Cultura

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Attivisti nudi in strada
contro il Nobel a Mo Yan

di Giovanna Di Vincenzo
Twitter@GioDiVincenzo


 

Milano, 11 dic.- Mentre lunedì pomeriggio Mo Yan riceveva il Nobel per la Letteratura dalle mani del re Carlo Gustavo di Svezia, per le strade di Stoccolma due attivisti cinesi protestavano contro l'assegnazione del Nobel ad un autore che definiscono "connivente con il regime".

Secondo quanto riportato da Radio Free Asia, l'artista Meng Huang, con l'aiuto dello scrittore Liao Yiwu, ha tentato di raggiungere nudo l'ingresso della Sala dei Concerti dove si stava svolgendo la cerimonia di consegna dei premi. Un video pubblicato sul sito della televisione svedese, Sveriges Television, riprende l'intera scena: sullo sfondo innevato della capitale della capitale svedese, i due attivisti prendono la ricorsa, uno dei due è nudo e lancia un grido fortissimo, ma mentre tentano di avvicinarsi alla porta dell'edificio, vengono bloccati dalla polizia locale che li carica su un'automobile.

"Gli uomini erano ubriachi, non ci hanno detto il motivo per cui hanno reagito così, li interrogheremo quando saranno sobri"- ha dichiarato un funzionario di polizia svedese.

Il motivo lo svelano gli stessi artefici della contestazione su Twitter, e non era difficile da immaginare dal momento che Liao Yiwu è uno dei più convinti oppositori del conferimento del Nobel a Mo Yan. L'autore aveva già annunciato l'iniziativa qualche ora prima sul proprio account Twitter: "Io e Meng siamo giunti a Stoccolma per manifestare contro Mo Yan alla cerimonia pomeridiana di consegna dei Nobel".

I due attivisti hanno trascorso 7 ore in carcere e poi sono stati rilasciati. "Siamo felici dell'ottimo lavoro svolto. Siamo rientrati sorridenti in albergo ma anche un po'stanchi, il letto della prigione era terribile".
Liao Yiwu ha trascorso 4 anni in prigione in Cina per aver scritto la poesia "Massacro", dedicata alla repressione di Piazza Tian'anmen del 1989. Lo scrittore adesso vive in esilio in Germania dal 2010 dopo una difficile fuga dalla Cina. Riguardo la decisione dell'Accademia Svedese di conferire il premio all'autore di "Sorgo Rosso", Liao aveva dichiarato: "Questo è uno dei più grandi errori nella storia dei Nobel", accusando Mo Yan di essere un "poeta di stato".

Martedì Le Monde ha dedicato un'intera pagina a un articolo dello scrittore in esilio, dal titolo "Libertà per la letteratura cinese", in cui reitera le critiche contro Mo Yan e promuove l'appello per la liberazione di Li Bifeng, poeta dissidente condannato a fine novembre a 12 anni di prigione per frode e per aver finanziato la fuga di Liao. Sono più di 300 i firmatari dell'appello, promosso anche da Ai Weiwei, Ha Jin, scrittore cinese residente negli Usa e dalla vincitrice del Nobel 2009, la scrittrice rumena Herta Müller.

Questa richiesta si aggiunge a quella firmata da 134 premi Nobel per la liberazione di Liu Xiaobo, vincitore del Nobel per la Pace nel 2010, attualmente in carcere per avere promosso e firmato Charta08, un manifesto per chiedere l'introduzione della democrazia in Cina. Mo Yan non è tra i firmatari dell'appello, sebbene ad ottobre si fosse timidamente pronunciato per il rilascio di Liu.

 

 

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