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CINA SOSTIENE PROPOSTA RUSSA SULLE ARMI CHIMICHE IN SIRIA

CINA SOSTIENE PROPOSTA RUSSA SULLE ARMI CHIMICHE IN SIRIA


Pechino, 10 set. - Dopo l'Iran, anche la Cina ha annunciato il suo sostegno alla proposta russa di un controllo internazionale delle armi chimiche siriane. Lo ha annunciato un portavoce del ministero degli Esteri, Hong Lei. "Accogliamo e sosteniamo la proposta russa", ha affermato. Pechino si era allineata con Mosca sul no a qualsiasi intervento militare in Siria e i due membri permamenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu si erano detti pronti a bloccare qualsiasi richiesta per l'uso della forza contro il regime di Bashar al-Assad

 

 

PECHINO ESORTA USA A TORNARE ALL'ONU SU SIRIA

 

Pechino, 9 set. - La Cina ha esortato gli Stati Uniti a procedere con estrema cautela sul conflitto siriano e ha invitato il governo di Washington a rivolgersi all'Onu per trovare una soluzione. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha osservato che i Paesi interessati dovrebbero pensarci "tre volte" prima di agire ed usare "estrema cautela". "Si dovrebbe tornare nel quadro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per cercare un consenso e gestire in maniera appropriata la questione siriana", ha detto Wang al segretario di Stato Usa, John Kerry, in una telefonata avvenuta nella notte. Secondo Wang, la Cina e gli Usa dovrebbero prendere l'iniziativa di sostenere la Carta delle Nazioni Unite per "preservare e proteggere le nome di base delle relazioni internazionali e opporsi a qualsiasi utilizzo di armi chimiche".

 

 

CINA SOSTIENE CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU SU SIRIA

 

di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 6 set. - La Cina sosterrà il Consiglio di Sicurezza dell'ONU per risolvere la crisi siriana. Lo ha reso noto oggi il ministero degli Esteri cinese, a poche ore di distanza dall'incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e quello statunitense, Barack Obama, durante i lavori del G20 di San Pietroburgo. Il ministero degli esteri di Pechino ha poi chiesto un'indagine approfondita e imparziale sull'attacco del 21 agosto scorso da parte degli ispettori dell'ONU e ha chiesto alla comunità internazionale di lavorare insieme per l'avvio di una conferenza internazionale sulla Siria da tenersi in tempi brevi.

La decisione di Pechino arriva all'indomani della polemica tra Usa e Russia sull'intervento armato in Siria, con l'ambasciatore Usa presso le Nazioni Unite Samantha Power che ha accusato Mosca di tenere in ostaggio il Consiglio di Sicurezza dell'ONU con la minaccia del veto. L'attacco alla Siria non avrebbe l'appoggio delle Nazioni unite per il no di Mosca e di Pechino, che temono forti ripercussioni economiche da una guerra al Paese retto da Bashar Al Assad, a cominciare da un aumento del prezzo del greggio - come aveva sottolineato ieri il vice ministro delle Finanze cinese Zhu Guangyao- che sottrarrebbe spinta all'economia globale.

Nell'incontro di oggi, Xi e Obama hanno discusso di relazioni bilaterali e di altre questioni di comune interesse. "Cina e Stati Uniti -ha dichiarato il presidente cinese Xi Jinping- stanno lavorando a stretto contatto per mettere in pratica il consenso raggiunto al summit" avvenuto a giugno scorso in California tra i due presidenti. Xi ha sottolineato che le relazioni tra le due potenze stanno vivendo un momento di "stabile sviluppo". Durante il loro primo incontro, i due capi di Stato avevano trovato un'intesa su questioni ambientali e sull'abbandono del nucleare da parte della Corea del Nord, anche se il summit Xi-Obama era stato dominato soprattutto dalla discussione sulle accuse reciproche di spionaggio informatico.

 

XI E OBAMA AL G20: SIRIA, NORDCOREA E CYBERSICUREZZA



di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest


 

Pechino, 6 set. - Siria, Corea del Nord e sicurezza informatica. Sono stati questi gli argomenti di conversazione dell'incontro che si è tenuto oggi durante i lavori del G20 di San Pietroburgo tra il presidente cinese Xi Jinping e quello statunitense Barack Obama. Lo riferiscono fonti della Casa Bianca. Quello di oggi è stato il secondo summit in tre mesi tra i due presidenti, dopo l'incontro informale in California del giugno scorso, poco prima che scoppiasse il caso Prism e la talpa Edward Snowden irrompesse sulla scena internazionale con le sue rivelazioni sullo spionaggio informatico condotto dagli Stati Uniti.


