Politica interna

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A un anno dalla revisione
i cinesi si fermano a un figlio

A un anno dalla revisione <br />i cinesi si fermano a un figlio


di Sonia Montrella


Twitter@SoniaMontrella

 

Roma, 30 ott.- Con il costo della vita in continuo rialzo i cinesi si fermano a quota un figlio. A un anno circa dall'allentamento della politica di pianificazione familiare, solo 700mila coppie su 11 milioni di 'eletti' hanno fatto richiesta per avere un secondo bambino.

In base alla Politica del Figlio Unico, entrata in vigore nel 1979 per fronteggiare un imminente e pericoloso boom demografico, i cinesi devono comunicare alle autorità preposte l'intenzione di affrontare una gravidanza e attendere l'autorizzazione a concepire in base ai tempi e alle quote nascita stabilite per quell'anno e in quella zona. Per oltre 30 anni ad eccezione delle minoranze etniche, delle famiglie contadine e, di recente,delle coppie formate da due figli unici nessuno in Cina ha potuto avere più di un bambino. Ma, complice l'invecchiamento demografico e un'economia che inizia a lamentare manodopera, il terzo Plenum del Comitato centrale del Partito Comunista cinese a novembre dell'anno scorso ha sancito che anche le coppie in cui uno dei due ha un fratello o sorella possono avere due figli.


Nonostante la popolazione superi  il miliardo e 360 milioni di individui, la Cina si ritrova nel 2014 a fare i conti con 2,44 milioni di lavoratori in meno rispetto all'anno scorso. Gli ultra-60enni sono il 14,9% del totale e secondo le proiezioni entro il 2030 rappresenteranno un quarto della popolazione totale. Una prospettiva allarmante per l'economia che ha convinto i leader di Pechino a rivedere le restrizioni sulla Politica del Figlio Unico.

Ma secondo quanto reso noto dalla Commissione per la Pianificazione familiare questo rilassamento porterà solo 650mila nascite in più, molto poco rispetto ai  2 milioni previsti dagli esperti. Il motivo è da ricercare nel costo della vita, soprattutto nelle città dove tutto, dalla casa all'istruzione, pesa in modo massiccio sul bilancio familiare. Proprio ieri il sondaggio mensile di Westpac Mni China Consumer Sentiment Index, ha fatto sapere che le aspettative dei consumatori cinesi hanno registrato un calo del 2% su base mensile a 110,9 punti rispetto ai 113,2 di settembre scorso, segnando il minimo da tre anni. E allora, nonostante i cinesi lo aspettassero da anni, sono molti quelli che preferiscono avere un solo figlio e, magari, assicurargli maggiori opportunità.

La normativa per il controllo delle nascite è tra le più discusse in assoluto, per via degli aborti forzati e altri abusi vietati sulla carta dalla normativa . Centinaia di migliaia di funzionari vigilano sulle coppie in età fertile assicurandosi che in ogni villaggio, città e provincia  siano rispettate le quote nascita imposte da Pechino sotto un rigido sistema di responsabilità e di epurazioni. A ciò si aggiungono gli aborti selettivi o abbandoni in caso di fiocco rosa, voluti questa volta il più delle volte dalla coppia stessa, frutto di una società che predilige ancora – e di gran lunga – il figlio maschio. Una procedura che in trent'anni di legge e 10 di 'linee-guida' ha visto crescere il rapporto medio tra i sessi alla nascita fino a toccare l'anno scorso i 120 maschi ogni 100 femmine (con punte di 160 a 100 in alcune province). Secondo i calcoli effettuati nel 2013 all'appello mancavano, dunque, circa 34 milioni di donne.

 

30 ottobre 2014

 

 

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