Politica interna

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Espulso professore
Beida, l'intervista

Espulso professore <br />Beida, l intervista


di Antonia Cimini


Pechino, 21 ott. - Xia Yeliang, il professore di economia dell'Università di Pechino (Beida), è stato espulso dall'istituto la scorsa settimana dopo mesi di tensione con il corpo accademico per le sue posizioni troppo liberali. La decisone è stata presa in una votazione del collegio accademico prima fissata per giugno e poi rimandata all'inizio del nuovo anno accademico a settembre. Il professor Xia ha detto ad AgiChina24 di essere stato convocato venerdì scorso. "Mi hanno detto che dopo il 31 gennaio il mio contratto non sarà prolungato, hanno specificato che non si tratta di una motivazione politica ma accademica perché non sono soddisfatti del mio lavoro". Delle 34 persone di cui si componeva il consiglio, 33 hanno votato a favore dell'espulsione, tre contro e uno si è astenuto, ha spiegato Xia Yeliang.


Il professore contesta la decisione, la reputa illegale secondo le regole del diritto del lavoro cinese ma sa che un appello non cambierà la situazione. "Anche i miei colleghi non hanno saputo mettersi contro il potere, per paura di contraddire i capi e essere puniti con mancati avanzamenti di carriera". Gli amici hanno proposto a Xia la via dell'estero ma l'uomo non vuole lasciare il paese. "Cerco una qualsiasi università o centro di ricerca che voglia assumermi, all'Università di Pechino mi hanno detto di cercarmi un altro lavoro, ma mi vorrà se la loro motivazione è che il mio lavoro non è all'altezza?". Xia lamenta che l'accusa è un pretesto per mascherare una condanna alla sua libertà di espressione, comprovata dal fatto che nessun professore è stato espulso dall'istituto negli ultimi 30 anni nonostante le competenze accademiche di molti siano state criticate varie volte.


L'economista resterà all'Università di Pechino fino a febbraio per ultimare i due corsi che sta insegnando nel primo semestre. Dall'anno prossimo dovrà cercarsi un altro lavoro. Il quotidiano Global Times punta il dito contro Xia in un articolo in cui sostiene che il professore è stato licenziato per gli scarsi risultati e la non soddisfacente prestazione accademica.


Xia Yeliang è da anni un coraggioso critico della mancanza di libertà di espressione e di democrazia nel paese. E' stato tra i primi firmatari della Carta 08 fatta circolare dal premio Nobel Liu Xiaobo e scrive saggi critici sul suo blog che viene regolarmente oscurato dalla censura.


Il contenzioso tra Xia Yeliang e la sua università dura da anni. Nel 2011 l'Università di Pechino aveva acconsentito a lasciarlo partire per un anno di ricerca a Stanford negli Stati Uniti pur di tenerlo lontano dall'attivismo. All'inizio di quest'anno il professore è stato richiamato in patria e minacciato di espulsione, dato che i suoi commenti non sono mancati neppure dall'estero.


La Cina è da domani sotto lo scrutinio della Commissione per i diritti umani dell'ONU, che dà avvio alla revisione periodica della situazione di diritti nel paese. Associazioni di diritti umani all'estero, come Human Rights Watch, condannano l'operato di Pechino e la persecuzione, tortura e detenzione arbitraria degli attivisti cinesi, le restrizioni alla libertà di espressione e il controllo dei media. Appena un mese fa un'attivista che chiedeva di partecipare alla revisione dell'Onu in quanto parte civile è stata arrestata all'aeroporto di Pechino ed è scomparsa per settimane nella custodia della polizia prima che si conoscesse il motivo dell'arresto. Cao Shunli è ancora nelle mani della polizia, mentre altri scompaiono in arresti arbitrari ogni giorno, dicono le organizzazioni internazionali.   

 

21 ottobre 2013

 

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