Politica interna

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Chiusi i lavori dell'Anp,
nuovo governo al via

Chiusi i lavori dell Anp, <br />nuovo governo al via <br />


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 18 mar. - Si chiude il sipario sull'Assemblea Nazionale del Popolo che ha sancito il cambio della guardia al vertice dello Stato e il nuovo governo da ieri in carica. Xi Jinping, il nuovo presidente cinese, ha ribadito nel discorso conclusivo i punti più importanti del nuovo corso cinese: lotta alla corruzione, ruolo guida della leadership del Partito Comunista e la realizzazione del "sogno cinese" di rinascita nazionale, forse il concetto che più sta a cuore al nuovo leader, e che si intreccia con un rinnovato sentimento di appartenenza alla nazione. Per realizzare il sogno cinese il Paese deve seguire la propria via. "Dobbiamo continuamente impegnarci con volontà indomita -ha dichiarato il presidente cinese dopo i ringraziamenti ai delegati che lo hanno eletto- e portare avanti la grande causa del socialismo con caratteristiche cinesi, per raggiungere il sogno cinese di grande rinascita della nazione" ribadendo la linea già espressa anche nei giorni scorsi di un no deciso all'introduzione di riforme politiche che possano portare la Cina sulla via dei sistemi politici occidentali.

 

Il raggiungimento del sogno cinese passa attraverso un processo per raggiungere una maggiore efficienza dell'apparato burocratico. "Dobbiamo assolutamente rigettare il formalismo, il burocratismo, l'edonismo e le stravaganze e combattere senza sosta contro la corruzione e altre cattive pratiche in tutte le loro manifestazioni". Un'opera, questa già cominciata nei mesi scorsi, proprio per volere del nuovo presidente con provvedimenti ad hoc per limitare gli sprechi dei politici e dei top manager dei grandi conglomerati statali. L'obiettivo è quello di (ri)conquistare la fiducia dei cittadini. "Per venire incontro ai tempi e alle aspettative del popolo -ha concluso Xi- non possiamo permetterci la minima noncuranza o lentezza sul lavoro".

 

Sempre nella giornata di ieri, il neo-primo ministro Li Keqiang ha poi incontrato la stampa. Li ha posto l'accento sull'economia: al primo posto nell'agenda c'è il mantenimento del tasso di crescita al 7,5%, come già aveva preannunciato nei giorni scorsi. "La Cina è in grado di mantenere una continua e sostenuta crescita economica di realizzare il progresso sociale" ha dichiarato, e lo farà in modo pacifico. "Anche se la Cina diventa più forte -ha rassicurato Li- non cercheremo o l'egemonia". Lo sviluppo pacifico e la salvaguardia dell'integrità territoriale non sono scindibili: "queste due cose non sono contraddittorie l'una con l'altra. Sono essenziali alla stabilità della regione e alla pace nel mondo". Il riferimento è alla disputa con il Giappone sulle isole contese nel Mare Cinese Orientale, le Senkaku amministrate da Tokyo che Pechino rivendica come Diaoyu, che nei mesi scorsi hanno prodotto momenti di tensione tra i due Paesi.

 

Li Keqiang è poi tornato sulla necessità delle riforme, a cominciare da quelle più urgenti. "Miglioreremo il modello di sviluppo economico per permettere alla gente di  respirare aria pulita, garantire acqua potabile e la sicurezza alimentare". Gli altissimi livelli di inquinamento registrati a gennaio scorso e gli scandali alimentari degli ultimi anni sono stati un cruccio per il governo che è dovuto intervenire in prima persona (con la presenza dell'ex primo ministro Wen Jiabao) per rassicurare i cittadini rimasti vittime di intossicazioni. "Per affrontare questi problemi -ha spiegato Li- useremo il pugno di ferro, risolutezza e misure forti" e promette maggiori controlli sui cibi contraffatti o che non raggiungano gli standard, con pene severe per chi non si attiene alle norme igieniche. Grande attenzione poi, al nuovo piano di urbanizzazione che la leadership vuole realizzare nei prossimi dieci anni, con 400 milioni di persone in più nelle città di seconda e terza fascia. Due gli obiettivi principali: evitare le disuguaglianze sociali e modernizzare le aree rurali."Dobbiamo prevenire il malessere diffuso nelle città ed evitare situazioni in cui gli estremi di ricchezza e povertà coesistono - spiega Li- Cosa ancora più importante, il nuovo tipo di organizzazione deve seguire anche una modernizzazione dell'agricoltura, per garantire le quote di grano e assicurare il benessere dei contadini". Li ha poi brevemente affrontato anche il problema dei cyberattacchi con Cina e Stati Uniti che si rivolgono accuse incrociate di spionaggio informatico. Dopo avere condannato queste pratiche, Li ha dichiarato che le accuse statunitensi presuppongono una "presunzione di colpevolezza" da parte cinese. "Non dovremmo sprecare tempo a lanciarci accuse a vicenda -ha concluso Li- Dovremmo invece trovare soluzioni pratiche per la sicurezza informatica reciproca".  

