Politica interna

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CINA VERDE, SANA E AL 6,5% DI CRESCITA
Nel documento del plenum gli obiettivi 2020

CINA VERDE, SANA E AL 6,5% DI CRESCITA<br />Nel documento del plenum gli obiettivi 2020


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 3 nov. - Verde, sana e con una crescita economica non inferiore al 6,5% annuo. Sono gli obiettivi principali per il futuro della Cina stabiliti nel documento integrale sulle proposte per la formulazione del nuovo piano quinquennale di sviluppo emesso oggi dal Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese. La Cina, ha dichiarato il presidente cinese Xi Jinping, dovrà crescere di almeno il 6,5% all'anno fino al 2020 per centrare gli obiettivi di sviluppo per il futuro, e raddoppiare, per allora, il prodotto interno lordo e il reddito medio pro-capite dai livelli del 2010. Il 6,5% di crescita per i prossimi anni "migliorerà la vita delle persone" e "porterà verso una società moderatamente prospera", si legge nel testo finale del plenum. Un'attenzione particolare viene riservata alla qualità della crescita con un aumento del settore dei servizi nella quota di prodotto interno lordo. Dal 2013, i servizi sono la prima voce del pil cinese, anche se ancora lontani dai livelli dei Paesi industrializzati.

Le proposte per il nuovo piano sono caratterizzate da forti contenuti sociali, evidenziati dallo stesso presidente cinese, Xi Jinping, che oggi ha sottolineato l'importanza dei temi di sviluppo sociale e della lotta alla povertà. Nei prossimi cinque anni, il governo dovrà lavorare per sollevare dalla fascia di povertà 70,17 milioni di cittadini cinesi che vivono con meno di 2300 yuan (376 dollari) all'anno, secondo le statistiche ufficiali di fine 2014. L'eliminazione della povertà dalle aree rurali, ha dichiarato oggi Xi, "è una delle sfide più difficili" per la Cina che dovrà attuare piani per la riduzione della povertà e per l'ammodernamento delle infrastrutture, soprattutto nelle zone più arretrate del Paese. "La Cina è in grado di sollevare dalla povertà dieci milioni di persone ogni anno dal 2016 al 2020", ha dichiarato Xi, promettendo aiuti finanziari alle venti milioni di persone che non sono in grado di lavorare, e assicurare loro un'esistenza dignitosa.

La realizzazione di una Cina "sana" passerà attraverso un programma di assicurazione sociale su scala nazionale. Entro il 2020 è prevista la copertura a livello nazionale di un programma di assicurazione sociale che coprirà le spese mediche nei casi di malattie gravi. Oggi, in Cina, solo la metà della popolazione dispone di questo tipo di assicurazione, 650 milioni di persone su 1,3 miliardi e ancora duecento milioni di persone devono essere incluse nel sistema nazionale di sicurezza sociale. Sempre sul piano sociale, il presidente cinese ha poi sottolineato l'importanza di accelerare il processo di riforma del sistema di registrazione familiare, lo hukou, che per decenni ha posto una discriminazione de facto tra i cittadini residenti nelle aree urbane e i lavoratori migranti provenienti dalle aree rurali sprovvisti di una vera e propria rete di assistenza sociale, anche se sotto questo aspetto non sono emersi finora sostanziali cambiamenti.

Il presidente cinese è poi tornato oggi sulla decisione di abolire la politica del figlio unico per permettere a tutte le coppie di avere due figli. La nuova linea di politica demografica, ha detto Xi, servirà a riequilibrare la popolazione, oggi verso l'invecchiamento con un numero sempre più alto dal 2011 in avanti di ultrasessantenni, e sostenere lo sviluppo del Paese. Attualmente, più del 15% dei cittadini cinesi è oltre i sessanta anni di età, la popolazione in età produttiva è in diminuzione e questo andamento "è destinato a continuare", come emerge dalle statistiche degli ultimi anni. Per sostenere l'aumento delle nascite e l'assistenza al numero crescente di anziani tra la popolazione, il Pcc ha proposto il miglioramento degli ospedali pubblici con l'introduzione degli ultimi sviluppi della medicina e l'ottimizzazione delle risorse, a fianco di un rinnovato entusiasmo per le pratiche di medicina tradizionale cinese, forse sull'onda dell'entusiasmo per il Nobel per la Medicina a Tu Youyou, che ha scoperto la cura per la malaria che ha contribuito a salvare milioni di persone negli ultimi decenni.

