Politica interna

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LIU XIA IN UN VIDEO DAI DOMICILIARI

LIU XIA IN UN VIDEO DAI DOMICILIARI


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella



Roma, 15 gen.- Seduta a una piccola scrivania sormontata da libri e illuminata da una lampada Liu Xia recita due suoi componimenti. La moglie del dissidente e premio Nobel per la Pace indossa una maglia verde e nella mano sinistra tiene una sigaretta. Terminata la seconda poesia, guarda la telecamera e fa segno di chiudere. Un minuto e 43: tanto dura il momento 'rubato' di Liu Xia, una vita che inizia e finisce tra le mura del suo appartamento in cui è confinata senza nessuna accusa formalizzata da quando suo marito fu insignito del Premio Nobel nel 2010, un anno dopo la sua condanna a 11 anni di reclusione per "sovversione ai danni dello stato".

Il video è stato mostrato martedì a New York nel corso di un evento organizzato dall'associazione di scrittori provenienti da tutto il globo PEN International proprio a sostegno della poetessa e della sua liberazione. "Quando a dicembre Liu Xia ha saputo della lettura di poesie ha deciso di girare il video in cui recita per noi due suoi lavori" ha spiegato Bei Ling, amico della donna e presidente di Indipendent China PEN Centre, branca di PEN International.

La registrazione è uscita di contrabbando da casa Liu perennemente sorvegliata da personale di sicurezza. Ma eccezion fatta per questi due minuti circa dedicati all'arte, assicurano gli amici della donna, Liu Xia ha perso la voglia di vivere. "E' depressa. Lei è una poetessa, una fotografa auto-didatta e una pittrice. Ma da quando suo marito è in prigione è passata dall'essere felice alla depressione" ha detto Bei Ling.

A dicembre la donna aveva chiesto di poter avere una vita normale, vedere indipendentemente un dottore, poter leggere le lettere di suo marito e vivere del suo lavoro. Richieste respinte. Liu Xia è autorizzata a far visita una volta al mese al premio Nobel, rinchiuso in una prigione a 500 chilometri da Pechino. L'incontro deve durare meno di mezzora e avvenire esclusivamente in presenza della scorta. Una volta a settimana, invece, la poetessa può incontrare i suoi genitori e il fratello maggiore. Il minore, Liu Hui, è anch'egli in carcere dallo scorso giugno per scontare 11 anni di reclusione con l'accusa di aver truffato per oltre 3 milioni di yuan (circa 300mila euro) un uomo chiamato Zhang Bing tramite la compagnia di cui è manager attiva nel settore del Real Estate di Shenzhen. Per il  legale di Liu quei soldi sono stati restituiti e che sul piano civile ciò non costituisce reato.


Dopo la condanna, Liu Xia ha scritto una lettera aperta al presidente Xi Jinping in cui ha definito la sentenza "ingiusta" sollecitando il nuovo leader a governare proteggendo i diritti delle persone ed evitando la soppressione basata sulla violenza. Nel documento la donna si presentava così: "Presidente, sono Liu Xia, una cittadina cinese. Sono agli arresti domiciliari dal 2010 e nessuno mi ha spiegato il perché. Pensando e ripensando ho capito che è possibile che, in questo Paese, il mio "crimine" sia quello di essere la moglie di Liu Xiaobo"

Una colpa per la quale la poetessa "non ha accesso a internet, al telefono, e si è vista negare persino la richiesta di poter passeggiare nel parco mezzora al giorno" spiega ancora Bei Ling che si dice molto preoccupato. "Ha problemi cardiaci e abbiamo motivo di credere che stia rifiutando il cibo, fumando pesantemente e bevendo grandi quantità di caffè, tè e anche liquori. Ha, inoltre, perso interesse a scrivere lettere al marito, scritti che puntualmente finiscono alla polizia e al governo".

Paradossalmente Liu Xiaobo è in una condizione migliore, nonostante la reclusione, osserva Bei. "Dopo il conferimento del Premio Nobel ha ottenuto un forno a microonde e dallo scorso giugno 'gode' di una doccia calda collegata a pannelli solari. Ha anche accesso a un giardino dove sta coltivando delle piante".
Ex leader delle proteste di Tiananmen, il dissidente è anche promotore insieme al altri del manifesto "Charta '08", che contiene una serie di proposte per riformare lo stato cinese in senso multi-partitico e democratico.



 

15 gennaio 2014



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