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SMOG COME DIFESA,GLOBAL TIMES CANCELLA L'ARTICOLO

SMOG COME DIFESA,GLOBAL TIMES CANCELLA L ARTICOLO


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 9 dic. - Lo smog può essere un alleato militare della Cina,secondo il Global Times. La coltre di inquinamento che in questi ultimi giorni ha ricoperto Shanghai e alcune aree della Cina centrale, e che d'inverno colpisce soprattutto le città del nord e del nord-est, potrebbe essere di aiuto alla Difesa nazionale. E' questa la tesi del tabloid noto per le posizioni da falco in tema di difesa e di sovranità territoriale. L'articolo, ora non più rintracciabile sulle versioni in cinese e in inglese del giornale pubblicato dal Quotidiano del Popolo, è stato poi ripreso dal South China Morning Post di Hong Kong. "Lo smog può danneggiare la salute delle persone e la vita quotidiana - scriveva il quotidiano cinese - ma sul campo di battaglia può tramutarsi in un vantaggio difensivo durante le operazioni militari".

 

L'articolo ha destato le reazioni, tra la sorpresa e l'indignazione, degli utenti di internet, che hanno chiesto lumi all'autore dell'articolo. "State dicendo che lo smog non è inquinamento, ma una misura di difesa nazionale?" ha chiesto uno di loro su Weibo, il Twitter cinese. C'è poi anche chi l'ha buttata sull'ironia, scrivendo che non ci sarebbe bisogno di alcun attacco nemico se la cappa di inquinamento continuerà a gravare sulle città: "la gente morirà avvelenata". Per spiegare la presunta "utilità" dello smog come arma di difesa, il Global Times prende anche come termini di paragone eventi della storia recente, come la guerra nel Kosovo, quando venivano bruciati gli pneumatici per ridurre la visibilità agli aerei della NATO, o la prima guerra del golfo, quando le tempeste di sabbia alteravano l'identificazione di obiettivi strategici per le truppe statunitensi.

 

Anche oggi lo smog potrebbe venire involontariamente incontro alle esigenze di difesa moderne della Cina, per tutte quelle operazioni che richiedono la precisione dell'occhio addestrato e l'uso di raggi infrarossi e di laser. Perfino l'uso di satelliti e di droni perderebbe molta della propria efficacia in presenza di una spessa coltre di inquinamento atmosferico, secondo il Global Times. Lo smog potrebbe quindi rivelarsi utile sia in caso di attacco aereo, che nell'eventualità di un attacco da terra.

 

"Air-pocalypse", ovvero il nomignolo che è stato dato al forte tasso di inquinamento che ha colpito Pechino e il nord-est della Cina lo scorso inverno, potrebbe rivelarsi quindi utile in caso di attacco aereo, secondo il quotidiano. Con tassi di inquinamento decine di volte oltre la soglia di sicurezza per la salute umana stabilità dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, la capitale cinese lo scorso inverno ha subito l'ondata di inquinamento atmosferico più alta da quando sono attive le registrazioni ufficiali, con danni alla salute di bambini e anziani e notevoli difficoltà per il traffico aereo. Lo scorso fine settimana, lo smog è tornato a colpire proprio le aree di Pechino e Tianjin, nel nord-est della Cina. L'inquinamento atmosferico avrebbe poi un altro alleato: le reti dei coltivatori di alghe, che secondo quanto dichiarato nei mesi scorsi da un portavoce dell'esercito avrebbero scoraggiato i sottomarini nucleari statunitensi dal compiere manovre nel Mare Cinese Orientale per evitare di rimanervi impigliati. "Un'altra arma segreta per la difesa nazionale" ha commentato laconicamente un terzo blogger, su Weibo.



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