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CINA, MINISTERO CULTURA INCONTRA GIORNALISTI ITALIANI

CINA, MINISTERO CULTURA INCONTRA GIORNALISTI ITALIANI


di Eugenio Buzzetti e Alessandra Spalletta


Twitter@Eastofnowest

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Pechino, 24 nov. - Il Ministero della Cultura cinese ha incontrato oggi una delegazione di giornalisti italiani in visita in Cina per discutere dei temi legati al settore culturale cinese e agli investimenti che la Cina intende sostenere per promuovere i beni culturali del Paese. Nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012, il Ministero ha raddoppiato il volume di fondi destinati ai beni culturali, in Cina, passando da 24,8 miliardi di yuan (3,25 miliardi di euro) a 53 miliardi di yuan a fine 2012 (6,95 miliardi di euro), destinati in gran parte alle 1,2 milioni di piccole imprese culturali, sia private che gestite dalle amministrazioni locali cinesi.

L'incontro tra i funzionari del Ministero della Cultura cinese e la stampa italiana - organizzato dall'Associazione giornalistica cinese - si tiene nel 45esimo anno dei rapporti tra Italia e Cina e nel decimo anniversario dall'inizio della partnership strategica tra i due Paesi. Zheng Hao, direttore della Divisione per le Relazioni Culturali con l'Europa occidentale del Ministero della Cultura cinese, ha ricordato anche l'importante sviluppo dei rapporti tra Cina e Italia nel settore culturale, citando la partecipazione cinese alla Biennale di Venezia dal 2005 e le ormai consuete celebrazioni del capodanno cinese a piazza del Popolo, nel cuore di Roma, realizzate in collaborazione con il Ministero italiano per i Beni Culturali.

Il Ministero della Cultura cinese è impegnato attualmente in un'opera di valorizzazione del patrimonio culturale nazionale divisa in tre parti, che comprendono il censimento dei beni culturali, la redazione di una lista degli stessi e un sistema a livello centrale per il restauro e il mantenimento dei beni culturali esistenti. Quest'ultima parte è suddivisa in tre aree di intervento in base al tipo di bene culturale da proteggere: il primo punto riguarda la salvaguardia e la tutela dei singoli monumenti; al secondo posto c'è la tutela della produzione culturale destinata al mercato, e infine la tutela di intere zone culturali da preservare, trentotto in tutto il Paese.

 

24 novembre 2014

 

*Foto di Alessandra Spalletta

 

 

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