Economia

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Anp: crescita 2013 al 7,5%
focus su occupazione

Anp: crescita 2013 al 7,5% <br />focus su occupazione <br />


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 5 mar. - Non si può crescere per sempre. E' arrivato il momento di pensare a uno sviluppo diverso. E' questo, in sintesi, il messaggio tra le righe di Wen Jiabao ai tremila delegati presenti all'apertura dei lavori del Congresso nazionale del Popolo, questa mattina. La grande cerimonia di apertura che sancisce anche il completamento del processo di transizione tra la quarta e la quinta generazione di leader ha sancito la fine del processo di crescita a tutti i costi che sembrava essere un mantra per Pechino. Il discorso di quasi due ore di Wen Jiabao ha stabilito i nuovi obiettivi per il Paese nel corso del 2013 e tracciato le linee guida per il futuro, condivise dalla nuova classe dirigente e già preannunciate negli scorsi mesi. La previsione di crescita per il 2013 sarà del 7,5%, in linea con la stima dello scorso anno (il Pil nel 2012 è stato del 7,8%), mentre l'inflazione dovrà essere contenuta al 3,5%, in diminuzione rispetto alle stime del 2012, che la davano al 4% per il 2012, e al di sopra del dato finale, a quota 2,6%. Il deficit, infine, non dovrebbe poi superare il 2% del Pil, a quota 1200 miliardi di yuan, equivalente a  circa 147,6 miliardi di euro, 400 miliardi di yuan in più della previsione dello scorso anno quando si era fermato a 850 miliardi di yuan, cifra pari all'1,6% del Pil.

LO SVILUPPO CORRE SU STRADA (FERRATA)

Il governo punta poi a rendere operativi 5200 chilometri di nuove linee ferroviarie, secondo quanto si afferma in un documento della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme, il potentissimo organo di pianificazione economica cinese, che sono il frutto dei fondi destinati alle infrastrutture provenienti dal pacchetto di stimoli da mille miliardi di yuan dello scorso anno. Il Ministero delle Finanze ha poi aumentato la quota di bond che le amministrazioni locali potranno emettere: la soglia per il 2013 è fissata in 350 miliardi di yuan, pari a poco più di 43 miliardi di euro. Lo scorso anno era di 250 miliardi di yuan. Le amministrazioni locali cinesi hanno un debito di 10700 miliardi di yuan, secondo quanto fissato nel 2011, e recentemente il default di alcune amministrazioni sarebbe stato evitato solo grazie a una proroga nella restituzione dei prestiti che dovevano maturare a fine 2012, una cifra, secondo i calcoli del Financial Times pari a 355,5 miliardi di euro (tremila miliardi di yuan). "Troverremo l'equilibrio -ha affermato Wen- tra la crescita economica, la stabilizzazione dei prezzi e le prevenzione di rischi finanziari".

9 MILIONI DI POSTI DI LAVORO NEL 2013

La crescita a tutti i costi, insomma, non è più possibile, come già affermato alcuni mesi fa da Li Keqiang, che assumerà il ruolo di primo ministro cinese al termine dei lavori del Congresso. Il progetto del governo è quello di un'estensione del benessere pur mantenendo un tasso di crescita più basso del passato. Entro fine anno, il governo cinese punta a contenere la disoccupazione urbana al di sotto del 4,6%, con l'obiettivo di creare nove milioni di posti di lavoro nel 2013. "Dobbiamo fare del benessere della popolazione sia il punto di partenza che di arrivo del lavoro del governo -ha dichiarato il primo ministro uscente nel discorso di apertura dei lavori del Congresso Nazionale del Popolo- dare a questo obiettivo priorità assoluta, e rafforzare lo sviluppo sociale". Di fronte ai tremila delegati presenti alla Great Hall of People, Wen ha espresso le proprie preoccupazioni sulle condizioni di vita di una fetta della popolazione ancora estranea ai benefici del progresso degli ultimi trenta anni. Il modello di sviluppo che la Cina dovrà seguire dovrà essere fondato su priorità diverse rispetto al passato: al centro dell'attenzione ci sono la riduzione degli sprechi, il miglioramento del settore dei servizi che fungerà da volano all'occupazione, e altri programmi sociali, tra cui la possibilità di acquistare case a prezzo calmierato per quella classe media che negli ultimi anni ha visto erodersi progressivamente le possibilità di diventare proprietaria di immobili, a causa del surriscaldamento dei prezzi. Il budget di spesa crescerà del 10% rispetto al dato dello scorso anno, a 13800 miliardi di yuan, circa 1700 miliardi di euro. Tra le altre misure, entro fine anno è previsto un aumento del 10% delle pensioni minime per chi ha lavorato per imprese private e un aumento nelle spese per l'assistenza sociale ancora non quantificato a favore dei gruppi più a rischio di povertà.

