Politica internazionale

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Cina-Giappone: Abe, nessuna
concessione isole contese

Cina-Giappone: Abe, nessuna <br />concessione isole contese


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 18 lug. - Il governo giapponese avrebbe dato di preparare le navi per i rilevamenti geologici per dispiegarsi nel Mare Cinese Orientale, vicino al confine con le acque territoriali cinesi, dove il gruppo Cnooc sta operando rilevamenti sottomarini in alcuni pozzi di gas. Lo riferiscono alla Reuters alcune fonti a conoscenza dei fatti, dopo che la tensione tra i due Paesi era di nuovo salita nelle ultime ore. La visita del primo ministro giapponese Shinzo Abe all'isola di Ishigakijima non è piaciuta ai media cinesi. Il People's Liberation Army, quotidiano dell'esercito ha definito  che hanno definito la visita di Abe un gesto "estremamente pericoloso e irresponsabile". Abe si era recato nell'avamposto sotto la giurisdizione di Okinawa per incontrare i membri della Guardia Costiera di Tokyo, in quella che è stata la prima visita di un primo ministro dal 1972, quando Okinawa è tornata al Giappone. Di fronte a circa quaranta membri della Guardia Costiera, Abe ha parlato delle isole contese con la Cina, le Senkaku, che Pechino rivendica come Diaoyu. "Non abbiamo alcuna intenzione di fare concessioni" ha dichiarato il primo ministro giapponese ai membri della Guardia Costiera, riferendosi all'arcipelago disabitato nel Mare Cinese Orientale. Abe ha poi definito "provocatorie" gli sconfinamenti delle motovedette cinesi nelle acque delle isole contese. La visita di Abe ha provocato la reazione del ministero degli Esteri cinese che ha ribadito la sovranità cinese sulle Diaoyu e l'impegno a salvaguardare la sovranità cinese sull'arcipelago.

Più decisa, invece, la reazione della stampa cinese alle parole di Abe. Il People's Liberation Army Daily definisce "ambigui trucchi" quelli del primo ministro giapponese che "mascherano il colpevole da vittima". La mossa del primo ministro giapponese sarebbe solo una manovra elettorale per guadagnare consenso a pochi giorni dalle elezioni per il Senato. "Questo approccio auto-distruttivo non solo danneggerà al stabilità regionale -scrive il quotidiano- ma scuoterà gli animi per la svolta a destra del Giappone". Dalle pagine del Global Times, il popolare tabloid dai toni forti in politica estera si fa sentire invece il generale Luo Yuan che chiede "a tutti i Paesi che hanno dispute per isole e scogli con il Giappone a salvaguardare i frutti della vittoria della Seconda Guerra Mondiale e coordinare le azioni".

La disputa attorno all'arcipelago delle Senkaku/Diaoyu si è arricchita ieri di un nuovo episodio che vede per protagonista il gruppo petrolifero cinese Cnooc che ha intenzione di sviluppare sette nuovi pozzi di gas nelle acque contese del Mare Cinese Orientale. Nel 2008, Cina e Giappone avevano firmato un accordo per losviluppo congiunto di pozzi petroliferi nelle acque contese del Mare che divide i due Paesi. Qualora il progetto di sfruttamento cinese dei giacimenti di gas nel Mare Cinese Orientale venisse approvato, potrebbe scatenare l'ira del Giappone, che già nei giorni scorsi aveva mandato segnali in questa direzione, dopo che la costruzione di una piattaforma per l'estrazione vicino alle acque territoriali giapponesi da parte della Cina era stata definita da Abe in un'apparizione televisiva una "chiara violazione" dell'accordo del 2008 che prevede lo sviluppo congiunto delle risorse nelle aree limitrofe ai confini territoriali. Proprio delle ultime ore è

Ma la disputa tra Cina e Giappone  per le isole contese è continuata anche su un terreno più informale, quello del web, dove l'account Weibo del quotidiano giapponese Asahi Shimbun è stato eliminato ieri. Asahi Shimbun ha oltre un milione di follower sulla popolare piattaforma di social network ed è apprezzato per i giochi di parole con cui riesce ad aggirare la censura cinese. Il quotidiano ha specificato in una nota di non avere avuto alcuna spiegazione riguardo all'incidente da parte dei gestori del social network cinese. La spiegazione migliore dell'accaduto, forse, viene data da un web editor del quotidiano giapponese, secondo il quale la causa della cancellazione sarebbe dovuta a "istruzioni dall'alto".

 

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