 

IL NUOVO GOVERNO

Sono trenta i membri del nuovo esecutivo cinese guidato da Li Keqiang, con le ultime nomine delle scorse ore. Quattro i vice premier: Zhang Gaoli, anch'egli come il primo ministro membro del Comitato Permanente del Politburo, la cerchia ristretta del potere cinese, e l'ex governatore del Guangdong, Wang Yang, resosi noto in passato per le sue posizioni liberiste in economia. Già presenti nel governo precedente con la carica di consigliere di Stato e ora promossi a vice premier sono Ma Kai e Liu Yandong, la donna al più alto grado nella politica cinese. Oltre a lei ci sono altre due donne nell'esecutivo del Dragone: la prima è Wu Aiying, che guida il ministero della Giustizia, e Li Bin, presidente per la Commissione di Salute Pubblica e per la Pianificazione Familiare.

 

Il 10 marzo scorso era stato svelato un piano di riforma del governo per e rendere più snello l'esecutivo che comprendeva l'accorpamento di ministeri e commissioni governative. Al centro delle ristrutturazioni c'era il ministero delle Ferrovie travolto da scandali di corruzione nel 2011 e oggi accorpato nel nuovo super-ministero dei Trasporti guidato da Yang Chuantang. Tra le scelte più chiacchierate delle ultime ore c'è quella di Wang Yi alla guida degli Esteri. Wang è un esperto di questioni giapponesi e nord-coreane: è stato ambasciatore a Tokyo dal 2004 al 2007, e dal 2007 al 2008 ha rappresentato la Cina nei colloqui a sei per fronteggiare la crisi del nucleare di Pyongyang. Wang ha sostituito Yang Jiechi, ora promosso a consigliere di Stato. Il ministero delle Finanze è andato a Lou Jiwei, l'ex capo del fondo sovrano cinese, il CIC, la China Investment Corporation. A lungo dato tra i possibili sostituti di Zhou Xiaochuan alla guida della Banca Centrale, Lou ora avrà il compito di guidare l'economia del Dragone fuori dalle secche degli scorsi anni. Al vertice della potentissima Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme c'è invece Xu Shaoshi, che ha preso il posto di Zhang Ping: Xu era stato negli scorsi cinque anni alla guida del ministero per la Terra e le Risorse. Riconfermato, poi, Zhou Xiaochuan al vertice dell'istituto che regola la politica monetaria di Pechino, mentre torna alla guida del ministero del Commercio Gao Hucheng, che aveva già occupato questa posizione nel 2003 e che ha rimpiazzato Chen Deming.

 

Tra le ultime nomine prodotte dall'ANP, infine, c'è stata quella di Xiao Gang al vertice della China Securities Regulatory Commission, l'authority che regola i listini del Dragone. Xiao ha ricoperto fino alla giornata di sabato scorso la carica di presidente di Bank of China, uno dei quattro grandi istituti di credito cinesi. I lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo sono poi stati segnati da un incidente con la stampa straniera che copriva l'evento. Nella giornata di venerdì scorso un inviato del canale britannico di Sky News e il suo operatore sono stati arrestati in diretta della polizia mentre stavano trasmettendo da piazza Tiananmen le ultime notizie dell'Assemblea Nazionale del Popolo. Gli agenti non si sono resi conto che la telecamera era ancora in funzione e le immagini dell'arresto sono andate in onda in Gran Bretagna. La telecamera ha ripreso i due mentre venivano portati dagli agenti su uno dei furgoni della Pubblica Sicurezza. Il giornalista e il suo operatore sono stati trattenuti dalle forze dell'ordine per qualche ora e poi rilasciati.


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