Proprio il cyber-spionaggio è l'argomento che divide maggiormente Pechino e Washington, con Obama che ha espresso le sue preoccupazioni a Xi riguardo ai furti di segreti commerciali operati dai pirati informatici di Pechino. Negli scorsi mesi, Cina e Stati Uniti si sono scambiati più volte accuse di violazioni dei segreti informatici. A lamnetare le intrusioni informatiche erano stati soprattutto gli Stati Uniti, prima delle rivelazioni di Snowden sullo spionaggio informatico statunitense ai danni della Cina, in atto dal 2009, secondo l'ex contractor della Cia. Per Obama, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, permangono alcune tensioni tra Cina e Stati Uniti a riguardo, ma la situazione può essere gestita.

Tra gli altri temi affrontati ci sono stati poi anche i nucleare nord-creano, sul quale Xi e Obama avevano già raggiunto a giugno un'intesa sulla necessità da parte di Pyongyang di smantellare il proprio arsenale nucleare, e soprattutto la crisi in Siria, il tassello più delicato degli equilibri internazionali. La Cina ha annunciato oggi che sosterrà il Consiglio di Sicurezza dell'ONU -di cui Pechino è membro- per la risoluzione della crisi e auspica un'indagine approfondita e imparziale da parte degli ispettori dell'ONU sugli attacchi del 21 agosto scorso e una conferenza internazionale sulla Siria da tenersi in tempi brevi. La diplomazia americana aveva già reagito ieri con forza all'atteggiamento di Mosca di chiusura verso la possibilità di un intervento armato in Siria: l'ambasciatore Usa presso le Nazioni Unite, Samatha Power, aveva incolpato la Russia di tenere in ostaggio il Consiglio di Sicurezza con la minaccia di porre il veto all'intervento.

Un'intesa è stata trovata, invece, sugli sforzi congiunti nella riduzione delle emissioni inquinanti, in particolare degli idrofluorocarburi, tra i maggiori responsabili del riscaldamento globale. Anche in questo caso, una prima intesa sull'ambiente era già stata raggiunta proprio nel summit californiano di tre mesi fa tra i due presidenti.

 

 

SIRIA, XI AL G20:UNICA SOLUZIONE POSSIBILE E' POLITICA


 

Soluzione politica alla crisi siriana e politiche macroeconomiche responsabili a livello mondiale per fare ripartire la crescita. Sono i due principali argomenti affrontati dal presidente cinese Xi Jinping ieri durante i lavori del G20 di San Pietroburgo.  La posizione cinese sulla crisi siriana è improntata alla prudenza e alla ricerca di una soluzione politica, che è "l'unico modo per risolvere la questione", ha dichiarato il portavoce di Pechino al G20, Qin Gang. La Cina rimane quindi contraria all'intervento armato in Siria. Lo scoppio di una guerra in Siria avrebbe "un impatto negativo sull'economia mondiale, specialmente sul prezzo del petrolio", ha spiegato il vice ministro delle Finanze cinese Zhu Guangyao. Un aumento di dieci dollari al barile, secondo le stime del ministero, ridurrebbe la crescita globale dello 0,25%. Sia la Cina che la Russia si sono sempre dette contrarie a un intervento in Siria e anche nel febbraio scorso, come già successo anche nel 2012, i due Paesi avevano posto il veto alla condanna da parte dell'ONU sulla repressione delle proteste nel Paese retto da Bashar Al Assad.

Tutte le maggiori economie del pianeta, ha poi spiegato Xi Jinping, hanno il dovere di mantenere in ordine le proprie finanze e di sostenere un sistema di commercio multilaterale che sia aperto e senza discriminazioni. Il presidente cinese ha poi ribadito la presa di posizione del proprio Paese su alcuni nodi politica economica, come il no al protezionismo commerciale, tema molto caro a Pechino, che proprio di protezionismo aveva accusato l'Unione Europea nei mesi scorsi durante la disputa sui pannelli solari. Xi ha poi sottolineato la necessità di riformare il Fondo Monetario Internazionale, un organo -come anche la Banca Mondiale- che viene visto dalle economie emergenti dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) come un'emanazione degli interessi delle economie occidentali. Occorre, invece, secondo Xi, creare meccanismi di sicurezza finanziaria a livello internazionale e promuovere l'economia reale. Entrando nello specifico del caso cinese, Xi Jinping ha ribadito quanto già detto nei giorni scorsi ad Ashgabad, capitale del Turkmenistan, dove si trovava in visita di Stato, la prima da presidente cinese. La Cina è disposta ad accettare una crescita minore del previsto per il 2013 perché sta andando incontro a un processo di riforma della propria economia che possa assicurare una crescita stabile sul lungo periodo, anche se i fondamentali sono "solidi", come li ha definiti lo stesso Xi, e Pechino sta mettendo in atto una politica economica "sicura" sia per la Cina che per il resto del mondo.

