Finanza

Riserve valutarie Pechino
ai minimi da maggio 2012

Riserve valutarie Pechino<br /> ai minimi da maggio 2012


Di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 8 feb. - Le riserve in valuta estera cinesi si sono assottigliate di quasi cento miliardi di dollari a gennaio (99,5 miliardi) scendendo ai minimi degli ultimi tre anni a quota 3230 miliardi di dollari. La caduta di gennaio è di poco inferiore al record negativo stabilito a dicembre 2015, quando in un mese le riserve sono crollate di 107,9 miliardi di dollari, e al di sotto delle aspettative degli analisti, che la davano a 120 miliardi di dollari. Il risultato è in parte dovuto, per gli analisti, ad alcune misure restrittive sulle fuoriuscite di capitali messe in atto dalla stessa banca centrale cinese. Nel 2015, però, le riserve sono calate di oltre 500 miliardi di dollari, segnando il primo declino annuale di sempre.

Il vistoso calo delle riserve valutarie è dovuto soprattutto agli sforzi del governo di sostenere la valuta cinese. Allo stesso tempo la banca centrale nelle scorse settimane ha iniettato massicce dosi di liquidità nel sistema finanziario, una misura che per molti analisti rappresenta una manovra per controllare al meglio la liquidità del sistema senza ricorrere al taglio dei requisiti riserva obbligatori delle banche. Intanto, il governo si prepara al varo delle riforme strutturali dell’economia, con i primi annunci, che riguardano soprattutto i comparti industriali in maggiore crisi, come quelli del carbone e dell’acciaio, che vedranno ridotte le quote di produzione e dei quali il governo favorirà i processi di fusioni e acquisizioni per rendere i gruppi del settore più competitivi sul mercato.

Lo stesso primo ministro, Li Keqiang, prima della pausa per le celebrazioni del capodanno cinese, aveva rassicurato economisti e accademici delle intenzioni del governo di continuare lungo la strada delle riforme e delle aperture del sistema, misure, ha spiegato, che permetteranno di evitare l’hard landing e l’eccessivo deprezzamento del renminbi, la valuta cinese. La crescita del 2015, ha poi sottolineato Li, avrebbe potuto essere superiore al dato finale del 6,9% - ai minimi degli ultimi 25 anni - se le condizioni internazionali fossero state più favorevoli.

 

08 FEBBRAIO 2016

 

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