Sottoil profilo ambientale, tra le novità del plenum c'è la nascita del Green Development Fund per "promuovere la produzione pulita e lo sviluppo sostenibile". Nei prossimi cinque anni, la Cina sarà impegnata nella promozione dello sviluppo sostenibile, a basso tasso di utilizzo del carbone e per favorire il risparmio energetico. Il Comitato Centrale del Pcc prevede l'introduzione di misure che serviranno a sviluppare l'innovazione tecnologica delle aziende. "La Cina avanzerà verso la rivoluzione energetica", spiega il comunicato finale del plenum emesso oggi, con un attenzione maggiore alle fonti rinnovabili e uno sviluppo efficiente e sicuro dell'energia nucleare. Ulteriori aperture a gruppi privati sono previste anche nel settore delle energie non convenzionali, come lo shale gas e il metano coal-bed, su cui Pechino conta per replicare in chiave nazionale il successo statunitense nello sviluppo di queste fonti di energia.

In chiave anti-inquinamento è previsto l'aumento di mezzi pubblici elettrici e la promozione tra i consumatori di mezzi elettrici privati per incoraggiare uno stile di vita sostenibile. Le industrie ad alto impatto ambientale, come le acciaierie, i cementifici, l'industria chimica e quella dei materiali per l'edilizia, saranno invece soggette a maggiori controlli sulle emissioni inquinanti. Assieme allo sviluppo di energie pulite, per sviluppare una Cina verde è prevista anche una riforma dei sistemi dell'agricoltura, che vede al certo il sistema di rotazione delle coltivazioni e un piano pilota per la bonifica delle terre agricole che hanno subito danni ambientali causati dall'inquinamento del suolo e delle falde acquifere. La Cina aveva svelato per la prima volta lo scorso anno la percentuale di suoli inquinati da sostanze non organiche sul proprio territorio, equivalenti a circa un quinto (il 19%) di tutte le terre destinate a uso agricolo.

Un capitolo importante sarà quello dedicato all'istruzione, che avrà il compito di coltivare i nuovi talenti dell'innovazione, tema molto caro al primo ministro Li Keqiang, che a più riprese ne ha sottolineato l'importanza negli ultimi mesi. Compito del sistema scolastico sarà quello di dotare gli studenti di "responsabilità sociale, spirito innovativo e capacità di mettere le idee in pratica", spiega il documento finale emesso oggi, caratteristiche che saranno alla base della riforma che accompagnerà il sistema educativo fino al 2020. La riforma comprenderà tutti i livelli di istruzione e punterà ad eliminare il divario tra scuole rurali e urbane fin dalle elementari per arrivare a una riforma delle università, che dovranno essere più orientate verso gli aspetti dell'applicazione del sapere. In chiave sociale, è prevista anche una progressiva esenzione dalle tasse scolastiche per i più poveri e per i più meritevoli a partire dalle scuole superiori.

Anche il settore finanziario andrà incontro a diverse trasformazioni. La Cina continuerà a promuovere  un "trasparente e salutare" mercato dei capitali, con particolare riferimento all'emissione e al commercio di azioni e obbligazioni, e a sostenere la propria valuta, lo yuan o renminbi, per l'inclusione tra i Diritti Speciali di Prelievo, le valute di riserva del Fondo Monetario Internazionale, di cui fanno già parte il dollaro, l'euro, lo yen e la sterlina. La decisione da parte dell'istituto diretto da Christine Lagarde è prevista nei prossimi giorni. Pechino promette di rendere lo yuan sempre più convertibile, e di aumentare le aperture per gli investimenti in Cina dei gruppi stranieri utilizzando il modello delle "negative list", ovvero l'elenco dei settori che sono ancora interdetti alla ricezione di investimenti stranieri. Maggiori aperture per i capitali provenienti dall'estero nei settori finanziario, bancario e assicurativo. Il governo cinese promette poi di intensificare gli accordi bilaterali con altri Paesi per l'esenzione di visti di ingresso e sui trattati bilaterali per gli investimenti. Nel nuovo piano quinquennale non poteva mancare, infine, un cenno alla lotta alla corruzione all'interno del Pcc, in corso da tre anni, e che non conoscerà fine né pause nel prossimo futuro.

 

03 NOVEMBRE 2015

 

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