Durante il summit di San Pietroburgo c'è stato tempo anche per affrontare i temi della sicurezza regionale, tramite una lettera indirizzata ai ministri della Giustizia dei Paesi membri della Shanghai Cooperation Organization (SCO), l'organizzazione intergovernativa di cui fanno parte oltre a Cina e Russia, anche le ex repubbliche sovietiche di Kazakistan, Kighizistan, Tajikistan e Uzbekistan. I ministri della Giustizia dei Paesi SCO sono riuniti per la prima volta proprio in questi giorni a Pechino. I punti salienti della collaborazione, secondo quanto scrive Xi, devono essere il rafforzamento delle normative vigenti (anche da parte degli stessi cittadini), la pace e la stabilità a livello regionale, e lo sforzo congiunto per lo sviluppo e la prosperità di tutti i Paesi membri. Nei prossimi giorni, Xi Jinping continuerà il tour nei Paesi dell'Asia centrale: sarà in Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan, dove parteciperà al tredicesimo meeting dei presidenti dei Paesi della Shanghai Cooperation Organization.

 

 

CINA, INTERVENTO IN SIRIA UN DANNO PER L'ECONOMIA

 

di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella



Roma, 5 sett.- Intervenire con le armi in Siria rappresenta un passo falso  per l'economia.  Lo ha detto il vice ministro delle Finanze cinese, Zhu Guangyao, secondo cui l'azione militare porterebbe a una destabilizzazione dell'economia facendo, tra e altre cose, schizzare il prezzo del petrolio. Le dichiarazioni sono state rilasciate poco prima della cerimonia d'inaugurazione del G20 di San Pietroburgo.

E nella città russa la Cina avrà un ruolo chiave: sono pronti a scommettere tutto gli osservatori, secondo i quali durante l'incontro bilaterale sino-americano, annunciato ieri dalla Casa Bianca, si assisterà un pressing da parte di Barack Obama sul presidente cinese Xi Jinping per strappare il supporto riguardo l'intervento armato in Siria.Da parte sua il presidente cinese – prevedono ancora gli esperti – dovrà essere in grado di camminare in perfetto equilibrio, mantenendo da un lato la posizione di non intervento contro il regime di Assad condivisa con Mosca , e dall'altro ammorbidendo i toni per non intaccare quei rapporti personali su cui i numeri uno di Cina e Usa hanno lavorato durante l'incontro informale tra i due che si è tenuto a giugno in California. "Pechino potrebbe aprire a Washington sull'intervento contro il regime siriano  chiedendo però prove inconfutabili sull'impiego di armi chimiche da parte di Assad" ha osservato Jia Qingguo, professore dell'Università di Pechino.

La Cina, membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu con diritto di veto, ha più volte espresso la sua opposizione all'uso di armi chimiche, mentre il ministro degli Esteri Wang Yi ha riaffermato che l'unica via è quella di una risoluzione politica poiché qualsiasi intervento militare condotto senza l'approvazione delle Nazioni Unite produrrà il solo effetto di esacerbare i tumulti.
 
Cina e Siria, e Cina ed economia. Il vice ministro delle Finanze Zhu Guangyao ha dichiarato che i leader di diverse nazioni, incluso Obama, vogliono discutere con Xi Jinping delle prospettive di sviluppo e le sfide per dell'economia mondiale. Ieri, alla vigilia del vertice, Pechino, insieme a Mosca, ha ammonito gli Usa riguardo la stretta della politica monetaria di stimolo da diversi miliardi di dollari della Federal Reserve. Gli Stati Uniti dovrebbero essere accorti riguardo gli effetti di ricaduta e contribuire alla stabilità del mercato finanziario globale e alla ripresa dell'economia" ha osservato Zhu.

 

LETTA INCONTRA LEADER CINA E GIAPPONE
 
Questo pomeriggio, a margine della prima sessione dei lavori del G20 il presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta, ha avuto due ulteriori incontri bilaterali, con i leader di Cina e Giappone. Con il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, il premier italiano ha discusso dello sviluppo delle relazioni bilaterali che verranno ulteriormente rafforzate durante una sua prossima visita in Cina. Letta ha infatti accettato l'invito giuntogli da Xi Jinping di recarsi a Pechino nel corso del 2014 e ha colto l'occasione per confermare che il consolidamento dei rapporti tra la Cina e l'Unione europea costituira' una delle priorita' del semestre di presidenza italiana dell'Ue. Il presidente cinese ha assicurato la propria presenza al vertice Asem che si terra' in Italia, a Milano, proprio durante il secondo semestre del 2014


 

 

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