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CROLLO BORSE, GERACI: INTERVENTO GOVERNO «INSUFFICIENTE»

CROLLO BORSE, GERACI: INTERVENTO GOVERNO «INSUFFICIENTE»


Di Eugenio Buzzetti


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Pechino, 6 lug. - Il governo cinese è intervenuto per fermare le emorragie nei mercati, dopo le tre settimane peggiori dal 1992. Sabato scorso le 21 maggiori società di brokeraggio si sono accordate per la creazione di un fondo da 120 miliardi di yuan (17,4 miliardi di euro, il 15% del totale dei loro asset) per investimenti negli Etf (Exchange Traded Funds) che seguono l'andamento delle "blue chip" cinesi e calmare le emorragie del mercato. Oggi, le piazze cinesi hanno risposto contrastate alle decisioni prese dal governo e dalla banca centrale cinese, con Shanghai in rialzo del 2,47%, partendo da un rialzo del 7,8% in apertura, e Shenzhen ancora negativa, con l'indice Compnent che ha segnato un calo del 4,37%.

Le nuove misure per la stabilizzazione dei mercati non sono, però, sufficienti per una ripresa sostenuta degli indici azionari, secondo Michele Geraci, direttore del China economic Research Program presso la Nottingham University business School China. "E' un intervento che mi ha un po' sorpreso. Non pensavo avvenisse così ufficialmente, invece è successo - commenta l'analista, che è anche direttore del Global Policy Institute China - E' un invito a stabilizzare i mercati piuttosto che un intervento pratico, perché l'ammontare di denaro di cui si parla è irrisorio rispetto ai volumi dei mercati che si trattano a Shanghai. E' un tentativo per frenare questa emorragia, obbligando alcuni fondi a comprare azioni. Il mercato è salito: oggi ha funzionato, ma questo aiutino del governo da 19 miliardi di dollari sono noccioline".

Nelle ultime tre settimane, la Borsa di Shanghai ha perso circa il 29% secondo i calcoli di Bloomberg, segnando il calo peggiore dal 1992. Venerdì scorso l'indice Composite ha perso il 5,77%, chiudendo a 3686,92 punti, scendendo sotto la soglia quattromila punti. Negli ultimi dodici mesi, la Borsa di Shanghai aveva guadagnato oltre il 150%, con una serie di risultati positivi tra i maggiori realizzati dall'inizio della crisi finanziaria globale, nel 2008. Ogni giorno sulla piazza di Shanghai vengono scambiati titoli per circa cento miliardi di dollari, pari al 2% del valore totale della piazza cinese. In proporzione, i 19 miliardi di dollari delle ultime misure rappresentano una parte minima degli scambi giornalieri. "Oggi, l'intervento ha funzionato perché ha dato un segnale, ma il rischio è che possa essere un rimbalzo effimero: questo invito non può essere rinnovato quotidianamente - continua Geraci - E' un po' come quando George W. Bush, il 18 settembre 2001, a una settimana dagli attentati alle Torri Gemelle, dopo la riapertura di Wall Street, ha invitato tutti i fondi a investire con senso patriottico. Questo è lo spirito: è un intervento fondato su parole che servono a stabilizzare i mercati e su qualche soldo, irrisorio, ma che non può essere ripetuto. Domani cosa faranno? Non è un intervento sostenibile".

I prossimi giorni saranno cruciali per capire gli effetti nel breve termine delle manovre del governo. Nella tarda serata di ieri, ora locale, la China Securities Regulatory Commission (Csrc, la Consob cinese) aveva inviato ai mercati messaggi rassicuranti in una breve nota in cui spiegava che "sosterrà la stabilità del mercato". Per capire gli effetti delle misure di sabato scorso, occorrerà capire quanta inerzia avranno avuto le misure decise dal govnero e dalla banca centrale. "Il governo osserverà l'andamento dei mercati in questi due o tre giorni per vedere se questo intervento ha avuto un effetto a breve o no. A seconda di quanto succederà entro mercoledì o giovedì, ci potrebbero essere altri interventi. Resto comunque dell'idea che il governo non ha né la volontà né i mezzi per intervenire a risolvere la situazione - continua Geraci - Non credo che ci sarà mai un intervento vero e proprio per tenere su i mercati. Quando la barca sta per affondare, il governo interviene per aggiustarla, ma la teoria di lungo periodo è sempre quella di lasciarla andare".

Lo scetticismo di Geraci sull'efficacia delle nuove misure è condiviso anche dagli analisti internazionali. "Il mercato non è ancora sicuro che le misure annunciate nel fine settimana dal governo e dai broker possano funzionare", è il commento di Ben Kwong Man-bun, direttore esecutivo e capo delle ricerche di Kgi Asia. Per gli analisti cinesi, invece, le nuove misure potrebbero essere quelle giuste per fermare le perdite delle Borse di Shanghai e Shenzhen, anche se la ripresa dovrebbe arrivare gradualmente, secondo Chen Jianhua, analista di Yintai Securities, interpellato ieri dal China Securities Journal, pubblicazione a carattere finanziario dell'agenzia Xinhua. Ancora maggiore fiducia traspare da un editoriale pubblicato oggi sulle pagine del Quotidiano del Popolo, il maggiore quotidiano cinese, secondo cui la Cina è in grado di mantenere stabili i mercati azionari. "E' urgente riportare il mercato delle azioni di classe A a livelli razionali - spiega il giornale del Partito Comunista Cinese - La volatilità del mercato nuoce allo sviluppo stabile del mercato dei capitali".

Minore di quanto è avvenuto sulla altre piazze asiatiche è stato l'effetto del no al referendum anti-suterity della Grecia, secondo l'economista del global Policy Institute. "Il no di oggi è una notizia positiva per la Cina: non è vero che il no di Atene non ha avuto effetti sui mercati cinesi. Lo ha avuto ma è un effetto minore rispetto all'intervento del governo dello scorso fine settimana. L'effetto, se ci sarà, sarà al contrario di quanto si pensi generalmente. Oggi, comunque, l'andamento dei mercati è stato dominato dall'intervento del governo". Per vedere gli effetti della scelta greca "occorrerà diverso tempo". Intanto, il panico sulle piazze azionarie ha provocato anche effetti che vanno al di là degli indici di Borsa: un uomo di 29 anni di nome Tian è stato arrestato, ieri, a Pechino, per avere diffuso la notizia non verificata di un caso di suicidio di un investitore che aveva subito grosse perdite nelle ultime settimane a causa dei crolli di Borsa. La diffusione di queste notizie on line può essere punita con la detenzione fino a quattro anni, secondo la legge anti-rumors in vigore dal settembre 2013.

 

06 giugno 2015

 

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