Economia

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Economia cinese rallenta
e borse aprono in rosso

Economia cinese rallenta <br />
e borse aprono in rosso


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 20 feb - Le previsioni dell'indice manifatturiero cinese calcolato da HSBC fanno scendere i titoli cinesi. La proiezione per i dati di febbraio danno il settore a 48,3, al di sotto di quota 50, e quindi in fase di contrazione, e in caduta rispetto anche ai dati del mese scorso, quando il PMI (Purchasing Managers' Index) si era stabilizzato a quota 49,5. Gli ultimi dati indipendenti contrastano con i dati ufficiali, che hanno visto a gennaio scorso una ripresa delle esportazioni a gennaio, in aumento del 10,6% su base annua, e una ripresa di fiducia nel mercato interno da parte degli investitori stranieri con gli investimenti diretti esteri in aumento del 16,1% su base annua.

Pressoché invariato l'indice Composite di Shanghai, che ha registrato un +0,1% a 2144,19 punti intorno alle 14.30 di oggi. Perde terreno, invece, l'indice MSCI, cedendo l'1,2% alle 3:05 di oggi a Hong Kong. In calo anche lo yuan sempre sulla piazza di Hong Kong che perde lo 0,2% nel cambio sul dollaro: la valuta cinese viene scambiata a 6,0594 sul biglietto verde.

In controtendenza Sinopec, che corre in Borsa dopo la decisione di ieri del board societario di aprire ai privati il settore retail. Gli investitori potranno detenere una partecipazione fino al 30%, con ricavi previsti per il gruppo superiori ai venti miliardi di dollari. Il maggiore raffinatore d'Asia è stato il primo gruppo del settore energetico cinese a muoversi in questo senso, secondo le decisioni prese dal terzo plenum del Comitato Centrale del partito, lo scorso novembre. Il titolo ha guadagnato ieri alla borsa di New York l'8,4%, a 83,51 dollari, il livello più alto degli ultimi due mesi. Buon risultato anche per PetroChina, che ha guadagnato il 3,9% sulla piazza di Hong Kong.

La banca centrale cinese ha drenato 60 miliardi di yuan dal mercato con lo strumento dei pronti contro termine a 14 giorni e al 3,8%. Si tratta del secondo intervento di questo tipo nel corso di questa settimana, dopo i 48 miliardi di yuan messi all'asta martedì scorso per pompare liquidità a breve termine nel sistema. Il tasso di prestito overnight è sceso ai livelli più bassi degli ultimi dieci mesi in corso di contrattazioni, a 1,99%. In calo di otto punti base ai minimi da novembre scorso anche il tasso medio ponderato delle operazioni di rifinanziamento a sette giorni, al 3,68%.

Le previsioni negative per il manifatturiero cinese hanno generato contraccolpi anche sulle piazze europee, che hanno registrato cali in apertura: l'indice FTSE 100 a Londra perde 0,79% a 6742,42 punti, mentre il Cac 40 di Parigi segna un -0,99% a inizio seduta a 4298,07 punti. In arretramento anche il Dax 30 di Francoforte, che perde l'1,48% a 9516,98 punti. Netto ribasso anche per la Borsa di Milano, con l'indice Ftse Mib che apre a -1,21% a 20194 punti.

La Borsa di Tokyo ha chiuso in perdita del 2,15%. Il Nikkei ha lasciato sul terreno 317,35 punti per finire a quota 14.449,18. Anche l'euro apre in lieve calo sopra quota 1,37 dollari.


La moneta unica passa di mano a 1,3734 dollari e a 139,81 yen. Si rafforza la divisa giapponese che avanza anche nei confronti del biglietto verde a 101,79. Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi apre invece stabile a 193 punti, in linea con la chiusura di ieri. Il rendimento si attesta al 3,59%. Sempre piu' vicino anche il differenziale Bonos/Bund, che segna 190 punti per un tasso del 3,57%. Infine i prezzi del petrolio, che viaggiano in calo sui mercati asiatici. I contratti Wti con consegna a marzo cedono 24 centesimi a 103,07 dollari al barile mentre il Brent del mare del Nord con consegna ad aprile lascia sul terreno 55 centesimi a 109,92 dollari al barile.



20 febbraio 2014

 

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