In evidenza

CINA PRODURRÀ PIÙ ENERGIA DI USA E UE ENTRO IL 2035

CINA PRODURRÀ PIÙ ENERGIA DI USA E UE ENTRO IL 2035


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest


Pechino, 14 nov. - Entro il 2035, la Cina produrrà una quantità di energia da fonti rinnovabili maggiore del totale di quella prodotta da Stati Uniti, Unione Europea e Giappone. È il risultato dell'ultimo World Energy Outlook della International Energy Agency (Iea) presentato ieri. Secondo le stime dell'agenzia, la quantità di energia eolica, solare, prodotta da fonti idroelettriche e dalla biomassa costituirà il 30% dell'energia prodotta al mondo nel 2035, "superando il gas naturale negli anni successivi, e gareggiando con il carbone come prima fonte di energia".

 

Un ruolo chiave nell'aumento lo avranno il solare e l'eolico, che conteranno per il 45% del totale di energia prodotta da rinnovabili. "Importanti sfide stanno emergendo nel mondo dell'energia - ha commentato Maria van der Hoeven, direttore esecutivo della Iea - in risposta ai cambiamenti nelle crescita economica, agli sforzi nella riduzione della dipendenza dal carbone, e alle scoperte tecnologiche. Abbiamo gli strumenti per affrontare questi cambiamenti: chi saprà anticipare gli sviluppi dell'energia globale ne trarrà un vantaggio, chi non lo farà metterà in atto iniziative e investimenti inefficaci". Oltre alla Cina, anche il Brasile vedrà un aumento della produzione di energia da rinnovabili pari al doppio dei valori attuali, e rimarrà uno dei Paesi con il minore tasso di produzione di emissioni inquinanti, nonostante un aumento dell'80% del consumo energetico previsto per allora: l'energia idroelettrica avrà ancora un ruolo dominante tra le fonti energetiche del Paese, e i carburanti prodotti dalla biomassa soddisferanno un terzo della domanda interna di carburanti per i trasporti su strada. Tra le novità di questa edizione del World Energy Outlook, c'e' anche il ruolo del Medio Oriente, che occuperà poi il secondo posto al mondo per il consumo di gas naturale entro il 2020 e il terzo posto al mondo per il consumo di greggio dal 2030.

 

Nello scenario prospettato dall'agenzia, la domanda di energia a livello globale salirà di un terzo e le emissioni del 20%: uno scenario che riguarderà soprattutto l'Asia, con l'India e i Paesi del sud-est asiatico che guideranno la classifica dei consumi. Le principale ricaduta sul clima dell'aumento della domanda sarà un aumento delle temperature di 3,6 gradi centigradi, oltre la soglia di sicurezza dei due gradi stabilita a livello internazionale. "Come fonte dei due terzi delle emissioni a livello globale - spiega il rapporto - il settore energetico sarà determinante per stabilire se gli obiettivi sui cambiamenti climatici sono stati raggiunti". Per limitare le emissioni di gas serra, conclude il rapporto della Iea, serviranno iniziative politiche da parte di Stati Uniti, Unione Europea, Cina e Giappone e nuove tecnologie "per provare che il legame tra crescita economica, domanda energetica ed emissioni di CO2 può essere indebolito". Una sezione del rapporto e' poi dedicata alle nuove tecnologie che permetteranno di esplorare nuove risorse finora considerate inaccessibili o troppo costose per lo sviluppo, come il light tight oil o gli ultra-deepwater fields.

 

14 novembre 2013

 

@ Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci