Politica interna

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XI: FOCUS SU IMPRESE DI STATO E CORRUZIONE

XI: FOCUS SU IMPRESE DI STATO E CORRUZIONE


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 23 lug. - Imprese di Stato e lotta alla corruzione. Sono i due segnali inviati dal presidente cinese, Xi Jinping, dopo la ricomposizione della crisi dei mercati azionari delle scorse settimane. Mentre i dati del secondo trimestre davano ossigeno alla leadership cinese sulla tenuta dell'economia, cresciuta al 7% tra aprile e giugno, e le agenzie di rating davano un giudizio morbido sugli effetti della crisi dei mercati, la Cina ripartiva dai fondamentali: il ruolo delle imprese di Stato nell'economia cinese e la interminabile lotta alla corruzione. Su questi due punti si è espresso nei giorni scorsi il presidente cinese, Xi Jinping, durante una visita nel Jilin, provincia del nord-est del Paese, una delle aree più arretrate della Cina di oggi.
 
Ai funzionari locali, Xi Jinping ha ribadito il ruolo delle imprese di Stato, definendole "la spina dorsale dell'economia" cinese, ma allo stesso tempo prevedendo per loro un futuro diverso: i grandi conglomerati di Stato devono diventare "più forti e più competitivi", aveva dichiarato il leader cinese. Le imprese di Stato, che hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del nord-est cinese durante i primi anni della Repubblica Popolare Cinese, sono da tempo sotto osservazione per un processo di riforma che dovrebbe tagliare di quasi due terzi il loro numero, dalle 112 attuali a solo 40. I primi progetti pilota sono già stati avviati, e riguardano soprattutto il settore dell'energia e delle terre rare, ma gli analisti sono ancora scettici sulla possibilità che le imprese private possano prendere il posto dei giganti di Stato nei settori strategici dell'economia cinese. Il processo di riforma delle imprese di Stato è però necessario: i profitti delle grandi aziende statali segnano ancora un calo - contenuto allo 0,1% su base annua nel periodo compreso tra gennaio e giugno - anche se con segnali di ripresa rispetto al periodo gennaio-febbraio, quando i conglomerati statali registravano un crollo del 21,5% su base annua negli utili.
 
L'altro punto saldo del dopo-crisi dei mercati è rappresentato dalla lotta alla corruzione, che nei giorni scorsi ha avuto una vittima eccellente: Ling Jihua, l'ex segretario personale di Hu Jintao, espulso dal pcc e che verrà processato in data da stabilirsi. E' stato, però, soprattutto l'esercito al centro delle attenzione del presidente cinese negli ultimi giorni. Nel fine settimana, Xi Jinping ha inviato un messaggio chiaro alle Forze Armate, chiedendo ai soldati del sedicesimo reggimento di Changchun, nel nord-est del Paese, di obbedire "con risolutezza" agli ordini del partito. "Xi Jinping capisce che la corruzione nell'esercito è un fatto reale e che indebolisce il potere militare della Cina - afferma ad Agichina, Joseph Cheng Yu-shek, direttore del dipartimento di Scienze Politiche della City University di Hong Kong - Sa che per rendere efficace la campagna anti-corruzione non ci deve essere spazio per interessi di parte e l'esercito è il più grande e potente interesse di parte in Cina. Xi Jinping deve assicurare che la lotta alla corruzione copra anche l'esercito. Deve mostrare anche che l'esercito non può giocare un potere di influenza nella politica e nemmeno sfidarla".
 
Lotta alla corruzione e imprese di Stato sono stati i punti forti delle ultime dichiarazioni pubbliche di Xi Jinping, che, nonostante il crollo degli indici, ha mostrato fiducia, lo scorso fine settimana, sulla tenuta della crescita cinese. L'economia, ha spiegato il presidente dopo l'uscita dei dati trimestrali, rimane "promettente" nel suo sviluppo e con "solidi fondamentali". La crescita cinese si è adattata alla fase della "nuova normalità" inaugurata ufficialmente a fine 2014, che prevede il rallentamento della crescita a favore della qualità. E, come hanno commentato molti analisti negli ultimi giorni, anche l'intervento dello Stato per salvare i mercati. "La gestione della crisi ha sollevato dubbi sulla reale intenzione di lasciare al mercato il ruolo guida nello stanziamento delle risorse - conclude Cheng - La leadership è consapevole del fatto che il crollo dei mercati può danneggiare la fiducia dei cittadini nel ruolo di gestione dell'economia da parte del governo e sa di dovere garantire lo sviluppo per legittimare il potere".

 

23 luglio 2015

 

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