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TIANJIN: SI AGGRAVA BILANCIO VITTIME, 104 MORTI
Cianuro sodio,evacuate persone vicino esplosione

TIANJIN: SI AGGRAVA BILANCIO VITTIME, 104 MORTI<br />Cianuro sodio,evacuate persone vicino esplosione


Di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 15 ago. - Sale a 104 morti il bilancio delle vittime delle esplosioni avvenute a Tianjin, nella notte di mercoledì scorso. Lo riferisce l'agenzia Xinhua. Altre 722 persone sono ricoverate in ospedale, 58 delle quali in condizioni critiche. Nella giornata di oggi si sono verificate nuove esplosioni, sette, poco prima di mezzogiorno, ora locale, dopo che nella serata di ieri le autorità avevano definito "praticamente estinte" le fiamme al porto di Binhai, l'area industriale alla periferia di Tianjin dove si sono verificate le esplosioni.

Le autorità locali hanno per la prima volta, oggi, parlato anche dei rischi relativi alle sostanze chimiche nocive contenute nei container del porto, tra le quali ci sarebbe anche un grosso quantitativo di cianuro di sodio, anche se le verifiche sono ancora in corso. Nelle ultime ore, sono stati evacuati anche i cittadini in un raggio di tre chilometri dall'area delle esplosioni di mercoledì scorso, ma non è stato diffuso il numero esatto degli abitanti coinvolti nell'operazione. Il presidente cinese, Xi Jinping ha chiesto un cambiamento nell'attuazione delle norme di sicurezza sul lavoro: vicino al deposito esploso mercoledì notte si trovavano diverse abitazioni, e la struttura "violava chiaramente" le norme di sicurezza, come scrive il Quotidiano del Popolo, il maggiore giornale cinese. I fatti di mercoledì scorso, devono insegnare una "lezione profonda", ha detto il presidente cinese, per evitare che tragedie del genere accadano di nuovo in futuro.

Oltre 720 persone sono ancora ricoverate negli ospedali locali, 33 delle quali si trovano in gravi condizioni e altre 25 versano in condizioni critiche. Tredici vigili del fuoco e un numero non precisato di lavoratori portuali risultano ancora dispersi. Sul posto, sono stati inviati altri specialisti di materiali chimici, oltre alla squadra di 217 tecnici inviata da Pechino nella giornata di giovedì scorso. Intanto, per la prima volta, viene ventilata l'ipotesi di materiali chimici nocivi tra quelli presenti nell'area portuale di Tianjin.   In conferenza stampa, oggi, le autorità di Tianjin hanno parlato di 700 tonnellate di cianuro di sodio presenti nei pressi dell'area delle esplosioni, oltre ad altri composti chimici nocivi, anche se ulteriori verifiche sono ancora in corso. Oltre al cianuro di sodio, potenzialmente letale, altre sostanze sono state elencate. Tra i più nocivi, sono stati citati il nitrato di potassio e il nitrato di ammonio che, a contatto con l'uomo, possono provocare danni respiratori e alla pelle. Familiari dei dispersi hanno manifestato all'esterno del luogo dove si è tenuto l'incontro con i giornalisti per la mancanza di informazioni ufficiali sulla sorte dei propri cari.  

 

Nelle ultime ore si sono diffusi anche dubbi sull'intervento dei vigili del fuoco, impreparati ad affrontare un contesto simile, e che potrebbero avere involontariamente peggiorato la situazione dell'area, anche se la situazione è ancora confusa rispetto alle sostanze che possono essere esplose o meno. Quello che appare centro finora, è la violazione delle norme di sicurezza. Il Quotidiano del Popolo, il più importante giornale cinese, in un editoriale scrive che il centro di stoccaggio dei materiali chimici del porto di Binhai "chiaramente viola" le norme di sicurezza riguardo al trattamento dei materiali pericolosi, con diverse abitazioni e strade trafficate a meno di un chilometro dal luogo in cui sono avvenute le esplosioni. Le ultime ore hanno visto anche un intensificarsi delle attività della censura. Per evitare la diffusione di notizie non confermate ufficialmente, le autorità di controllo di internet hanno oscurato 360 account di social media cinesi per i toni allarmisti dei messaggi postati on line o per paragoni giudicati impropri dalle autorità, come quelli con le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki nel 1945.


15 AGOSTO 2015

 

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