Ambiente

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Nasce la prima
assicurazione contro lo smog

Nasce la prima <br />assicurazione contro lo smog


di Sonia Montrella
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Roma, 19 mar.- Assicurarsi contro il nemico più temuto dai cinesi: lo smog. Tra non molto sarà possibile, ma solo per i pechinesi e per gli abitanti di altre sei tra le più inquinate città della Cina, tra le quali figurano Shanghai e Canton. E' la prima iniziativa di questo tipo in tutto il Paese, osserva l'agenzia di stato Xinhua la quale riferisce che l'artefice dell'iniziativa è  la Ping An Insurance, il principale gruppo di assicurazioni del Drago, che mercoledì ha illustrato il piano. Con un premio assicurativo che va dai 78 ai 150 yuan (dai 9 ai 17 euro) i pechinesi con un'età che va dai 10 ai 50 anni potranno sottoporsi a esami e controlli ai polmoni nelle giornate di massima allerta, e ricevere un risarcimento di minimo 100 yuan (11 euro) al giorno se ricoverati per malattie ricollegate all'inquinamento, quali disturbi cardio-vascolatorie e respiratorie. Se la concentrazione di particolato nell'aria supererà per più di cinque giorni quota 300 nelle  dodici stazioni di monitoraggio gli assicurati riceveranno un bonus fino a 300 yuan.

Ma soddisfare i parametri non è semplice, avverte il South China Morning Post. Il primo intoppo riguarda le stazioni di monitoraggio alcune delle quali collocate in zone montagnose o in periferia dove la concentrazione di particelle nocive è più bassa di quella in centro città. Difficile anche individuare lo smog come prima causa di un ricovero ospedaliero.  "Il gruppo assicurativo deve far chiarezza su questo punto. E' troppo complesso" dichiara al quotidiano di Hong Kong Tuo Guozhu, professore della Capital University of Economics and Business.

Secondo uno studio condotto da Greenpeace sono state circa 260mila le vittime dell'inquinamento in Cina nel 2011, mentre per il Beijing Health Bureau negli anni tra il 2001 e il 2010 nella sola Pechino i casi di persone affette da cancro sono aumentati del 56%, e il tumore ai polmoni è diventato la prima causa di morte per cancro da parte degli uomini, e la seconda per le donne, dopo quello al seno.

Quella contro l'inquinamento è la guerra più difficile che Pechino si ritrova a combattere. E ai danni causati dallo smog si aggiunge il malcontento popolare contro un governo che non sa proteggere i suoi cittadini. Lo scorso febbraio Li Guixin, cittadino dello Hebei, provincia a massiccia produzione d'acciai, aveva deciso di farsi giustizia da solo trascinando  in tribunale l'amministrazione provinciale di ShiJiazhuang in quella che, se accolta, diventerebbe la prima causa ambientale tra un cittadino e il governo. Lo smog gli ha reso la vita difficile e svuotato il portafogli – aveva spiegato l'uomo allo Yanzhao Metropolis Daily – e la colpa è esclusivamente dell'Ufficio per la Protezione ambientale di Shijiazhuang, capitale della provincia settentrionale dello Hebei. Il signor Li aveva raccontato di essersi ritrovato costretto ad acquistare mascherine e purificatori d'aria e un tapis roulant per fare esercizio fisico in casa nei giorni di massima allerta. "Al di là dei rischi per la salute, abbiamo avuto delle importanti perdite economiche. E sono proprio il governo e il dipartimento ambientale che dovrebbero risarcirmi perché sono loro i beneficiari delle imposte sui redditi d'impresa".

 

19 marzo 2014

 

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