Politica interna

Politica Interna

9 agosto processo
contro moglie Bo Xilai

di Eugenio Buzzetti

twitter@eastofnowest

 

(Aggiornamento del 03 agosto) Il 9 agosto si apre il processo per omicidio di Gu Kailai. La moglie dell'ex potentissimo Bo Xilai, il segretario del Pcc di Chongqing caduto in disgrazia e silurato a marzo, e' accusata di aver avvelenato l'uomo d'affari britannico, Neil Heywood, il 15 novembre del 2011. Lo ha riferito il legale di Gu, Shen Zhigeng.

 

MOGLIE DI BO XILAI ACCUSATA DI OMICIDIO, LE IMPLICAZIONE DEL "DRAMMA DI CHONGQING"

 

Pechino, 27 lug. - E' stato definito il più grande scandalo politico cinese degli ultimi venti anni, ma i colpi di scena e le indiscrezioni trapelate nei mesi passati sembravano averne attutito l'impatto sulla vita politica e istituzionale di Pechino. Fino a ieri almeno, quando Gu Kailai, avvocato e moglie dell'ex leader di Chongqing, Bo Xilai, è stata accusata dalla Corte Popolare di Hefei, nella provincia meridionale dello Anhui, dell'omicidio del cittadino britannico Neil Heywood. La formalizzazione dell'accusa nei confronti di Gu arriva a tre mesi e mezzo dall'arresto, il 10 aprile scorso, per coinvolgimento nella morte del businessman inglese, trovato morto in una stanza d'albergo di Chongqing il 14 novembre 2011 e frettolosamente cremato dalle autorità locali.

 

Neil Heywood lavorava come consulente finanziario privato per la famiglia Bo fin dagli anni Novanta, quando l'ex leader di Chongqing era sindaco di Dalian, nel nord-est della Cina. La sua morte era rimasta sotto traccia fino al 15 marzo scorso, quando al termine dei lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo -l'equivalente cinese del Parlamento- Bo Xilai era stato rimosso dalla carica di segretario provinciale del Partito Comunista di Chongqing, evento che ha segnato la fine dei suoi progetti di ascesa ai vertici dello Stato. Il 10 aprile scorso, dopo l'arresto della moglie, Bo era poi stato sospeso anche da tutte le cariche a livello nazionale per "gravi violazioni disciplinari" - accusa che lasciava presagire a un suo tentativo di insabbiamento dell'intera vicenda Heywood - ma nel frattempo lo scenario attorno alla sua figura politica era cambiato.

 

Nello scarso mese intercorso tra la sua destituzione da leader di Chongqing e la definitiva epurazione, i maggiori leader politici di Pechino sono stati impegnati in un'azione di condanna dell'operato di Bo Xilai su più fronti. Gli organi di stampa statali hanno pubblicato a ripetizione editoriali contro la corruzione e il diffondersi di rumors attorno a quello che la stampa internazionale aveva già definito "il dramma di Chongqing". Ma le preoccupazioni dei leader cinesi andavano oltre il caso di omicidio un cittadino straniero. Le implicazioni della fine di un leader carismatico come Bo Xilai erano molte e potevano portare il Paese su un sentiero pericoloso se non si fosse posto rimedio da subito ai danni provocati dal terremoto politico. Hu Jintao aveva inviato al comando militare di Chengdu -il più importante della Cina sud-occidentale- il vice capo della Commissione Militare Centrale, Guo Boxiong: il numero due dell'esercito aveva avvertito tutto il personale militare di non dare credito alle voci di presunta instabilità politica che circolavano da alcune settimane e aveva invitato i soldati a "stringersi intorno al Partito guidato dal compagno Hu Jintao". Un messaggio chiaro per i militari di Chengdu, i cui legami con l'ex leader di Chongqing erano molto forti. E durante la sua visita, Guo Boxiong aveva ammonito severamente gli ufficiali che Pechino non avrebbe tollerato tentativi di insabbiamento delle indagini sul caso Heywood.

 

Bo Xilai aveva sempre goduto dei favori dell'esercito. Suo padre, Bo Yibo, era stato uno degli otto immortali eroi della rivoluzione maoista e aveva fondato il 14esimo reggimento, di stanza a Kunming, nell'estrema provincia meridionale dello Yunnan. Il favore dei militari per Bo Xilai non si era attenuato neppure durante gli ultimi giorni della sua carriera politica: proprio durante i lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo, una delegazione dell'esercito lo aveva salutato come se fosse ancora un importante uomo politico, fingendo di ignorare che il destino del leader di Chongqing era già stato scritto dagli alti vertici del partito. La forte intesa tra Bo e i militari disturbava i leader di Pechino che vedevano nella sua propaganda neo-maoista un pericolo per le istituzioni.

 

Oltre al consenso tra i militari, felici di avere nel mondo politico un referente che condividesse una nostalgia per i tempi in cui l'esercito era parte attiva della vita politica nazionale, Bo Xilai poteva contare anche sul sostegno delle alte sfere. In particolare di un uomo: Zhou Yongkang, numero nove della gerarchia comunista, con un passato nell'industria petrolifera, e ora a capo degli apparati di Sicurezza nazionali. Dopo le voci diffusesi il 22 marzo scorso di un tentativo di colpo di Stato a Pechino, Zhou Yongkang è stato subito al centro delle speculazioni dei bloggers cinesi proprio per la sua amicizia con l'ex leader di Chongqing. Per il ruolo che occupava e che formalmente tuttora occupa, Zhou è in possesso di segreti inconfessabili, che potrebbero fare tremare la stanze del potere cinese. Proprio per questo, forse, nel maggio scorso, Zhou sarebbe andato incontro, secondo indiscrezioni riportate dalle maggiori testate internazionali, a una sorta di "epurazione dolce" con il trasferimento dei suoi poteri al Ministero per la Pubblica Sicurezza, diretto da Meng Jianzhu. La scelta di non eliminarlo completamente dalla scena politica risiedeva nel fatto che il sessantanovenne Zhou sarà comunque costretto, per sopraggiunti limiti di età, a lasciare il Comitato Permanente del Politburo, massimo organo decisionale cinese, al prossimo Congresso, previsto per l'autunno. Meglio, insomma, non forzare la mano.

