Politica interna

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FINE POLITICA FIGLIO UNICO, CAUTI I MEDIA
Circa 1,45 miliardi i cinesi nel 2030

FINE POLITICA FIGLIO UNICO, CAUTI I MEDIA<br />Circa 1,45 miliardi i cinesi nel 2030


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 30 ott. - I cinesi potranno avere due figli da oggi senza incorrere in sanzioni di alcun tipo, ma le reazioni della stampa cinese rimangono caute rispetto alla nuova direttiva scaturita dal quinto plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, conclusosi ieri a Pechino. La decisione di porre fine alla pluridecennale politica del figlio unico, in vigore dal 1979, "riecheggia la volontà popolare" scrive oggi in un editoriale il Global Times, ma il giudizio finale sulla controversa linea di controllo demografico cinese che avrebbe impedito la nascita di 400 milioni di bambini negli ultimi 36 anni "non è così negativo" secondo il quotidiano cinese. "La politica di pianificazione familiare è riuscita a controllare il tasso delle nascite in Cina, alleviando il carico che grava sulla Cina per le risorse e dando impeto al decollo economico. La politica del figlio unico è stata oggetto di valutazioni estreme - continua l'editoriale - ma solo il tempo potrà darne un giudizio obiettivo".

Toni entusiastici, invece, da parte del Quotidiano del Popolo, l'organo ufficiale del Partito Comunista Cinese, che in un pezzo di commento al plenum scrive che il Pcc ha dato "dieci giganti pacchi regalo" alla popolazione, cominciando l'elenco proprio dalla nuova politica dei due figli. Tra gli altri obiettivi decisi dai dirigenti nazionali del partito ci sono la nuova crescita economica "medio-alta", le misure per alleviare la povertà nelle aree rurali, la promozione dell'istruzione superiore oltre ai nove anni di scuole elementari e medie obbligatorie, l'estensione dell'assicurazione sanitaria per le fasce più anziane della popolazione, e gli altri temi di interesse generale toccati durante il plenum, dall'ambiente alla sicurezza alimentare, passando per l'innovazione industriale e le liberalizzazioni del sistema per favorire la competitività.

La nuova linea della politica del secondo figlio, scrive il quotidiano China Daily, "affronterà attivamente il problema dell'invecchiamento della popolazione" e con la definitiva abolizione della politica del figlio unico - già passata nel corso degli anni attraverso progressivi allentamenti - "circa novanta milioni di coppie potranno avere un secondo figlio". Il quotidiano cita dati ufficiali, in base ai quali, la popolazione in età lavorativa ha toccato il picco nel 2011, declinando stabilmente da allora, con una conseguente diminuzione del numero di occupati rispetto alla popolazione non attiva. Lo scorso anno erano 916 milioni i cinesi di età compresa tra i 16 e i 59 anni, il 66% del totale della popolazione, mentre nel 2010, questa fetta di popolazione contava per il 74,5% del totale.

La novità della politica dei due figli ha già dato vita alle prime statistiche ufficiali. Secondo la Commissione Nazionale per la Sanità e la Pianificazione Familiare, l'ente governativo fino a ieri a supervisione della politica del figlio unico, stima che nel 2030, la popolazione cinese raggiungerà quota 1,45 miliardi di persone, dalle 1,37 miliardi calcolate a fine 2014. "Ci si attende che dopo l'aggiustamento della politica - ha affermato ai microfoni dell'agenzia Xinhua il vice capo della Commissione, Wang Pei'an - il numero delle nascite aumenterà nei prossimi anni, e si potrebbe arrivare a vederne più di venti milioni in un anno di picco". Le modalità di attuazione della nuova normativa, ha reso noto oggi la Commissione, verranno lasciate alla discrezione delle autorità locali, anche se per il futuro è previsto un sistema di registrazione che non richiederà una preventiva approvazione da parte delle autorità per il secondo figlio. La nuova legge avrà un impatto soprattutto sulle famiglie delle aree rurali - secondo un esperto di demografia, Yuan Xin, che ha parlato con il China Daily - che conteranno per il 60% delle nuove coppie che intendono mettere al mondo un secondo figlio.

La fine della politica del figlio unico ha provocato anche qualche battuta. Alla nuova direttiva ha dedicato una vignetta, oggi, il South China Morning Post di Hong Kong, in cui una coppia, nel cuore della notte è alle prese con il neonato che piange. "Hanno tolto la legge sul figlio unico", dice la donna con in braccio il piccolo. Laconico il commento dell'uomo alle prese con il biberon. "Spero sia su base volontaria". Cauti anche i commenti dei cinesi interpellati nelle scorse ore. Il cambiamento è giusto, in linea generale, ma le difficoltà di molte coppie di mantenere economicamente due figli continueranno a scoraggiare molti. Chi, invece, potrebbe avvantaggiarsi della nuova politica dei due figli è l'industria dei giocattoli e dei prodotti per i più piccoli: secondo i primi calcoli degli esperti, già dalla metà del prossimo anno il settore del pre-maman e dei prodotti per l'infanzia potrebbe cominciare a vedere significativi aumenti nei propri bilanci e un aumento nei consumi stimato dall'Università di Pechino in circa 12 miliardi di dollari all'anno.

30 OTTOBRE 2015

 

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