Finanza

BORSE ANCORA NEGATIVE, GOVERNO
INTERVIENE DOPO LUNEDI' NERO

BORSE ANCORA NEGATIVE, GOVERNO <br />INTERVIENE DOPO LUNEDI  NERO


Di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest 

 

Pechino, 05 gen. - Borse cinesi ancora negative dopo il tonfo di ieri, che ha trascinato al ribasso le piazze internazionali. La seduta di oggi è stata segnata da una forte volatilità dei mercati, con l'indice Composite della Borsa di Shanghai che ha chiuso la seduta in calo dello 0,26%, a 3287,71 punti, dopo un calo di oltre il 3% nel corso della sessione pomeridiana, mentre Shenzhen ha terminato le contrattazioni in ribasso dell'1,36%. In calo anche la piazza di Hong Kong, che ha segnato una perdita dello 0,65% a fine giornata. A mercati aperti, la People's Bank of China ha iniettato 130 miliardi di yuan (venti miliardi di dollari) - l'intervento più massiccio da settembre scorso - per prevenire una crisi di liquidità sul mercato finanziario, anche se la mossa non ha fermato la caduta delle azioni nelle ultime ore della seduta di oggi.

Per fermare le emorragie sui mercati, è intervenuto anche il governo che tramite fondi statali ha comprato azioni ed esteso, finora solo verbalmente, il divieto di venderle per i grandi investitori, secondo quanto riferito dalla China Securities Regulatory Commission, l'ente regolatore dei listini. Il divieto di vendita di azioni, inizialmente della durata di sei mesi, per chiunque detenesse una partecipazione di oltre il 5% di qualsiasi titolo quotato sulle piazze cinesi era stato introdotto l'8 luglio scorso, dopo i primi crolli di Borsa della scorsa estate, ed era in scadenza proprio in questi giorni, venerdì prossimo.

Con il nuovo intervento, il governo ha cercato di contenere le emorragie dopo le perdite di ieri, pari a 590 miliardi di dollari, quando per la prima volta le contrattazioni sono state sospese dal sistema di interruzione dei mercati introdotto lo scorso anno. Ieri Shanghai aveva chiuso in ribasso del 6,98%, mentre Shenzhen era crollata dell'8,2%. A preoccupare gli investitori, anche lo stato di salute dell'economia cinese, con i primi dati usciti nel nuovo anno che segnalano una nuova contrazione nel settore manifatturiero relativa a dicembre scorso, e i risultati di esercizio per il 2015 avviati al tasso di crescita più basso degli ultimi 25 anni: nel terzo trimestre la crescita è stata del 6,9%, e per il 2015, il governo prevede una crescita attorno al 7%.



 

TONFO DEL 7% IN BORSA, 2016 APRE IN ROSSO

 

Pechino, 4 gen. - Crollano le Borse cinesi nel primo giorno di contrattazioni del 2016, azionando per la prima volta il sistema di interruzione dei mercati nel giorno del suo esordio. Gli scambi sulle piazze di Shanghai e di Shenzhen sono stati sospesi alle 13.28 di oggi - le 6.28 del mattino in Italia - dopo che le azioni sono calate di oltre il 7%, azionando il sistema di interruzione dei mercati - attivo da oggi - che prevede l'interruzione delle contrattazioni fino a fine giornata nel caso di ribassi (o di rialzi) superiori al 7% dei titoli dell'indice Csi 300, che calcola la performance dei trecento maggiori titoli cinesi di classe A quotati sia a Shanghai che a Shenzhen. L'indice Composite della Borsa di Shanghai si è fermato a 3296,66 punti, in ribasso del 6,98%, mentre la Borsa di Shenzhen è crollata dell'8,2%, prima della fine anticipata delle contrattazioni. L'interruttore di mercati era già stato azionato nel corso della seduta, con un'interruzione di quindici minuti dopo le emorragie delle prime ore di contrattazioni: a metà mattina, ora locale, Shanghai perdeva oltre il 4%, mentre Shenzhen segnava un ribasso del 5,22%.

 

Il calo di oggi è il più grave dal 27 novembre scorso, quando la Borsa di Shanghai aveva perso il 5,48%, la perdita più ampia in una singola giornata di contrattazioni dal 25 agosto scorso. A incidere sui cali di oggi ci sono le cattive performance del manifatturiero: l'indice Pmi calcolato da Caixin ha segnato un'ulteriore contrazione a dicembre, per il quinto mese consecutivo, sceso a quota 48,2 dal 48,6 a novembre. Ogni dato al di sotto del valore 50 indica una contrazione del mercato, mentre al di sopra di questa soglia si registra un'espansione. Inizio d'anno negativo anche per le altre piazze asiatiche. Poco prima della chiusura viaggia negativa anche Hong Kong, con l'indice Hang Seng in ribasso del 2,7%; a Tokyo perde 528,73 punti anche il Nikkei 225, che termina in ribasso del 3,06%, ai minimi da quasi dieci settimane.

 

Il "circuit breaker" dei mercati cinesi è stato testato il mese scorso, dopo la decisione di introdurlo a settembre. Per fermare i crolli delle piazze cinesi della scorsa estate, il governo cinese era intervenuto pesantemente sui mercati, introducendo forti restrizioni per i gruppi di intermediazione finanziaria e impedendo le vendite allo scoperto. Il circuit breaker entra in azione quando le azioni dell'indice Csi 300 scendono di oltre il 5%, fermando le contrattazioni per quindici minuti, o quando scendono del 7%, ponendo fine alla seduta. Il crollo di oggi arriva a pochi giorni dal termine dei sei mesi dall'introduzione del divieto di vendere azioni da parte di investitori che detengono oltre il 5% di azioni di un titolo, annunciato a luglio scorso dalla China Securities Regulatory Commission, la "Consob" cinese: ancora non è chiaro se il divieto verrà esteso o eliminato e il mancato intervento del governo per sostenere il prezzo delle azioni viene visto da alcuni analisti anche come un banco di prova per testare la reazione degli investitori istituzionali nel caso di termine del divieto.


BORSE EUROPEE: CHIUDONO IN FORTE CALO PER CINA E TENSIONI M.O.

 

Chiusura in forte calo per le borse europee a causa del calo delle piazze cinesi e delle tensioni tra Arabia Saudita e Iran. Il 2016 non si apre bene per le piazze finanziarie del vecchio continente, a Londra l'Ftse 100 cede il 2,39% a 6.093,43 punti, a Parigi il Cac 40 arretra del 2,47% a 4.522,45 punti, a Francoforte il Dax perde il 4,28% a 10.283,44 punti. In calo anche Milano a -3,20%. In forte ribasso Wall Street con il Nasdaq a -3,02% e il Dow Jones a -2,49%.

 

05 GENNAIO 2016

 

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