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XI-OBAMA, SI PREPARA VERTICE DEL DISGELO

XI-OBAMA, SI PREPARA VERTICE DEL DISGELO


di Antonia Cimini

 

Pechino, 27 mag. -Il consigliere americano per la sicurezza nazionale, Tom Donilon, ha avviato oggi a Pechino una serie di colloqui in preparazione dell'incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e Barack Obama negli Stati Uniti il prossimo sette e otto giugno, nel mezzo di un momento di forte tensione tra le due superpotenze.

 

Nella capitale cinese Donilon ha fatto sapere che l'incontro sarà una buona occasione per discutere a fondo le relazioni tra Cina e Stati Uniti, così come una lista di questioni ragionali e globali a cui i due paesi devono confrontarsi". Gli argomenti all'ordine del giorno dovrebbero spaziare dalla sicurezza virtuale alle dispute commerciali, dalla relazione con il Giappone alla crisi coreana, tutti affari su cui le divergenze tra Pechino e Washington restano acute e il cambio di vertici al potere in entrambi gli stati non è stato capace di addolcire.

 

"Molte questioni urgenti saranno discusse dai due presidenti, e sebbene non sarà possibile risolverle nel breve tempo, l'incontro servirà a costruire fiducia reciproca in una congiuntura delicata" spiega ad AgiChina24 il professor Cheng Xiaohe, esperto di relazioni internazionali all'Università del Popolo di Pechino. Obama e Xi Jinping si incontreranno in California, lontano dai palcoscenici della politica, nella residenza di un milionario americano per discutere in maniera informale.

 

Infatti, nessun meeting ufficiale era stato previsto tra i due nella prima metà dell'anno, ma il deterioramento nelle relazioni in alcuni ambiti ha reso necessario rimediare al vuoto diplomatico. "I due leader avrebbero dovuto incontrarsi al G20 di San Pietroburgo a settembre o ottobre, ma si sarebbe dovuto aspettare troppo tempo per prendere in considerazioni problemi urgenti che hanno bisogno di essere discussi ora" dice il professor Cheng.

 

Secondo lo studioso ciò che più preme a Pechino è il problema del Giappone. "Tokyo sta virando pericolosamente verso il nazionalismo e la Cina deve decidere quanto può sopportare questa situazione. Anche gli Stati Uniti devono decidere fino a che punto sopportano le prese di posizione del Giappone e da questo possono derivare divergenze fra Cina e Usa. Inoltre, un eventuale conflitto fra Cina e Giappone significherebbe uno scontro fra Cina e Stati Uniti" , secondo Cheng Xiaohe.

 

C'è poi il problema della sicurezza virtuale, poiché la pirateria cibernetica ha costituito una serie di accuse reciproche tra i due paesi, senza riuscire a chiarire l'origine di attacchi di hacker da entrambe le parti. E la questione della penisola coreana, a cui Pechino sta lavorando con dedizione da mesi, sembra con risultati. Per il professor Cheng "Choe Rong-tae è appena stato in Cina e molto probabilmente ha consegnato un messaggio per Obama e per gli Stati Uniti, una presa di posizione. Il presidente sud coreano visiterà la Cina a breve, per discutere tra l'altro della possibilità di creare un dialogo a tre tra Corea del Sud, Cina e Stati Uniti, per cui Obama e Xi dovranno parlare anche di questo". Così come la questione della Siria ha raggiunto "un momento cruciale". "Cina e Stati Uniti hanno posizioni divergenti sulla questione siriana, ma ora Washington dovrà convincere Pechino se non ad appoggiare i propri progetti almeno a prendere azioni decise verso il paese".

 

La discussione sarà affrontata alla luce di un "Nuovo Corso nelle relazioni sino-americane", stando all'interpretazione degli osservatori e alle parole dello stesso presidente cinese. "L'idea di un Nuovo Corso è una visione tutta cinese dei rapporti tra le due potenze, di cui una è una potenza in ascesa e l'altra è già matura. Secondo le teorie diplomatiche occidentali in questo tipo di rapporto le divergenze sono inevitabili, l'approccio cinese invece vuole trovare una soluzione a tali conflitti e avviare un rapporto alla pace e distensione. D'altronde il Pacifico è grande abbastanza perché sia Cina che Stati Uniti vi trovino il proprio spazio" dice Cheng. Lo stesso Xi Jinping ha ricordato a Donilon oggi durante il loro incontro che "il giorno in cui sono stato eletto presidente ho telefonato al presidente Obama, e abbiamo ribadito il nostro impegno per la costruzione di relazioni tra Cina e Stati Uniti che esplorino un nuovo tipo di rapporto". Tom Donilon ha incontrato oggi il consigliere di stato Yang Jiechi e il presidente Xi Jinping. Domani avrà colloqui con il ministro della difesa cinese prima di lasciare il paese.   


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