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FUNZIONARI PCC, 54 MORTI INNATURALI DA INIZIO 2013

FUNZIONARI PCC, 54 MORTI INNATURALI DA INIZIO 2013


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 11 apr. - Sono 54 i casi di "morte innaturale" tra i funzionari del Partito Comunista Cinese ai vari livelli dell'amministrazione pubblica a partire dal gennaio dello scorso anno. Li ha calcolati il China Youth Daily, giornale della Lega della Gioventù Comunista, centro di potere della fazione dei tuanpai che fanno capo all'ex presidente cinese, Hu Jintao, e che nell'attuale organigramma del potere sono rappresentati ai vertici massimi dal solo primo ministro, Li Keqiang. Secondo i calcoli del quotidiano cinese, 23 dei 54 decessi "innaturali" sono casi di suicidio. Gli incidenti e alcolismo sono responsabili di altre 18 morti, equamente ripartite.

 

E' soprattutto la depressione, come facilmente intuibile, ad essere una delle cause principali dei suicidi, l'ultimo dei quali avvenuto proprio nei giorni scorsi e reso noto solo ieri. Xu Yean, funzionario dell'Ufficio per le Lettere e le Chiamate, ovvero l'ufficio delle petizioni, è stato trovato morto nel suo ufficio. La sua storia personale, almeno relativamente agli ultimi mesi di vita non è dissimile da quella di un altro suicidio "eccellente", quello di Zhou Yu, funzionario di Chongqing, ex poliziotto modello ai tempi in cui a governare la città era Bo Xilai, e decorato per la sua solerzia nella lotta alla criminalità voluta dall'ex astro nascente della politica cinese, oggi in carcere con una condanna all'ergastolo per corruzione, appropriazione indebita e abuso di potere.

 

In entrambi i casi, la depressione dell'ultimo periodo si mischia al cattivo stato di salute: Zhou Yu, che si era impiccato in un albergo a Chongqing, venerdì scorso, soffriva di diabete e di problemi cardiaci, mentre Xu Yean di problemi cardiaci cronici, secondo quanto scriveva nei giorni scorsi il magazine economico-finanziario Caixin, una delle voci più indipendenti della Cina contemporanea. Quelli di Xu e di Zhou non sono gli unici casi di suicidio delle ultime settimane: un altro caso, che non ha attirato così tanta attenzione a livello mediatico, riguarda un funzionario per la sicurezza abitativa dello Zhejiang, He Gaobo, morto dopo il crollo di un edificio nella cittadina di Fenghua, sotto la sua competenza amministrativa. L'edificio era già stato giudicato pericolante, ma non erano stati presi provvedimenti dalle autorità, e dopo il crollo tre manager dell'impresa edile che l'aveva costruito sono finiti in manette.

 

Le morti "innaturali" degli ultimi mesi hanno innervosito gli organi centrali della Propaganda, che hanno intimato alla stampa di non diffondere notizie sui suicidi e hanno stretto i controlli su Weibo, il Twitter cinese, per evitare il proliferare di voci incontrollate. Uno dei casi di maggiore profilo riguarda proprio la morte di un funzionario addetto alla sorveglianza della rete, ovvero alla censura dei contenuti on line sgradevoli al PCC, Li Wufeng, che si buttato dal sesto piano del palazzo dove aveva sede il suo ufficio il 24 marzo scorso. Anche in questo caso, chi lo conosceva, ha detto diluì che ultimamente era "disattivo umore". L'opacità delle cause riguardanti la morte dei funzionari e la censura a livello centrale non hanno convinto gli utenti più smaliziati di Weibo, che hanno reagito con sospetto alle notizie ufficiali, fino ad arrivare a punte di macabro umorismo. "Nuova regola per funzionari che hanno commesso suicidio: ognuno deve essere depresso, ognuno deve essere malato" scrive uno di loro.

 

11 aprile 2014

 

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