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Politica internazionale

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Autorità Malaysia: "buono
incontro con i cinesi"

Autorità Malaysia:  buono<br />incontro con i cinesi


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella



Roma, 2 apr.- Le autorità malesi hanno avuto un ottimo incontro con i 29 parenti delle vittime cinesi del Boeing 777 che si è inabissato nell'Oceano Pacifico. Lo ha detto ai giornalisti il capo del dipartimento del'Aviazione civile di Kuala Lumpur, Azharuddin Abdul Rahman.  Il gruppo è arrivato domenica a Kuala Lumpur  per chiedere "prove" e "verità" sulle indagini dell'aereo scomparso l'8 marzo scorso che contava a bordo 153 passeggeri di nazionalità cinese e di cui non è stato ancora ritrovato alcun rottame. Domenica  i parenti delle vittime avevano già preso parte a una conferenza stampa durante la quale avevano chiesto le scuse del governo ed esibito manifesti con slogan forti come "Consegnateci l'assassino".

"Non si sono mostrati ostili e abbiamo tenuto un buon question and answer" ha spiegato Azharuddin senza aggiungere dettagli. All'incontro, che si è tenuto mercoledì mattina a porte chiuse all'hotel Bangi-Putrajaya, hanno preso parte l'inviato speciale del Primo ministro in Cina Tan Sri Ong Ka Ting,  il capo della Royal Malaysian Air Force Rodzali Daud e l'ambasciatore cinese Huang Huikang.
 
Nelle scorse settimane i cinesi hanno più volte criticato il governo malese per la confusione con cui sono state rilasciate le informazioni. Molti tra i familiari  delle vittime hanno  lamentato l'assenza di notizie ufficiali riguardo agli sviluppi della vicenda, e tra loro c'è anche chi non crede alla  versione ufficiale fornita dal primo ministro malese, Najib Razak, secondo cui "al di là di ogni ragionevole dubbio"  il volo della Malaysia Airlines ha terminato la sua corsa nell'Oceano Indiano meridionale senza alcun superstite.


Accuse che, negli ultimi giorni, i malesi hanno rispedito al mittente. "Lasciate che vi chieda una cosa – ha detto un funzionario del governo di Kuala Lumpur ai giornalisti – quale altro Paese pensate che permetta a un altro popolo di arrivare nella capitale, stare in un grand hotel e ricoprire di insulti il governo? Siamo stati già abbastanza gentili. Spero se ne rendano conto".

La rabbia e il sentimento anti-Malaysia dei cinesi, tuttavia, rischiano già di danneggiare l'economia. Il primo ad essere colpito è il settore turistico dopo il bando messo da alcune agenzie turistiche cinesi online. Lunedì, invece, il ministro del Turismo Datuk Seri Nazri Aziz ha detto che il roadshow in Cina di "Visit Malaysia Year" potrebbe essere sospeso fino alla chiusura delle indagini. Nazri ha poi ammesso che è stato  registrato un calo dell'afflusso: "Sarei bugiardo se dicessi il contrario".

E dopo il turismo, secondo il Wall Street Journal, è a rischio anche il settore immobiliare malese:  per il quotidiano i buyers cinesi che finora hanno investito pesantemente nel Paese potrebbero spostare altrove i loro sguardi. "L'incidente dell'MH 370 ha messo in cattiva luce la Malaysia e il suo governo e non escludiamo la possibilità che questo possa danneggiare i nostri progetti nel mercato malese" si legge in un comunicato di Country Garden Holdings, gruppo di investimento nel real estate di Canton.

Intanto oggi la polizia malese ha per la prima volta ammesso che il mistero del Boeing 777 della Malaysia Airlines scomparso l'8 marzo con a bordo 239 persone potrebbe non esser mai risolto. "Dateci più tempo", ha chiesto l'ispettore generale della polizia, Khalid Abu Bakar, ma "forse non sapremo mai la causa di quel che è accaduto".

 

2 aprile 2014

 

"Buonanotte Malaysia 370", le ultime parole del pilota

 

di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 1 apr. - Nuova versione da parte delle autorità malesi sulle ultime parole a bordo del volo MH370. Secondo le ultime indagini, l'ultimo messaggio ai passeggeri dalla cabina di pilotaggio è stato "Buonanotte Malaysian 370", e non il più stringato "tutto bene, buonanotte" come si era detto nei primi giorni dopo la scomparsa del volo dai radar, nella notte tra il 7 e l'8 marzo scorso. Lo ha confermato il ministro dei Trasporti della Malaysia, Hishammuddin Hussein, in conferenza stampa ieri sera, che ha poi aggiunto che sono ancora in corso le indagini per stabilire se a pronunciare la frase sia stato il pilota o il co-pilota dell'aereo.

