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UCRAINA, CINA DICE NO A NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA

UCRAINA, CINA DICE NO A NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA


di Giovanna Tescione
Twitter@GiTescione


Roma, 29 apr. – "Risolvere la crisi in Ucraina tramite il dialogo piuttosto che con le sanzioni". La Cina non cambia la sua posizione e per bocca del portavoce del ministero degli Esteri cinese, Qin Gang, ribatte così alla proposta dei membri del G7 di imporre nuove sanzioni alla Russia nell'ambito della crisi ucraina. 

 “La Cina è sempre stata contro le minacce e le sanzioni nelle relazioni internazionali” ha osservato Qin. “Crediamo che le sanzioni siano controproducenti alla risoluzione del problema. Al contrario, contribuiranno a far aumentare le tensioni”, ha poi continuato il portavoce aggiungendo: “Chiediamo a tutte le parti interessate di continuare il dialogo e le negoziazioni per risolvere la crisi in modo politico”.

Nelle ultime ore è iniziato un nuovo giro di vite di Usa e Ue contro la Russia, con l'imposizione di altre sanzioni per la crisi ucraina, in atto dal novembre scorso ed esacerbato con il referendum con il quale la Crimea si è staccata da Kiev proclamandosi sotto il controllo di Mosca.

Washington ha messo nel mirino sette funzionari russi, tra cui il numero uno del colosso energetico Rosneft, Igor Sechin, e 17 imprese legate alla cerchia del presidente russo, Vladmir Putin, per punire quelli che vengono giudicati come "atti provocatori" in Ucraina. Anche i 28 Paesi dell'Ue hanno trovato un accordo per imporre sanzioni ad altri 15 soggetti tra russi e ucraini. Le misure fatte filtrare da Bruxelles riguardano le restrizioni nella concessione di visti e il congelamento dei beni. Provvedimenti analoghi sono stati decisi anche dal Canada, contro due banche e nove individui russi. Gli Stati Uniti hanno anche imposto rigide limitazioni alle esportazioni verso la Russia disponendo il ritiro delle licenze per tutti i materiali che possono aver anche un impiego in campo militare.

Intanto la Russia nega la propria responsabilità per la crisi e si dice preoccupata per l'aumentata presenza e attività delle truppe Nato e americane lungo i suoi confini, una presenza definita "senza precedenti", pur assicurando che le sanzioni avranno deboli effetti sull'economia russa.


29 aprile 2014


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