 

La decisione di procedere con cautela nei confronti del caso Bo Xilai era stata segretamente manifestata anche dal presidente Hu Jintao, durante una riunione con alcuni alti funzionari del partito nel maggio scorso: di fronte ai dirigenti riuniti in un lussuoso albergo della capitale cinese aveva dichiarato di volere trattare la vicenda come un "normale caso criminale" senza fare alcun riferimento alle potenti amicizie che l'ex onnipotente leader di Chongqing intratteneva con i vertici dello Stato e con i comandi militari. Alfiere di un ritorno alle origini egualitaristiche della Repubblica Popolare, e animatore di una campagna contro la criminalità senza precedenti, negli anni in cui era a capo della municipalità di Chongqing, Bo Xilai aveva conquistato una fama a livello nazionale per i suoi metodi inflessibili e per i suoi revival maoisti a colpi di sms e slogan rivoluzionari visti con scetticismo dai leader di Pechino, ma apprezzati dalle classi sociali escluse dallo sviluppo economico degli ultimi trenta anni.

 

Forte di queste credenziali e di un'ambizione senza limiti, Bo Xilai progettava di entrare a fare parte delle alte sfere: il Comitato Permanante del Politburo, al posto, probabilmente, proprio dell'amico Zhou Yongkang. Un sogno che si è incrinato il 6 febbraio scorso, quando la vicenda legata al suo nome ha preso il via con la clamorosa fuga del vice sindaco e capo della sicurezza di Chongqing, Wang Lijun, al consolato Usa di Chengdu. Wang, braccio destro di Bo nella campagna anti-criminalità inaugurata nel 2009, è rimasto per 24 ore all'interno del consolato prima di essere consegnato alla polizia, che, nel frattempo, aveva accerchiato l'edificio. Quello che Wang Lijun ha detto o i documenti che ha presentato ai funzionari Usa non è noto interamente ancora oggi e molto probabilmente rimarrà uno dei segreti meglio custoditi di Pechino. Tra le supposizioni c'è quella secondo la quale Wang avesse consegnato agli americani prove dell'omicidio Heywood, per il quale, ieri, Gu Kailai è stata formalmente accusata, ma l'ex braccio destro di Bo Xilai a Chongqing era in possesso anche di altre informazioni sensibili: Wang Lijun aveva messo in piedi con l'aiuto del suo mentore politico un sofisticato sistema di intercettazioni al quale nessuno, neppure il presidente Hu Jintao, era riuscito a sfuggire. Dalla periferica Chongqing, la coppia Bo-Wang ascoltava le parole che i leader volevano tenere segrete per prevenirne le mosse o guadagnarne il favore. O, forse, questo è il sospetto, tentare la strada del ricatto, per fermare chiunque avesse voluto sbarrare la strada alle ambizioni del leader di Chongqing.

 

Composto da tre filoni principali (l'omicidio Heywood, lo scandalo finanziario delle società offshore intestate a familiari e il tentativo di spionaggio agli alti vertici dello stato tramite le intercettazioni telefoniche) il caso Bo Xilai si presenta come una delle vicende più complesse e scottanti della Cina contemporanea. L'accusa formalizzata ieri nei confronti di Gu Kailai rappresenta il culmine fino a questo momento della saga giudiziaria della famiglia Bo, ma anche la decisione di procedere nei confronti dell'ex leader solo per il caso di omicidio, il meno imbarazzante e il più facile da provare per il potere cinese, mai così minacciato nel recente passato dall'epurazione di uno dei suoi membri. A pochi mesi dal Congresso che sancirà il cambiamento della classe dirigente di Pechino, il tentativo messo in atto dal gotha del potere politico è evidente: archiviare il "dramma di Chongqing" come un caso di omicidio per una questione di soldi. Ma il caso Bo Xilai non si riduce a questo. E' stato piuttosto lo scontro tra due idee diverse di Cina, incompatibili tra loro: la Cina del turbo-capitalismo non ideologico che negli ultimi trenta anni ha guidato lo sviluppo del Paese, e la Cina in cui il potere, come era solito ripetere Mao Zedong, proveniva "dalla canna del fucile". Una Cina egualitaria e inconsapevole verso la quale i molti esclusi dalla "gloriosa" ricchezza invocata da Deng Xiaoping negli anni Ottanta provano ancora nostalgia. A questa Cina si richiamava Bo Xilai nel suo nostalgico amarcord dei tempi andati, quando era leader di Chongqing. Ma questa Cina, che continuerà ad esistere silenziosa anche senza di lui, oggi ha perso.


ARTICOLI CORRELATI

Caso Bo Xilai, Gu Kailai accusata di omicidio

Hu Jintao rivendica la propria eredità politica, dietro le quinte il caso Bo Xilai

Devillers in un video: "Parto senza costrizioni"

Il caso Bo Xilai: Eugenio Buzzetti su Radio Radicale

 

ARTICOLI PRECEDENTI

Inondazioni a Pechino, 37 le vittime, il web insorge


© Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci