Politica interna

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Esplosione scuola,
bomba per vendetta

Esplosione scuola, <br />bomba per vendetta


di Antonia Cimini



Pechino, 11 sett.- E' stato il padre di un aspirante allievo venuto dalla campagna ad esplodere la bomba davanti alla scuola della città di Guilin, che ieri ha ucciso due persone e ferito 44 nel sud della Cina.

L'uomo, sulla trentina, avrebbe agito in risposta al rifiuto della direzione didattica dell'istituto di accettare l'iscrizione del proprio figlio alla scuola elementare. Quando si è sentito dire no, il padre disperato ha posto una bomba su un triciclo e si è recato con esso davanti all'ingresso dell'istituto all'ora di inizio delle lezioni, facendosi saltare in aria. Nell'esplosione è morto anche un passante, poiché in quel momento la grande arteria su cui è situato l'istituto era molto affollata.

Le foto circolate su internet mostrano l'intera strada colpita dallo scoppio, con motorini riversi e sangue sull'asfalto. Sulla stampa cinese la notizia è stata diffusa con molta cautela, ma oggi i media di Hong Kong spiegano il perché.

Un impiegato della scuola ha detto ai giornalisti dell'ex colonia britannica che le domande di iscrizione sono molte e che l'istituto non può fare altro che lasciare molti figli di lavoratori migranti sulla lista d'attesa. L'uomo autore del gesto era, infatti, un operaio venuto dalla vicina campagna a cercar lavoro a Guilin, nella regione Guangxi.

Il problema dell'educazione per i lavoratori migranti è da sempre un problema nella Cina dell'urbanizzazione. Chi lascia i campi per cercar fortuna in città spesso è costretto a sacrificare i propri figli, che vengono lasciati alle cure dei nonni e delle scuole di campagna oppure, in città, finiscono in scuole di carità dove l'educazione è scarsa, altalenante e non riconosciuta dal sistema nazionale. Il governo di Pechino ha iniziato di recente un programma di riforma del sistema dello hukou, la registrazione di residenza che è premessa per il godimento dell'assistenza sociale nel paese. Chi infatti non possiede un hukou urbano non può mandare i propri figli a scuola nelle città.

Sebbene il programma sia partito in alcune aree pilota, gli esperti lamentano che la riforma è troppo lenta e stenta a stare al passo coi tempi. Cosi, davanti a contraddizioni sociali che si aggravano, emergono risposte violente degli strati più disperati della popolazione. A giugno un uomo si è fatto esplodere in un autobus uccidendo più di 40 persone per protestare contro la mancata assegnazione della pensione, e a luglio un altro ha ucciso tre persone in una disputa sulla politica del figlio unico.

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