Economia

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SHANGHAI CHIUDE IN CALO DEL 3,55%
Pesano timori per economia

SHANGHAI CHIUDE IN CALO DEL 3,55% <br />Pesano timori per economia


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 15 gen. - Borse cinesi di nuovo negative e in territorio ribassista, in chiusura di settimana. La Borsa di Shanghai ha perso oltre il 20% rispetto al massimo del 22 dicembre scorso e circa il 18% dall’inizio dell’anno e ha chiuso ai minimi da dicembre 2014. L’indice Composite era in ribasso del 3,55% in chiusura, oggi, al valore minimo dalle turbolenze di agosto scorso e scendendo di nuovo sotto la soglia dei tremila punti, poco al di sopra dei 2900. L’indice Csi 300, dove sono quotate le azioni di classe A cinesi, ha invece ceduto il 3,2% a 3118,73 punti.

 

I ribassi di oggi sono da imputare, per gli analisti, alle preoccupazioni degli investitori sulla volatilità dello yuan, che nei giorni scorsi la People’s Bank of China ha cercato di calmare, e dagli ultimi dati provenienti dalla stessa banca centrale, secondo cui i prestiti a dicembre hanno subito un calo su base mensile alimentando le preoccupazioni degli analisti sullo stato di salute dell’economia cinese. A contribuire al forte calo pomeridiano sono poi intervenute anche le voci diffusesi nelle ultime ore secondo cui alcune banche a Shanghai hanno deciso di non accettare più le azioni di titoli non quotati al Csi 300 come collaterale in cambio di prestiti.

 

I crolli di inizio anno hanno evidenziato la mancanza di fiducia degli investitori nelle istituzioni, dopo gli interventi di settimana scorsa del governo per limitare la vendita di azioni da parte degli investitori che detengono oltre il 5% di un titolo e la decisione di sospendere il meccanismo di interruzione dei mercati - il circuit breaker, durato appena quattro giorni - dopo le prime disastrose sedute di inizio anno. Stabile lo yuan quotato sulle piazze cinesi anche se ha perso circa il 5% del proprio valore dalla svalutazione di agosto scorso: torna ad accentuarsi il divario con le quotazioni sulle piazze offshore, dove lo yuan subisce un deprezzamento di circa l’1,1% rispetto alle quotazioni onshore a causa soprattutto del dollaro forte. Le aspettative sono per un protrarsi del deprezzamento, secondo gli analisti. Il Fondo Monetario Internazionale ha richiamato la Cina alla chiarezza sul cambio dello yuan. In ribasso anche la altre piazze asiatiche, a cominciare da Tokyo che cede lo 0,54%, dopo un inizio di seduta in rialzo, per i timori sulla tenuta dell’economia globale.

 

15 GENNAIO 2016

 

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