 

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