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GLI 86 ANNI DELL'ESERCITO

GLI 86 ANNI DELL ESERCITO


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 1 ago. - L'Esercito Popolare di Liberazione compie oggi 86 anni, e come tradizione l'anniversario viene celebrato con le promozioni negli alti ranghi. Quest'anno è toccato ai comandanti in capo dei comandi militari di Guangzhou e di Nanchino, ricevere la mostrine di generali. Assieme a loro anche altri quattro veterani dell'esercito sono stati promossi al rango di generali. Le premiazioni, avvenute ieri, sono state precedute dai richiami all'obbedienza dell'esercito alla linea del partito, quasi una tradizione, ma utili, forse, anche a evitare il proliferare di generali in pensione ospiti di trasmissioni televisive o editorialisti sui giornali che promuovono una linea politica più dura di quella espressa ufficialmente dal partito. E', per esempio, il caso del generale maggiore Liu Yuan, ora in pensione, che fa spesso sentire la sua voce dalle colonne del global Times, uno dei più agguerriti giornali cinesi nei temi caldi di politica estera, come i confini marittimi, che sono stati anche un argomento di discussione all'ultima riunione del Politburo del partito, martedì scorso, durante la quale Xi Jinping ha sottolineato l'importanza della loro difesa, anche se in modo pacifico.

 

Dalla fondazione a oggi, i tempi sono cambiati per l'esercito cinese. Ora, per esempio, i militari della Marina non disdegnerebbero di vedere qualche volto femminile in più a bordo delle navi militari. Il marinaio è un lavoro tradizionalmente maschile, che ha dato vita a una forte aneddotica nel corso dei secoli, eppure solo il 7% dei funzionari della Marina sarebbe contrario a immaginare le donne come colleghe; il 91% di loro, invece, si è detto apertamente favorevole. L'apporto di personale femminile potrebbe anche migliorare la diplomazia militare, secondo il 93% di chi ha risposto al sondaggio. Uno degli effetti di una forte presenza femminile a bordo, secondo il 95% degli intervistati è poi quello di migliorare le relazioni tra i membri dell'equipaggio. La Cina è ancora molto al di sotto degli standard internazionali per la presenza di donne all'interno delle forze armate. E anche tra gli uomini ha perso da tempo il suo fascino.

 

L'esercito non è più come un tempo, un porto sicuro per chi proviene da umili origini. La retorica che nei decenni ha accompagnato figure simboliche come quella del soldato Lei Feng, eroe del maoismo e morto giovanissimo, non ha attratto spettatori ai botteghini per l'ultima rivisitazione del mito del fedele soldato. Lei Feng non è più un eroe in cui i cittadini si identificano. Il suo posto, nelle produzioni del genere era stato preso già anni fa da Xu Sanduo, un soldato le cui vicende sono state raccontate in una fortunata serie televisiva andata in onda per la prima volta nel 2006 e che ha messo a nudo le debolezze dell'esercito cinese, tra funzionari corrotti e altri imbucati. Le vicende di Xu hanno fatto il giro della Cina e il protagonista delle serie televisiva è stato preso ad esempio come modello di lavoratore indefesso nonostante le avversità, spesso create dal sistema.

 

Per combattere i vizi di un'istituzione che compie oggi 86 anni, non poteva mancare la campagna anti-corruzione ad hoc per gli ufficiali dell'esercito, voluta proprio da presidente Xi Jinping. L'episodio più noto è quello risalente al febbraio scorso che ha visto nel mirino delle autorità tutte le auto con targa dell'esercito che fino a pochi mesi fa sfrecciavano senza tenere conto del codice stradale sulle vie delle principali città cinesi. Dopo una campagna su Weibo contro gli abusi rimasti impuniti compiuti dai proprietari, è stato proibito l'uso di targhe militari sui veicoli di grossa cilindrata e di ancora più alto prezzo, come le Jaguar o le BMW. L'esercito non è sfuggito neppure a un altro tratto caratteristico della leadership di Xi Jinping: l'austerità, che ha avuto la sua declinazione sulla vita militare, con i vertici dell'esercito che per due settimane hanno avuto l'ordine di tornare al rango di soldati semplici e svolgere le loro mansioni. E' la campagna delle "linea di massa" voluta proprio da Xi jinping applicata alle forze armate per elevarne il tenore morale.

 

Al di là della teoria e della propaganda, non possono poi mancare le azioni pratiche. Xi Jinping ha recentemente sottolineato anche l'importanza per i militari di essere preparati al combattimento. Più esercitazioni e più pratica di reali scontri con i nemici. Il mese scorso, dal 5 al 12 luglio, ci sono state le esercitazioni navali congiunte con la Russia in mare aperto, che sono state descritte come le manovre di maggiore ampiezza mai realizzate assieme alle forze di Difesa di un altro Paese. Gli esercizi navali non sono stati visti di buon occhio dal Giappone, anche se gli alti comandi hanno rassicurato l'opinione pubblica spiegando che non si trattava di esercizi rivolti contro qualcuno in particolare. Il Quotidiano del Popolo, in quei giorni, aveva però sottolineato i buoni rapporti che intercorrono con la Russia, scrivendo che quegli esercizi potevano essere visti come una risposta a quelli svolti poche settimane prima tra Stati Uniti e Giappone al largo delle coste californiane.

 

A 86 anni dalla nascita, esercito cinese rimane sospeso tra retorica e azione inespressa, ma mentre i falchi alzano la voce, sono sempre meno le aspiranti reclute. Nel 2011, l'esercito aveva dovuto rivedere (al rialzo) gli standard per il peso dei nuovi coscritti per dare la chance di entrare nelle forze armate anche a chi -cresciuto con le insegne dei fast-food americani sventolanti in ogni città- aveva mangiato qualche hamburger di troppo. Per attirare giovani bene educati, poi, erano stati dati incentivi ai neo-laureati. Piccoli accorgimenti, fatti passare sotto silenzio, o quasi. Il soldato Lei Feng non avrebbe mai accettato compromessi del genere, forse. Ma il flop commerciale dell'ennesima rivisitazione del suo mito testimonia meglio di mille proclami retorici che questi non sono più i suoi tempi.



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