Politica interna

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HK: ORGANIZZATORI PROTESTE AMMETTONO SCONFITTA
In manette 22 attivisti

HK: ORGANIZZATORI PROTESTE AMMETTONO SCONFITTA<br />In manette 22 attivisti


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 2 set. - Gli organizzatori delle proteste pro-democratiche di Hong Kong hanno dichiarato oggi l'impotenza del movimento contro la proposta di elezione del leader dell'ex colonia britannica avanzata da Pechino, ma la base si dice "più determinata che mai" nell'iniziativa di continuare le proteste. In un'intervista rilasciata all'agenzia Bloomberg, Benny Tai, uno dei fondatori del movimento Occupy Central, il più attivo per la democrazia a Hong Kong, ha dichiarato "improbabile" la possibilità che il movimento possa cambiare la "realtà politica" della situazione. Tai ha poi espresso il proprio rammarico per la scarsa partecipazione al movimento da parte dei cittadini.

A smussare i toni delle dichiarazioni di Tai è intervenuto un altro dei fondatori del movimento pro-democratico Chan Kin-man che ha sottolineato come il movimento durerà a lungo e mira a un effetto di lunga durata. "Per alcuni se ne vanno, sempre più gente arrabbiata vuole partecipare" ha commentato Chan. Le manifestazioni di questi giorni hanno suscitato forti reazioni sulla stampa cinese. In prima fila c'è il tabloid Global Times, su posizioni tradizionalmente forti nelle questioni di sovranità territoriale, che ha definito le proteste pro-democratiche con l'espressione maoista una "tigre di carta" e ha avvertito che non tollererà interferenze nella gestione della crisi politica nell'isola perché "Hong Kong non è l'Ucraina".

Intanto è di 22 arresti il bilancio delle proteste pro-democratiche a Hong Kong degli ultimi giorni. Le manifestazioni anti-cinesi si sono scatenate dopo l'arrivo nella città di un inviato di Pechino, Li Fei, membro del Comitato Permanente dell'Assemblea Nazionale del Popolo - il parlamento cinese - che ha ribadito la decisione del governo di mantenere, per le elezioni nell'ex colonia britannica, il regime attuale, con i candidati alla carica di amministratore delegato selezionati da un comitato con forte orientamento filo-cinese. Durante un discorso in cui spiegava le ragioni di Pechino, Li Fei è stato interrotto dalla folla di manifestanti vestiti di nero e con una fascia gialla in testa che agitavano striscioni con la scritta "Vergogna". Tra di loro anche alcuni membri del parlamento dell'ex colonia britannica. Le proteste sono in seguito state interrotte dalle forze dell'ordine che hanno spruzzato spray al peperoncino sugli attivisti.

 Diciannove dei 22 arrestati sono stati compiuti all'ingresso del Grand Hyatt Hotel nella zona di Wan Chai, nella tarda serata di ieri, ora locale, dove si era radunata la folla. Per 18 di loro l'accusa è di "riunione illegale": l'ultimo, invece, è stato arrestato con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Altre tre persone sono state arrestate per disordini in luogo pubblico. Le proteste sono state definite dagli organizzatori come l'inizio di una nuova "era di disobbedienza civile" nei confronti del governo cinese.

 Le proteste a Hong Kong hanno aperto anche un fronte di polemica tra Pechino e Londra, a causa della decisione del governo britannico di istituire un'inchiesta sui progressi della democrazia nell'ex colonia, restituita a Pechino nel 1997. Il comitato per gli Affari Esteri cinese ha inviato una lettera alle autorità britanniche definendo l'inchiesta "un atto altamente inappropriato che costituisce un'interferenza negli affari interni della Cina" e che "manda un segnale politico sbagliato al mondo" sul ruolo di Pechino nella gestione della politica di Hong Kong. La decisione di portare avanti l'inchiesta, spiegano le autorità cinesi avrà "un impatto negativo nelle relazioni tra i due Paesi".

 Hong Kong è governata dalla Basic Law - alla base della formula "Un Paese due Sistemi" su cui si regge il rapporto tra Pechino e l'ex colonia - concordata dalle autorità cinesi e britanniche prima del ritorno di Hong Kong alla Cina, che garantisce ampie libertà ai suoi cittadini. Hong Kong è oggi una Regione Amministrativa Speciale della Cina, come Macao - ritornata alla Cina nel 1999 - che gode di una larga autonomia in campo economico, politico e culturale, anche se dipende da Pechino per la propria politica estera e di difesa. Le proteste pro-democratiche sull'isola si sono intensificate a partire dal giugno scorso, dopo la pubblicazione da parte di Pechino del Libro Bianco, che prevede un maggiore controllo politico sull'isola da parte delle autorità centrali cinesi. In quelle settimane, un referendum on line organizzato dagli attivisti pro-democratici - non approvato né dalle autorità cinesi né da quelle di Hong Kong - aveva ottenuto un riscontro di gran lunga superiore alle attese, con oltre 800mila votanti che si sono detti favorevoli a un metodo di elezione pienamente democratico per le prossime elezioni, che avverranno nel 2017.

 

2 settembre 2014

 

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