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Inquinamento: nuove misure
verdi nella capitale

Inquinamento: nuove misure <br />verdi nella capitale


di Sonia Montrella
 
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Roma, 18 ott.- Targhe alterne, monitoraggio più accurato, scuole e asili chiusi, stop ai barbecue. Sono alcune delle ultime misure 'verdi' introdotte dalla municipalità di Pechino, che si prepara così ad affrontare l'inverno, periodo in cui l'inquinamento nella capitale cinese raggiunge i massimi livelli trainato da un sistema di riscaldamento urbano ancora basato sul carbone.

 

Il "Programma di risposta all'emergenza inquinamento atmosferico" è stato approvato in un meeting del Comitato Permanente dell'Assemblea della municipalità di Pechino e sarà presto reso effettivo dal governo della città.

 

Nello specifico le misure prevedono un nuovo sistema di analisi che suddivide in quattro fasce colorate il livello di concentrazione di particolato nell'aria, in cui il rosso indica tre giorni di massimo rischio per la salute e l'arancione segnala un pericolo appena minore.

 

Ed è allora che Pechino si concede una pausa: i bambini di asili e scuole elementari restano a casa, le industrie bloccano o rallentano la produzione per ridurre le emissioni, si fermano le costruzioni edilizie. Vietati anche i fuochi d'artificio e i barbecue all'aperto.

 

Ma sopratutto, nei giorni rossi, auto in garage: i funzionari del governo rinunciano al 30% delle macchine e sulle strade si circola solo a targhe alterne. Parallelamente aumenta, però, la frequenza dei mezzi pubblici su cui secondo le previsioni saliranno circa 2 milioni di persone. Secondo l'Accademia cinese delle Scienze le emissioni delle automobili a Pechino costituiscono il 22,2% del livello di particolato di PM2,5, il più dannoso per l'uomo, superando il contributo delle industrie.

 

A gennaio di quest'anno la capitale fu ammontata per diversi giorni da una coltre di smog, il Centro per il Monitoraggio Ambientale segnava una densità di PM2,5 di oltre 700 microgrammi per metro cubico in molte aree della città, un valore che supera di quasi trenta volta la concentrazione massima di polveri sottili considerata accettabile dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che fissa a 25 microgrammi per metro cubo la soglia di sicurezza.

 

Le nuove direttive arrivano negli stessi in cui l'OMS ha inserito per la prima volta gli agenti di inquinamento dell'aria tra i principali fattori di sviluppo del cancro, al pari dell'amianto e delle sigarette. La decisione è stata resa nota dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell'Organizzazione stessa.

 

Secondo una ricerca pubblicata a dicembre 2012 sulla rivista medica britannica Lancet, nel 2010 l'inquinamento ha ucciso prematuramente oltre 1,2 milioni di cinesi, circa il 40% del totale a livello mondiale. In pratica, sostengono i ricercatori, l'aria è la quarta causa di morte in Cina, dopo la cattiva alimentazione, la pressione alta e il fumo. Lo stesso governo cinese all'inizio di quest'anno ha ammesso l'esistenza di "villaggi cancro": zone in cui l'utilizzo di materiali chimici, tossici e nocivi, ha reso allarmante lo stato dell'acqua e dell'atmosfera tanto da rendere questi luoghi 'terreno fertile' per lo sviluppo di carcinomi.

 

Intanto il web si mostra perplesso per le nuove misure: "Le targhe alterne non risolveranno il problema, la città resterà inquinata esattamente come prima" commenta su Weibo un internauta che si fa chiamare Manpaozhe Robin.

 

Il governo cinese ha annunciato di recente un piano di investimento a lungo termine da diversi miliardi di yuan per ripulire la Cina, che paga in smog il conto di trentanni di crescita industriale vertiginosa e di una produzione e un consumo familiare ancora legato al carbone. Un'operazione che tuttavia, ha anticipato Pechino, non sarà né facile, né veloce.

 

18 ottobre 2013

 

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