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BELT AND ROAD, PER L'ITALIA SIA SFIDA CHE OPPORTUNITA'

BELT AND ROAD, PER L ITALIA SIA SFIDA CHE OPPORTUNITA


di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 15 mag. - L'iniziativa di sviluppo infrastrutturale tra Asia ed Europa "Belt and Road" lanciata dal presidente cinese, Xi Jinping, rappresenta sia una sfida che un'opportunità per l'Italia, secondo il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, presente assieme ad altri ventotto tra primi ministri e capi di Stato al forum pechinese dedicato all'iniziativa cinese che si è concluso oggi con una chiara presa di posizione contro il protezionismo. La "Belt and Road", nota anche come "nuova via della seta", rappresenta "una sfida e una grande opportunità per l'Europa", un concetto che il presidente del Consiglio ha ribadito oggi sia durante il summit a Yanqi Lake, la località a nord di Pechino dove si sono riuniti i primi ministri e i capi di Stato, sia attraverso Twitter, nella mattinata.

"Dal vertice di oggi viene un messaggio positivo importante: un po' anche in controtendenza rispetto alle spinte che oggi si registrano nel mondo", ha spiegato Gentiloni. All'interno ci sono ancora punti da verificare, ha accennato il presidente del Consiglio, ma dal Belt and Road Forum di Pechino emerge "una parte importante del pianeta che si riunisce attorno all'idea di un rilancio attraverso quest'immagine della Via della Seta di connettività e di relazioni tra l'Asia e l'Europa, e dall'Europa anche verso l'Africa". Il messaggio della due giorni pechinese, ha aggiunto Gentiloni, è quello "di superamento di barriere, di costruzione di infrastrutture che collegano i diversi Paesi, di valorizzazione dei nostri porti e delle nostre reti di comunicazioni, di valorizzazione delle reti di comunicazione digitale, energetica: quindi, io credo una spinta importante", da cui l'Europa e l'Italia non possono restare fuori. Quello cinese è "un disegno geopolitico di grande interesse", ha aggiunto il presidente del Consiglio, "e da cui credo che l'Europa si debba sentire sfidata, ma lo deve vivere come un'opportunità: se l'Europa se ne chiamasse fuori farebbe un grave errore, e per questo l'Italia assieme ad altri Paesi ha deciso di essere presente".

Un appuntamento, quello di ieri e oggi, che Gentiloni, assieme ad altri primi ministri e capi di Stato presenti oggi a Pechino, ha proposto di rendere stabile. Un invito che sembra essere stato accolto dallo stesso Xi Jinping: al termine dei lavori del summit, il presidente cinese ha confermato che il prossimo Belt and Road Forum si terrà di nuovo in Cina, nel 2019. Dal vertice, Xi ha  ottenuto, oltre all'attenzione mondiale, anche una presa di posizione chiara riguardo al protezionismo. L'ultimo richiamo all'opposizione cinese era stato fatto questa mattina dallo stesso Xi in occasione dell'apertura dei lavori, ed è comparso, soprattutto, tra i punti del comunicato finale del summit, che su questo punto mostrano continuità rispetto alla linea pro-globalizzazione inaugurata dallo stesso Xi durante lo scorso World Economic Forum di Davos, in Svizzera, a gennaio scorso, pochi giorni prima dell'insediamento ufficiale di Donald Trump alla Casa Bianca. Il richiamo al rifiuto del protezionismo è stato uno dei nodi da sciogliere in vista del summit pechinese, secondo le indiscrezioni che hanno preceduto il forum, e la volontà cinese di inserire il richiamo è stata accolta in riferimento ai 68 Paesi che oggi aderiscono all'iniziativa lanciata da Xi Jinping nel 2013. "Riaffermiamo il nostro impegno comune di costruire un'economia aperta", si sottolinea in uno dei primi punti del comunicato finale del summit, "di assicurare il commercio libero e inclusivo e di opporci a tutte le forme di protezionismo nella cornice dell'iniziativa Belt and Road".

Sul summit, ha, però, pesato la preoccupazione per l'avanzamento del programma missilistico nord-coreano, dopo l'ultimo test di ieri, che, secondo gli esperti militari, rappresenta un passo avanti per Pyongyang verso il lancio di un missile balistico intercontinentale. La preoccupazione destata dall'Italia, già ieri, poche ore dopo il lancio, da parte del presidente del Consiglio, è stata ribadita oggi, al termine del forum. "Credo che ci sia bisogno di fermezza, di diplomazia, di sanzioni", ha dichiarato Gentiloni. "E' un messaggio che deve venire molto chiaramente dalla comunità internazionale", e che verrà affrontato anche al prossimo G7 di Taormina, il 26 e 27 maggio prossimi, assieme al grande tema dell'apertura dell'economia e della governance globale. Per il summit in Sicilia, Gentiloni ha ricevuto anche gli auguri del presidente cinese, che ha auspicato che il G7 "possa svolgere un ruolo costruttivo e favorire un clima positivo".

L'Italia esce dal summit pechinese sulla costruzione di infrastrutture lungo l'antica Via della Seta con la consapevolezza di potere giocare un ruolo da protagonista nell'iniziativa cinese. "Per noi è una grande occasione", aveva detto ieri il presidente del Consiglio, che ha sottolineato sia il ruolo dell'Italia nel collegamento tra Europa e Asia sia la capacità portuale italiana. "Servono porti che colleghino rapidamente l'Europa. Credo che nessuno ne abbia come l'Italia in questo momento", aveva sottolineato Gentiloni, che oggi al summit di Yanqi Lake, ha ribadito che l'Italia si trova in una "posizione privilegiata" per l'iniziativa cinese, "al centro del Mediterraneo", e che può contare su un "grande potenziale di porti e logistica". La nuova via della seta lanciata da Xi è però anche un'opportunità per approfondire i legami della conoscenza tra Italia e Cina, come sottolineato dal presidente del Consiglio nel corso del summit, in una cooperazione bilaterale che spazi dal turismo alla collaborazione tra centri di ricerca, con quasi settecento accordi inter-universitari e un numero crescente di studenti cinesi in Italia.

 

15 MAGGIO 2017

 

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