Economia

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Dopo 12 anni chiude
lo Yashow a Pechino

Dopo 12 anni chiude <br />lo Yashow a Pechino


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 7 gen. - Il 2014 che si è appena concluso ha decretato anche la fine, dopo dodici anni di attività, di uno dei baluardi del turismo pechinese. Il Sanlitun Yashow Clothing Market, più semplicemente noto come Yashow, smobilita e si rinnova, ma non è solo un'operazione di facciata. A cambiare saranno anche gli interni, e con essi, le tipologie di negozi e le merci in vendita. Il più noto dei "mercati del falso" pechinese lascerà il posto a un nuovo centro commerciale, che forse manterrà lo stesso nome, o forse no, ma che sarà qualcosa di diverso dal paradiso degli sconti sui marchi contraffatti e delle infinite contrattazioni con i negozianti.

 

Lo Yashow non è il solo centro commerciale delle imitazioni (e del falso) a chiudere i battenti a Pechino: sono ben trenta i centri commerciali di questo tipo che dovranno letteralmente sbaraccare entro fine anno, mentre altri 245 saranno ricollocati al di fuori della città a partire dal 2016, secondo quanto stabilito dall'amministrazione locale. I nuovi bazar cinesi sorgeranno in altri luoghi, non lontano: a Tianjin, o nella confinante provincia dello Hebei, comunque fuori dai confini della capitale,  secondo il volere del sindaco, Wang Anshun. Molti i fattori che hanno contribuito alla fine dello Yashow: un nuovo indirizzo economico dettato dall'alto; una politica di controllo dei prezzi più rigorosa, che il mese scorso ha portato anche all'aumento dei biglietti dei mezzi pubblici, fino al traffico congestionato e all'inquinamento. Lo Yashow non rientrava più nei disegni di una Cina in cerca di una "nuova normalità".

 

Assieme al Mercato della Seta- altro simbolo di una Cina low-cost, esclusa dai piani del governo centrale - lo Yashow era l'ultimo avamposto in centro città di quella Cina-fabbrica-del-mondo di molti frettolosi stereotipi. Con una punta di ironia, il magazine The Beijinger, mappa non ufficiale degli espatriati sugli eventi e le mode della capitale cinese, trovava nei giorni scorsi un lato "positivo" alla vicenda. "Se l'aumento dei prezzi dei trasporti pubblici richiede uno sforzo ulteriore al vostro portafogli, ecco una buona notizia, almeno potrete aggiudicarvi la vostra merce contraffatta preferita all'80% in meno".

 

Quello dello Yashow non è un vero e proprio addio: è un arrivederci al prossimo mese di aprile, quando riaprirà in una nuova veste, più glamour, che lo farà assomigliare agli altri centri commerciali della scintillante Sanlitun, dove non è prevista la contrattazione prima dell'acquisto. Dal 2002 antidoto al caro-vita, il centro commerciale del fake si era guadagnato già nel 2005 una menzione anche sulla guida di Pechino della Lonely Planet, che molto stringatamente, alla voce "Shopping" lo definiva come "cinque piani di praticamente ogni cosa tu possa avere bisogno". Il nuovo Yashow sarà, almeno dalle prime voci che circolano, più caro e più ridimensionato rispetto all'attuale. Molti rivenditori hanno già messo in conto di non tornare più: gli affitti saranno più cari e ancora molte incertezze gravitano sul restyling in pompa magna del vecchio edificio.

 

07 gennaio 2014

 

Photo courtesy of Alessandra Spalletta

 

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