Dall'Australia, intanto, è partita la nave Ocean Shield con a bordo l'apparecchio di rilevazione della scatola nera dell'aereo, ma l'arrivo nell'area delle ricerche, nell'Oceano Indiano, è prevista solo tra tre giorni, quasi alla fine del periodo di tempo disponibile per localizzare la scatola nera, che può mandare segnali per circa 30 giorni prima di spegnersi. Le ricerche, ha spiegato il ministro della Difesa australiano, David Johnston, dipenderanno "dalla temperatura dell'acqua, dalla profondità, dalla pressione e dalla durata delle batterie". Ieri, il governo malese aveva ribadito la posizione di non abbandonare le ricerche finché non sarà chiarito cosa è successo a bordo dell'aereo della Malaysia Airlines. Finora, però, ha confermato ieri il ministro dei Trasporti della Malaysia, Hishammuddin Hussein, nessuno degli oggetti fluttuanti nell'Oceano Indiano è riconducibile al volo scomparso.

Le ricerche del volo MH370 sono giunte alla quarta settimana, senza risultati apprezzabili. Un ex pilota australiano, oggi in pensione, ha dichiarato oggi in conferenza stampa che le ricerche potrebbero essere ancora "lunghe e frustranti" a causa del fatto che l'ultima posizione rilevata dell'aereo di linea malese è molto lontana dalla posizione in cui si ipotizza che l'aeromobile si trovi in questo momento. La sorte del volo MH370 ha destato altre preoccupazioni anche da parte della International Air Travel Association (IATA). "Non possiamo lasciare che un aereo semplicemente svanisca" ha reso noto l'ente per il traffico aereo in un comunicato. "In un mondo dove ogni mossa sembra essere tracciata - continua il comunicato - c'è da non crederci che un aereo possa semplicemente svanire e che i dati di volo e le registrazioni della cabina di pilotaggio possano essere difficili da recuperare".

 

Cinesi chiedono "verità su indagini" aereo Malaysia


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella



Roma, 31 mar.- "Diteci la verità, ridateci i nostri cari": è l'appello di una delegazione cinese di 29 parenti di passeggeri dell'aereo della Malaysia Airlines precipitato nell'Oceano Indiano che domenica sono arrivati a Kuala Lumpur per esigere dalle autorità locali chiarezza sulle indagini. La versione del premier malese, Najib Razak, sull'inabissamento in mare dell'aereo di cui non è stato ancora recuperato alcun resto non convince i familiari: "Vogliamo prove, verità, dignità". "Consegnateci l'assassino" era uno alcuni degli slogan sui manifesti esibiti dal gruppo di familiari in una conferenza tenuta nella capitale della Malaysia, in cui hanno anche chiesto le scuse del premier e del governo.

Anche l'attrice Zhang Ziyi si è unita al coro di quanti in Cina chiedono "verità" sulla vicenda. "Abbiamo un amico tra i membri dello staff (il coreografo Ju Kun, 35 anni) cui abbiamo dovuto dire addio, dobbiamo scoprire la verità per tutte quelle famiglie" ha detto l'attrice all'Asian Film Festival di Macao dove è stata premiata  come migliore attrice per il Film The Grandmaster di Wong Kar-wai.
"Governo malese, sbagli a non rispettare la richiesta universale di far conoscere la verità" aveva scritto nella stessa giornata Zhang Ziyi via social network.

La rabbia dei cinesi nei confronti di Kuala Lumpur colpisce anche il turismo. Secondo il South China Morning Post alcune delle principali agenzie turistiche online hanno deciso di boicottare i viaggi in Malesia. "Continueremo con il bando fino a quando il governo malese e la Malesia Airlines non fornirà tutti i dettagli di cui è in possesso per arrivare alla verità" si legge nel comunicato stampa pubblicato su eLong, una delle piattaforme di viaggi online più note.

Non la pensa così il quotidiano di stato China Daily che in un editoriale pubblicato oggi a firma di Mei Xinyu, ricercatore all'Istituto del ministero del Commercio, invita a "trattare la tragedia in modo razionale". "E' sicuro che il volo MH370 si sia concluso nell'Oceano Indiano e che nessuno sia sopravvissuto, non dobbiamo permettere alla rabbia di prevaricare sulla razionalità, ma attenerci alle norme base che regolano la società civile e mostrare quel contegno che è proprio di una grande potenza". Parole e gesti irrazionali "non aiutano", continua Mei, ciò che è importante ora è "organizzare i funerali".  Con ogni probabilità quello che ha visto coinvolto il Boeing è "l'incidente più bizzarro della storia dell'aviazione civile" ma niente di più, prosegue il ricercatore secondo cui l'opinione pubblica dovrebbe smettere di accusare le autorità malesi di manipolare le informazioni.

Intanto  Pechino ha dispiegato sette navi con a bordo cinque elicotteri, nell'area dell'Oceano Indiano, circa 2.000 chilometri a ovest di Perth, in Australia, dove secondo le ricostruzioni il Boeing 777 sarebbe precipitato.



 

31 marzo 2014

 

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