EMERGENZA AMBIENTE

Ma il discorso di Wen si sofferma anche su dati non visibili nel Pil, come le condizioni ambientali, con l'inquinamento che ha sconvolto l'aria, la terra e i corsi d'acqua del Dragone, e reso la vita più difficile per i suoi cittadini. "Per rispondere alle aspettative della gente di vivere in un buon ambiente -afferma ancora Wen- dobbiamo concentrarci sul miglioramento ecologico e sulla protezione ambientale, fattori che influiscono sul livello di benessere e sul futuro della nostra nazione". A gennaio scorso, l'inquinamento atmosferico in molte aree della Cina centrale e nord-orientale, tra cui la capitale, aveva raggiunto i livelli più alti di concentrazione di polveri sottili da quando sono attive le misurazioni. Per settimane, il cielo sopra Pechino si era presentato ammantato di una corte di nebbia e miasmi che aveva prodotto danni alla salute dei più deboli. L'inquinamento delle falde acquifere e del suolo è stato testimoniato da alcuni dati del Wwf del dicembre scorso, secondo i quali, la Cina avrebbe un consumo pari a circa due volte e mezzo la propria biocapacità -cioè l'abilità di rigenerare risorse naturali e assorbire le emissioni di carbonio- in ben 25 delle sue province, lasciando escluse solo le aree interne, più arretrate. Alcuni dati spiegano più di mille parole il fenomeno: dal 1980 al 2006, i delfini sullo Yangtze sarebbero diminuiti del 99,4%, mentre i coccodrilli dal 1955 al 2010 sarebbero scesi del 97%, a causa delle massicce deforestazioni e della cementificazione selvaggia.

LOTTA ALLA CORRUZIONE E "GOVERNO PULITO"

L'ultimo messaggio riguarda, invece, la lotta alla corruzione, abbracciata da Xi Jinping sin dai primi giorni come segretario generale del partito. "Dobbiamo -conclude Wen- combattere la corruzione con risolutezza, rafforzare l'integrità della politica e stabilire istituzioni che pongano fine a un'eccessiva concentrazione di poteri, per assicurare che i funzionari siano onesti, che il governo sia pulito e che gli affari pubblici siano trattati con integrità". Più facile a dirsi che a farsi, questo ultimo passaggio. Il nuovo governo cinese dovrebbe vedere una diminuzione dei ministeri da 28 a 18, ma una crescita di "super-ministeri", e anche le authority bancarie potrebbero essere ridotte a un unico ente che abbia in carico il regolare svolgimento delle operazioni di banche e assicurazioni. Lotta alla corruzione, protezione ambientale, e sicurezza alimentare sembrano i temi tra cui si concentrerà il Congresso Nazionale del Popolo: tutte riforme che piacciono alla classe media e che potrebbero fare slittare altre riforme più urgenti, come quella dell'hukou, il sistema di registrazione familiare, che migliorerebbe le condizioni di vita dei lavoratori migranti spesso esclusi dalle statistiche ufficiali. Al termine dei lavori dell'Assemblea, si conosceranno i nomi dei dieci nuovi ministri che comporranno il Consiglio di Stato, l'organo di governo cinese. Le previsioni sulle possibili direzioni che il nuovo esecutivo possa prendere sono, intanto, già partite, equamente divise tra le teorie dei più possibilisti e quelle degli scettici. C'è chi ritiene che Xi Jinping dovrà consolidare ancora il proprio potere al vertice, e chi vede nella maggioranza di membri del Comitato Permanente uomini vicini a Jiang Zemin, un fattore che potrebbe aiutare il nuovo presidente cinese a partire già con riforme coraggiose, ora che i primi cento giorni di governo si sono esauriti e i nuovi leader dovranno fare sul serio per guadagnare (o riguadagnare) la fiducia dei cittadini.

I SUCCESSI DELL'ERA HU-WEN

Il governo ha poi ricordato anche i progressi raggiunti negli ultimi cinque anni. Al momento del definitivo passaggio di consegne tra la quarta e la quinta generazione di leader, la classe politica uscente ha voluto dedicare uno spazio anche agli obiettivi che il Paese ha raggiunto nella seconda fase dell'era Hu-Wen. La progressione del Pil è passata da 26600 miliardi di yuan a 51900 lo scorso anno, portando la Cina a diventare la seconda economia del pianeta, mentre il reddito pro-capite nelle aree urbane è salito dell'8,8%, e quello dei residenti nelle aree rurali del 9,9%. Il governo ha speso per l'educazione circa 7800 miliardi di yuan, a un tasso di crescita del 21,58% all'anno fino a raggiungere un totale del 4% del Pil nel 2012. Il sistema assicurativo per il pensionamento ha coperto sia i cittadini delle aree urbane che di quelli delle aree rurali, con un totale di 790 milioni di persone che si avvantaggiano di diversi piani assicurativi. Il sistema sanitario, poi, secondo i dati del governo, copre l'intera popolazione, che oggi ha un'aspettativa di vita di 75 anni. Il consumo di energia elettrica è infine diminuito del 17,2% per unità di Pil e le emissioni di diossido di zolfo sono diminuite del 17,5%.

 


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