Costume e società

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Tennis: la vittoria di Li Na,
e' polemica su denaro pubblico

Tennis: la vittoria di Li Na,
<br />e  polemica su denaro pubblico


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 29 gen. - Li Na non ha un buon rapporto con lo sport cinese e la tennista più famosa della Cina lo ha confermato anche nelle ultime ore, dopo la vittoria agli Open d'Australia di sabato scorso. Durante il suo ritorno a casa, nello Hubei ha incontrato dirigenti sportivi e politici locali, ai quali non ha dedicato neppure un sorriso. La freddezza della trentunenne campionessa ha sfiorato (ma forse è meglio dire che ha superato) l'imbarazzo quando ha posato di fronte ai fotografi assieme al segretario del Partito Comunista della sua provincia, Li Hongzhong, con in mano un maxi-assegno da 800mila yuan (circa centomila euro) dono dell'amministrazione provinciale per la vittoria nel prestigioso torneo. Un imbarazzo a cui sono seguite le polemiche degli utenti di Weibo, che sulla piattaforma di social network hanno criticato l'amministrazione provinciale per lo sperpero di denaro pubblico e, al contempo applaudito la tennista per il titolo e per la decisione di lasciare il tennis cinese, anni fa. "L'espressione di Li Na dice tutto - scrive uno di loro - E' un'atleta professionista che non ha bisogno che il popolo le dia niente".

 

Le immagini della triste Li Na in Cina hanno preso il posto nel giro di poche ore di quelle ben più felici della campionessa sulla spiaggia di Melbourne, con in mano una bottiglia di champagne e il trofeo appena conquistato. Una raggiante Li Na, in conferenza stampa dopo la vittoria, aveva ringraziato il marito, Jiang Shan, l'allenatore, Carlos Rodriguez, e scherzosamente anche il suo agente, Max Eisenbud, per averla "resa ricca", ma non ha fatto alcun cenno invece al supporto della Cina e tantomeno alla federazione tennistica cinese, la China Tennis Association, dalla quale era uscita nel 2008. Del mancato cenno alla madrepatria, la stampa cinese sembra non essersi accorta, dopo che nei giorni scorsi i media nazionali avevano seguito tutto il percorso di Li Na agli Open d'Australia, e ne hanno celebrato la vittoria in finale contro la slovacca Dominika Cibulkova. Anzi, la Xinhua, in un articolo comparso al termine del torneo, ha scritto che la vittoria della trentunenne tennista cinese "non sarebbe stata possibile senza  il tempo passato nella squadra nazionale" di tennis. Nel profilo biografico dedicato alla campionessa cinese, la Xinhua non fa menzione della sua uscita dal tennis cinese di sei anni fa.

 

A dare man forte a questa interpretazione è il Global Times che qualche giorno fa scriveva che "il suo successo è il migliore ringraziamento" e che oggi che taglia corto sulle polemiche: nonostante la strada intrapresa dalla tennista sia diversa rispetto alla scelta più consueta di fare parte della federazione nazionale, scrive il tabloid cinese, "il suo trionfo non può essere una ragione valida per abbandonare il sistema sportivo statale della Cina". Di opinione molto diversa i fan dell'atleta e i commentatori di Weibo. Tra il serio e il faceto, uno di loro commenta: "E' vero, senza il supporto statale, Li Na non avrebbe vinto il torneo a 31 anni. Lo avrebbe vinto a 21". In molti hanno poi commentato come le capacità di un'atleta possono venire a galla anche senza l'appartenenza alla federazione nazionale.

 

La tacita polemica di Li Na contro il tennis cinese ha avuto anche un altro risvolto, non sportivo, questa volta. La tennista ha dichiarato nelle scorse ore che non accetterà l'invito della CCTV a partecipare al tradizionale show di capodanno che andrà in onda la sera del 30 gennaio, appuntamento imprendibile per milioni di cinesi, che saluteranno alla mezzanotte, l'inizio dell'anno del Cavallo. Forse per mitigare il rifiuto della tennista, CCTV ha tenuto a precisare che Li ha spento il cellulare dopo la vittoria al Melbourne Park e che lei stessa ha fatto sapere che non avrebbe accettato alcun invito a eventi pubblici le fosse stato rivolto. Qualunque motivazione nasconda il suo no a ritrovi mondani, di certo c'è l'attitudine della tennista cinese, esemplificata nel titolo della sua biografia, uscita in Cina a fine 2012: Playing myself. "Non posso rappresentare altri che me stessa" aveva dichiarato la campionessa al New York Times lo scorso anno. In tutti i sensi, Li Na gioca da sola.

 

29 gennaio 2014

 

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