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Disordini per proteste
inceneritore, 60 gli arresti

Disordini per proteste <br />inceneritore, 60 gli arresti


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 13 mag. - Sessanta persone sono state arrestate per le violenze durante le proteste dei giorni scorsi contro la costruzione dell'inceneritore di Hangzhou, nella Cina orientale. Lo ha riferito la polizia locale tramite un messaggio comparso su Weibo, il Twitter cinese. Degli arrestati, 53 persone si trovano in stato di detenzione e dovranno rispondere di accuse penali, mentre altri sette si trovano in stato di detenzione amministrativa, per un periodo che può essere compreso tra i cinque e dieci giorni, con l'accusa di avere diffuso notizie non verificate tramite internet, un fatto che costituisce reato in Cina, dallo scorso mese di settembre.

Nello scorso fine settimana, nel distretto di Yuhang, le proteste degli abitanti avevano causato 39 feriti, 29 dei quali appartenenti alle forze dell'ordine, e numerosi danni ad autoveicoli, compresi quella della polizia. Dopo la fase acuta delle manifestazioni contro la costruzione dell'inceneritore, le autorità locali avevano fatto parzialmente marcia indietro, promettendo che, prima del lancio del progetto, ci sarebbe stata una consultazione popolare. Gli abitanti del distretto a nord della città temono che l'impianto possa provocare danni all'inquinamento atmosferico, e che possa nuocere alla salute dei cittadini che vivono nella zona. Un esito simile a quello delle proteste di Hangzhou, si era verificato il mese scorso, durante le manifestazioni tenutesi nella città di Maoming, nella provincia sud-orientale del Guangdong, e finite con 18 arresti. Al centro delle contestazioni c'era la costruzione di un impianto petrolchimico. Anche in quel caso, prima degli arresti, le autorità hanno promesso una consultazione popolare prima di dare il via libera definitivo al progetto.

 

13 maggio 2014

 

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