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Maxxi: alla guida il cinese Hou
con il cuore a San Francisco

Maxxi: alla guida il cinese Hou<br />con il cuore a San Francisco


di Sonia Montrella

Twitter@SoniaMontrella


hanno collaborato Wang Jing e Giovanna Tescione

 

Roma, 1 ago. - Un cinese alla guida artistica di un museo italiano: una novità nel panorama nazionale che porta il nome di Hou Hanru, designato alla direzione del Maxxi di Roma. Hou per sei anni ha diretto le Esibizioni del San Francisco Art Institute, ha curato nel 2005 la Biennale di Tirana, successivamente quelle di Istanbul e Lione e il Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Ma anche in Italia il suo non è un volto nuovo. Nel 1999 Hou vi approda per la prima volta per la realizzazione del Padiglione francese alla Biennale di Venezia. Tornerà spesso: nel 2003 per curare progetti artistici pubblici in sei città toscane e nel 2007 sempre nella Serenissima.

 

Hou, 50 anni, consegue un master nel 1988 presso all'Accademia delle Belle Arti di Pechino. Subito dopo si trasferisce a Parigi dove nei primi anni si mantiene grazie a un lavoro in un ristorante e alla realizzazione di murales su commissione.

 

Raccontò qualche anno fa al quotidiano Nanfang Zhoumo: "Era il 1993 e mi venne un'idea: creare piccole esposizioni d'arte nel corridoio del minuscolo appartamento in cui vivevo a Parigi. Allora le fiere fuori dai musei non erano così comuni; la mia esposizione durò più di un anno, ogni mese arrivavano più di cento persone ad ammirare le opere. Attirai così l'attenzione della stampa e degli artisti locali. E' successo tutto in modo molto naturale".

 

Nel 1997 Hou cura la fiera itinerante dal tema "Le città in movimento" che durò tre anni e riunì più di 140 artisti in sette diverse città del mondo. A chi gli chiede che criterio adotta per scegliere le opere Hou risponde: "Sia in Cina che all'estero, a me interessa il rapporto tra l'arte e la società. Nell'arte non basta che un'opera sia bella, ma è importante che abbia un impatto e un ruolo nella sulla società. Da un lato l'arte è una voce diversa della società, una voce critica, dall'altra, si esprime in un linguaggio che non può essere sostituito con nient'altro, dando alla gente un messaggio di speranza" ha spiegato al Nanfang Zhoumo.

 

"Nelle mostre - continua Hou - le opere degli artisti non insegnano o spiegano, ma si esprimono con un linguaggio poetico e metaforico. Tutti abbiamo bisogno di sognare". Quanto al suo di sogno, Hou dice: "Il massimo per me è organizzare una fiera con artisti del posto in modo che l'esibizione sia pregna di aspetti locali. Per questo riservo ampio spazio al dialogo con le persone che vivono in quella citta'".

 

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