Energia

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Cina punta sul nucleare
e sulle rinnovabili

Cina punta sul nucleare <br />e sulle rinnovabili


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 13 gen. - La Cina punta sul nucleare e sulle rinnovabili per la produzione di energia elettrica e per uno sviluppo economico sostenibile. Durante una riunione di lavoro della Conferenza Consultiva Politica del Popolo, settimana scorsa, il maggiore organo consultivo della Cina ha stabilito che il Paese dovrebbe puntare sui progetti di energia nucleare, lo sviluppo dell'energia idroelettrica, l'energia solare e quella eolica, che sta vivendo una stagione di boom in Cina ed entro il 2020 dovrebbe arrivare a contare per 200 gigawatt di energia installata e connessa alla rete, rispetto ai 75 gigawatt di oggi. Durante la riunione, Yu Zhengsheng, membro del Comitato Permanente del Politburo e presidente della Conferenza Consultiva, ha sottolineato l'importanza della messa in sicurezza degli impianti nucleari.


L'ultima prova che energia nucleare e fonti rinnovabili possono andare d'accordo è arrivata il 7 gennaio scorso, quando la Yingli Solar, azienda leader nel fotovoltaico, ha stretto un accordo di joint venture con la China National Nuclear Corporation per sviluppare progetti di energia solare distribuita in tutto il Paese, che è stato salutato come un progetto in linea con gli obiettivi del governo di "promozione della civilizzazione ecologica e dello sviluppo sostenibile". L'importanza delle rinnovabili, e in particolare dell'eolico, è stata sottolineata di recente in un'inchiesta condotta dalla BBC, in cui emerge che nei prossimi sei anni, la produzione di energia proveniente dal vento arriverà a 200 gigawatt, rispetto ai 75 gigawatt di oggi. Ma è il nucleare a segnare i punti più importanti, nelle prime settimane del 2014. Il 4 gennaio scorso, è entrato in funzione il reattore Nigde-2 della centrale nucleare nucleare di Fuqing, nella provincia costiera del Fujian: si tratta del ventesimo reattore nucleare di grandi dimensioni attivo in Cina. Il nucleare è stato anche al centro di un accordo il Pakistan, che il primo ministro Li Keqiang definisce "un alleato per tutte le stagioni" della Cina: negli ultimi giorni del 2013, la Cina ha confermato il sostegno al nucleare pakistano con un prestito da 6,5 miliardi di dollari per la costruzione di due impianti gemelli nella città portuale di Karachi.

 

Pechino pensa in grande sul nucleare, e in maniera non convenzionale. Secondo quanto scriveva la Reuters in un'inchiesta condotta alla fine dello scorso anno, gli scienziati dell'Accademia delle Scienze di Shanghai stanno lavorando allo sviluppo di reattori alimentati a torio (di cui il Paese è ricco) invece che a uranio. Per il progetto hanno a disposizione un budget di 350 milioni di dollari, e il think-tank governativo cinese può giovarsi di un protocollo d'intesa firmato nel 2011 con il Dipartimento per l'Energia degli Stati Uniti. Dalla sua, il nucleare cinese ha un padrino d'eccezione: Jiang Mianheng, figlio dell'ex presidente Jiang Zemin, che nel 2010 aveva visitato l'Oak Ridge National Laboratory, l'istituto governativo statunitense che tra i primi ha sviluppato a uso commerciale e militare l'energia nucleare, e nel 2011 ha siglato l'accordo con il Dipartimento di Energia Usa, anche se ha poi precisato in una conferenza a Shanghai, che il progetto di svilupo del torio è "al 100 finanziato dal governo centrale" cinese.

 

La strada verso la commercializzazione della tecnologia per lo sviluppo di energia nucleare alimentata dal torio è ancora lunga: il termine fissato è il 2040. Nel frattempo, Pechino continuerà a sviluppare reattori di dimensioni sempre maggiori e a impiegare sempre più scienziati per sviluppare il nucleare pulito. La centrale dello sviluppo di questa tecnologia è lo Shanghai Institute of Applied Physics, sotto la supervisione della stessa China National Nuclear Corporation, l'ente governativo per lo sviluppo del nucleare. Il nucleare pulito rappresenta la scommessa cinese sul lungo periodo alla riduzione dell'energia proveniente dal carbone: Pechino punta ad avere 58 gigawatt di energia nucleare connessa alla rete elettrica entro il 2020, circa cinque volte la quota attuale, 12,7 gigawatt.

 

15 gennaio 2014

 

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